Uno degli errori più gravi che viene effettuato durante le diete è quello di togliere gli ingredienti, piuttosto che aggiustare il tiro dell’alimentazione. Questo avviene anche con il burro, quando basterebbe applicare la scienza delle porzioni: tanto quanto basta per avere nutrimento.
Nel momento in cui facciamo riferimento a una dieta finalizzata alla perdita di peso, infatti, è necessario ricordare che stiamo parlando di un quadro alimentare realizzato come se fosse un vero e proprio abito cucito in modo sartoriale sulla persona. Questo comprende un eventuale quadro clinico, per rintracciare quali sono le necessità e gli obiettivi da raggiungere, così da fare in modo che il nostro corpo possa finalmente trovare un equilibrio tra benessere, salute e soprattutto buon cibo.

Questo ci porta a un argomento molto caldo, e si tratta proprio del burro: non possiamo prenderlo ed eliminarlo semplicemente. Dobbiamo tenere conto del fatto che questo è un ingrediente basilare in tantissime ricette… persino nel ciambellone della nonna che prepari per avere una colazione leggera.
È vero che possiamo sostituirlo in tante ricette con l’olio extravergine d’oliva, ad esempio, ma questo significa rinunciare a un quantitativo di benefici che comunque possono avere un risvolto positivo. Ecco perché, da questo punto di vista, la scienza delle porzioni può rispondere a una tua esigenza immediata e futura.
Tra i buoni motivi per cui non devi eliminare il burro dalla tua dieta
Prima di intendere il burro solo come ingrediente grasso da legare alle ricette, impara a guardare l’alimento da un punto di vista diverso: ovvero tutte le sostanze benefiche che gli scienziati negli anni hanno individuato all’interno del burro dopo accurate ricerche. Piuttosto che intenderlo come nemico numero uno della tua dieta, impara a vederlo come un amico che ti fa piacere incontrare, ma che purtroppo non puoi vedere troppo spesso, perché abita lontano.
Infatti, il burro è una fonte naturale di vitamine liposolubili, come A, D, E e K2, in grado di aiutare il corpo a migliorare l’assorbimento dei nutrienti e fornire energia immediata. Basti pensare che durante la dieta chetogenica il burro non è vietato, ma deve essere introdotto nelle giuste porzioni.
Inoltre, al suo interno troviamo il butirrato, che sostiene la salute dell’intestino e riduce persino le infiammazioni. Rispetto ad altri grassi, poi, è persino facilmente digeribile, tutto questo grazie alla presenza di acidi grassi a catena corta, tenendo conto che è considerato anche un alimento low carb.

La scienza delle porzioni che non sbaglia
Sulla base di tale motivazione, dunque, piuttosto che eliminare il burro perché lo vediamo come un grasso particolarmente compatto e che può persino predisporci all’insorgenza di malattie come il diabete… impariamo a gestirlo all’interno del quotidiano.
Da un punto di vista nutrizionale, infatti, il quantitativo “concesso” di burro per ottenere tutto quello che abbiamo indicato precedentemente è di 5, massimo 10 g al giorno. Ovviamente dovete tenere conto che i grammi riferiti sono intesi per il burro “puro”, così come lo conosciamo.
Se invece viene introdotto all’interno di una ricetta, come quella del ciambellone che abbiamo indicato precedentemente, dove solitamente il burro viene inserito in una misura di circa 80 grammi (dipende sempre dal tipo di dolce di riferimento), allora il discorso cambia: quel quantitativo andrà a essere diluito in tutto l’impasto e si andrà a miscelare con altri ingredienti.
Quindi, una fetta di dolce fatto in casa al mattino, se preparato con il burro, difficilmente potrebbe compromettere la nostra dieta… a meno che, invece della classica fetta, non mangiassimo tutto il dolce in un colpo solo. E allora sì, potremmo avere dei risvolti negativi considerevoli.





