La tradizione culinaria italiana è ricca di ricette che fondano le proprie radici in ambito regionale: tra le più note troviamo quelle campane e siciliane. Non a caso, oggi concentreremo la nostra attenzione sul pesto alla trapanese, ma in una versione più digeribile.
La cucina tipica siciliana è ben nota per essere particolarmente ricca di alimenti, ingredienti selezionati e modalità di cottura elaborate. Per intendere meglio cosa stiamo dicendo, sappiate che la cucina siciliana prevede prevalentemente fritture, lievitati e tanto altro ancora.

C’è da dire anche che la cucina siciliana si divide in province: ognuna di esse ha una specifica cultura del cibo e alcuni tratti comuni. Basti pensare al noto caso dell’arancino o arancina tra Catania e Palermo: una sfida sempre in atto, ignorando il fatto che, in realtà, i nomi sono giusti entrambi. A cambiare, però, è la ricetta e anche la tipologia: arancina a forma di palla, dalla quale prende il nome; arancino, invece, spesso caratterizzato da una forma a punta che ricorda l’Etna.
A ogni modo, però, oggi andremo comunque sulla Sicilia occidentale e ci concentreremo sul pesto alla trapanese: sempre buono, sempre imitato e spesso oggetto di rivisitazione.
Pasta con pesto alla trapanese: la ricetta per renderlo digeribile
Il pesto alla trapanese, infatti, non nasce come “risposta” a quello genovese: ci troviamo di fronte a due ricette completamente diverse, che riprendono ciascuna il meglio della propria tradizione. Nel caso in cui stiate pensando al classico pesto fatto con basilico, mandorle o pinoli, parmigiano e olio, dimenticatelo: in questo caso specifico la ricetta cambia radicalmente, pur avendo qualche tratto in comune.
Gli ingredienti che ti serviranno, infatti, sono i seguenti, pensati per renderlo più digeribile rispetto a quello tradizionale che magari prevede anche l’impiego di mollica, ricotta in quantità diverse e altro ancora. Eccoti sotto la ricetta:
- 300 grammi di basilico,
- 200 grammi di pomodorini ciliegia (meglio se pomodorini di Pachino),
- 30 grammi mandorle,
- 70 g di ricotta,
- sale,
- olio.
Per la pasta scegliamo noi il formato che preferiamo: noi utilizzeremo, invece, le farfalle.
Come preparare il pesto alla trapanese nella sua versione più digeribile possibile
La preparazione di questo piatto, dunque, è davvero molto semplice, perché possiamo giocare con gli ingredienti in base a ciò che preferiamo. La ricotta, in questo caso, ci servirà per dare corpo e consistenza al nostro condimento: non dobbiamo cuocere niente, facciamo tutto a crudo.
Prendiamo un frullatore e mettiamo all’interno i pomodorini, dopo averli lavati per bene, rimosso la parte verde e tagliati a tocchetti. Aggiungiamo anche la ricotta e frulliamo insieme finché non avremo ottenuto un composto cremoso. A questo punto aggiungiamo anche le foglie di basilico e continuiamo a frullare, unendo poi le mandorle sgusciate. L’obiettivo sarà ottenere una crema piuttosto grossolana, simile a un pesto, ma con un mix di sapori diverso.
Quindi, prendiamo una pentola abbastanza capiente, mettiamo l’acqua e portiamola a ebollizione. Aggiungiamo il sale e poi la pasta, che dovrà cuocere seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Fate attenzione con le farfalle, perché la congiunzione centrale tende a cuocere più lentamente: leggete bene i tempi e ricordate che, per la cottura al dente, conviene togliere uno, massimo due minuti.
Infine, mettiamo tutto in una padella antiaderente e facciamo saltare per qualche minuto prima di servire in tavola con una bella spolverata di pecorino romano oppure, se lo preparate in piena estate, una spolverata di ricotta salata.





