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Focaccia integrale con dadolata di salame e nocciole: un ritorno al passato per un appuntamento mancato

C'è un tempo per tutto. C'è un tempo per ascoltare, un tempo per decidere, un tempo per comunicare, un tempo per esserci, un tempo per arretrare. C'è un tempo per prepararsi, un tempo per sentirsi pronti, un tempo per sentirsi inadeguati, un tempo per capire che.... non è tempo.
E' così sottile il confine tra un periodo e l'altro che è davvero facile sbagliare. C'è stato un tempo in cui ho pensato che ce l'avrei fatta, e proprio per questo ho accettato di partecipare al contest "i lievitati della nonna". E mi sento davvero in difetto per aver ricevuto le meravigliose farine Frumenta e non aver fatto in tempo a proporre al mia ricetta entro la data di scadenza. Perché non sai mai cosa succede dal momento della decisione al momento della realizzazione. E quando ho realizzato questa focaccia, che per me è un ricordo d'infanzia, non ero certo fedele alla promessa implicita di partecipazione. Ma c'è un tempo anche per la presa di coscienza. E per le scuse. Questa focaccia mi ricorda i sapori di un tempo, nello specifico mi ricorda gli impasti di una zia paterna. Ci sono legata da tempo, anche se è da tempo che non me la concedo. Per questo l'ho voluta portare alla luce. L'ho arricchita con deliziose nocciole nostrane (ah, l'orto della mamma ^_^), l'ho assaporata in un piccolo boccone, l'ho resa in parte pane (prima cottura su pietra refrattaria) e l'ho condivisa, in amicizia...... Perché, seppur ci sia un tempo per capire che non si è più in tempo per certe cose, per la condivisione non è mai troppo tardi.
Ma ricordate che, in caso di focaccia, deve esserci un tempo, che io ho mancato, per il riposo in teglia, prima della cottura ^_^

Ingredienti

Per il poolish
150 g di farina di grano tenero 1 Frumenta
100 g di farina integrale Frumenta
20 g di lievito madre secco naturale
270 g di acqua

Per l'impasto
poolish
120 g di farina di grano tenero 1 Frumenta
180 g di farina integrale Frumenta
30 g di lievito madre secco naturale
200 g di acqua
8 g di sale integrale di Cervia
10 g di malto d'orzo
40 ml di olio evo
100 g di salame a dadini
50 g di nocciole

Setacciate le farine e il lievito in una boule, quindi versate 270 g di acqua, mescolate velocemente senza impastare, ma facendo in modo che le farine siano irrorate perfettamente, e coprite tutto con un foglio di pellicola trasparente. Lasciate riposare in un luogo tiepido per 15 ore, o almeno fino a quando vedrete comparire, in superficie, delle bollicine. Io utilizzo il forno spento, con la sola lucina accesa.
Trascorso il tempo versate il poolish in un'impastatrice (se impastaste a mano, versate il resto degli ingredienti nella stessa boule o lavorate tutto in una più capiente), aggiungete l'acqua, la restante farina, setacciata insieme al lievito, e lavorate fino ad ottenere un impasto liscio. Unite il sale e, per ultimo, l'olio a filo. Continuate a lavorare fino a quando sentirete la pasta ben incordata.
Versate tutto in una boule unta e coprite con la pellicola. Lasciate lievitare fino al raddoppio di volume. A me ci sono volute circa 5 ore.
Nel frattempo tagliate il salame* a dadini e le nocciole, a coltello, in pezzi non troppo piccoli.
Quando l'impasto sarà pronto, scopritelo, quindi unite salame e nocciole.
Impastate in modo da incorporare bene tutto, quindi stendete la pasta su una teglia, coperta da carta forno. A questo punto l'impasto dovrebbe riposare, in luogo tiepido, per almeno un'ora. Io, quell'ora, non l'ho avuta e ne è andata sicuramente della sofficità dell'impasto post cottura.
Portate il forno alla temperatura di 200°, versate un filo di olio evo sulla superficie e infornate. Cuocete per circa 30 minuti, fino a quando la vostra focaccia sarà ben dorata, quindi sfornate e lasciate raffreddare.

Tagliate la focaccia a fette e cedete alla meraviglia!!! Anche in questa occasione ho potuto avere il parere di palati estranei e diversi dal mio. E quello che vi riporto è frutto di quei giudizi ^_^ Fragrante, saporita, insolita, sorprendente.

La dimostrazione che tradizione e innovazione possono essere grandi complici, anche in cucina.
Ah, visto che ve ne ho fatto cenno, il pane su pietra refrattaria è venuto una bomba!!!!! :D
I crostini che vi presentai immersi nella vellutata di zucca e castagne, qualche giorno fa. Ora sapete quale piacere ci sia nel crearsi da sé pure prelibatezze ^_^

*La storia di questo salame un po' ve l'ho accennata nella condivisione della foto su Instagram. "Immagino papà, dal suo cielo, fare quel ghigno e dire 'era ora'". Ebbene, era un salame conservato sottovuoto, gelosamente. Un salame della sua terra, preso insieme a lui, nell'ultima estate trascorsa insieme. Era importante, per me, dargli il giusto valore. Il suo ruolo protagonista l'ha avuto: a me ha regalato un piacere nostalgico e affettuoso, a qualcun altro..... un sapore di quello che sono, io, nella mia semplicità e con i miei mille difetti.abc

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