L’arte del frigo vuoto: perché la prima volta non vedi nulla e la seconda trovi la cena

L’arte del frigo vuoto arriva da uno studio scientifico molto chiaro, durante il quale è stato dimostrato che per trovare effettivamente i cibi necessari bisogna aprire lo sportello dell’elettrodomestico ben due volte: il primo andrà come tentativo a vuoto, ma il secondo invece ti permetterà di scoprire ciò che hai per cena. Non è disattenzione, ma visione selettiva.

Nel momento in cui facciamo riferimento a un elettrodomestico come il frigorifero, infatti, stiamo parlando di un valido aiuto in cucina, necessario per il mantenimento dei nostri alimenti: che si tratti di quelli crudi, prima di procedere con la cottura, oppure quelli sottovuoto, ma anche quelli che abbiamo provveduto noi stessi a preparare così da poterli consumare nell’arco della settimana.

L'arte del frigo vuoto - Lacuocherellona.it
L’arte del frigo vuoto – Lacuocherellona.it

Il frigorifero, allo scopo di conservare al suo interno gli alimenti e mantenerli a una temperatura che ne preservi la freschezza, richiede attenzione. Non a caso, uno dei consigli utili che viene dato in questo caso è quello di aprire lo sportello solo quando effettivamente stiamo cercando qualcosa oppure sappiamo già cosa prendere. Non si tratta di un caso: sappiate che ogni volta che apriamo lo sportello del frigorifero non facciamo altro che permettere l’ingresso di un’aria a temperatura completamente diversa, che renderà necessario un lavoro di compensazione per tornare alla temperatura standard che abbiamo scelto.

L’arte del frigorifero vuoto: ecco perché bisogna guardare sempre due volte

Ebbene sì, così come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente, è stato appurato che per trovare effettivamente la soluzione ai nostri dubbi, sia a pranzo che a cena, il frigorifero va aperto due volte consecutive. Non si tratta di un caso, ma di un vero e proprio dato scientifico che affonda le sue radici in campo psicologico: c’è chi la chiama appunto “visione selettiva”.

La prima volta che apriamo il frigorifero alla ricerca di qualcosa, infatti, nella maggior parte dei casi lo facciamo svogliati, alla ricerca di ciò che possa stuzzicare il nostro interesse. Il frigorifero, in questo caso specifico, potrebbe essere addirittura pieno di leccornie, ma siccome nel momento in cui apriamo lo sportello il nostro cervello ha già delle aspettative, alla ricerca di determinati alimenti, come ad esempio snack salati o dolci, arriverà spesso una certa delusione. Quindi, la domanda giusta da porsi è la seguente: perché il secondo tentativo è quello che risolve tutto?

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L’arte del frigo vuoto – Lacuocherellona.it

Il cibo appare come per magia, ma è merito del tuo cervello

Assolutamente sì: il merito della “ricomparsa” del cibo desiderato è da attribuire al nostro cervello. In particolar modo, come indicato precedentemente, avendo delle aspettative altissime, magari perché desideriamo soddisfare un bisogno momentaneo, la nostra psiche costruisce un’idea precisa di ciò che dovrebbe trovare all’interno del frigorifero, e questo determina la seconda azione: ripetere il gesto.

Quello che sembra un automatismo, infatti, altro non è che un piccolo gioco psicologico. Dopo il primo tentativo andato a vuoto, il cervello abbassa le aspettative, quindi aprendo di nuovo il frigorifero riusciremo a ottenere soluzioni pratiche e veloci per la preparazione di una pietanza, in particolar modo che si tratti di pranzo o di cena.

Per intenderci meglio: se inizialmente le uova non sono soddisfacenti, aggiungendo magari parmigiano e prosciutto possono diventare “un’idea”. Una volta che il nostro cervello ha dovuto fare i conti con una piccola delusione, successivamente ci porterà a rivalutare quella selezione di cibo, rendendola comunque adatta alle nostre esigenze. Ecco perché l’arte del frigo vuoto è quasi un sistema di illusioni che, alla fine, arricchisce il tuo piano alimentare.

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