Le bucce delle mele possono davvero diventare un valido alleato nel quotidiano, soprattuto durante questa fase dell’anno durante la quale “beccare” l’influenza è davvero facilissimo. Ecco perché privarsene potrebbe rappresentare un grave errore!
Questa tisana non nasce per “fare miracoli” ma per diventare un gesto intelligente nei giorni in cui senti che l’inverno ti sta addosso. Quando l’aria è secca, dormi peggio, inizi a sentire la gola più sensibile e hai quella stanchezza un po’ appiccicosa, il corpo chiede due cose semplici: calore e costanza.

La tisana con bucce di mela e cannella è perfetta perché ti dà entrambe, senza farti impazzire. E qui c’è il punto che spesso non si dice: non è la mela “in generale”, è proprio la buccia a essere interessante (se è ben lavata e di buona qualità), perché è la parte più “ricca” di sostanze vegetali. Un bicchiere al giorno, fatto bene, ha senso come routine: non come scudo anti-influenza, ma come alleato che ti accompagna.
La parte tecnica, detta facile: cosa c’entra la buccia con le difese immunitarie
Allora: quando parliamo di “difese immunitarie” non stiamo facendo riferimento a un interruttore ON/OFF. Stiamo facendo riferimento a un sistema che lavora meglio quando il corpo è meno stressato, più idratato, con una barriera intestinale e mucosa “in ordine”. E qui entrano in gioco due concetti chiave, che ti spiego senza parole difficili: polifenoli e microbiota. Le bucce di mela contengono polifenoli (composti antiossidanti) che non sono “antibiotici naturali”, ma possono sostenere l’equilibrio infiammatorio e la risposta dell’organismo allo stress ossidativo. E poi c’è la pectina, una fibra che, indirettamente, ha senso quando si parla di benessere immunitario perché lavora sul microbiota, cioè su quell’ecosistema intestinale che dialoga continuamente con il sistema immunitario.
La cannella, invece, è il “plus” sensoriale e funzionale: scalda, profuma, rende la tisana desiderabile (e se una cosa è desiderabile, la fai davvero, e quindi diventa abitudine). Solo una nota da direttrice-amica: non serve esagerare con cannella a cucchiaiate. Una stecca o una puntina basta, soprattutto se la bevi spesso.
Se vuoi riassumerlo in modo chiaro, l’idea è questa:
- La buccia è la parte che ti interessa davvero per i composti vegetali (polifenoli)
Il calore + idratazione aiutano le mucose e il comfort (che nei cambi stagione conta eccome), - La pectina supporta l’asse intestino–microbiota, che è uno dei pilastri della risposta immunitaria,
- La cannella rende il rituale sostenibile (e non serve “caricarla” troppo).
Come farla (davvero) e quando berla: il rituale che funziona perché è semplice
Io la preparo così, sempre uguale, perché la costanza vince più della fantasia: prendo le bucce di 1 mela ben lavata (se puoi, scegli mele non trattate o comunque lavate con cura), le metto in un pentolino con acqua fredda, aggiungo una stecca di cannella (o un pezzetto piccolo), porto a leggero bollore e lascio sobbollire piano 10–12 minuti. Poi spengo, copro due minuti e filtro. Fine. Un bicchiere è sufficiente: lo bevi nel tardo pomeriggio o dopo cena, quando ti viene quell’istinto di “qualcosa di dolce” ma in realtà stai cercando conforto.
E qui viene la domanda onesta, quella che fa la differenza: tu la vuoi usare come “rimedio dell’ultimo minuto” quando ormai ti senti a terra, o come piccolo rituale quotidiano, una cosa semplice, ripetibile, che ti aiuta a sentirti più protetta già prima?





