close

Nidi di daikon con cuore di nasello: il valore di un’amicizia e le nuove inesauribili, preziose scoperte

In genere va in questo modo: mi arriva un suo messaggio e, in quel messaggio, mi sento travolgere da un'ondata di entusiasmo. Lei è così. Non importa se non ci si senta tutti i giorni, non importa se non si riesca a vederci con costanza. Ciascuna ha la propria vita, i propri tempi, i propri impegni, ma in quell'attimo in cui una corre verso l'altra, è sempre l'emozione a farsi strada! Una foto, a metà strada tra la orgoglio e timore, ritraeva una bella radice di Daikon affettata. "Io l'ho mangiata in insalata ma deve essere favolosa cotta. Ci sono molte ricette in internet...tu sei brava e sapresti benissimo elaborare qualche cosa di buono, poi questo tubero ha delle favolose proprietà". Basta davvero poco per convincermi. Dopo essere passata davanti a quelle grosse carote bianche per mesi e mesi, nel giro di un giorno il mio frigo si arricchiva di forme nuove ^_^
Inutile dire che sia stato amore al primo assaggio. Il sapore mi ricorda molto la rapa rossa, ma con una consistenza simile alla carota. E' deliziosissima e ha davvero molte proprietà. Tra le tante (e decisamente più importanti) c'è quella per cui questo tubero favorisce la digestione di fritture e alimenti pesanti ed è, quindi, particolarmente indicata dopo pasti luculliani particolarmente "forti". Diciamo che è un vero brucia grassi (qui la fonte), è alleato del nostro amico fegato e.... ha pochissime calorie ^_^
Non vi dico, in questo breve periodo, quanto ne abbia già consumato :D E' che non solo mi piace molto, ma lo trovo anche perfetto in ogni pietanza: da una semplice insalata a qualcosa di più elaborato. Ne vedrete delle belle ^_^

Ingredienti

150 g di filetto di nasello
200 g di daikon
1 cucchiaino di insaporitore vegetale (per me autoprodotto)
paprika dolce
sale rosa dell'Himalaya
olio evo

Pulite il daikon eliminando la buccia e tagliate una sezione in 'spaghetti' lunghi non meno di 20 centimetri. Io ho ricavato prima delle fettine con la mandolina, poi ho tagliato i filamenti a coltello.
Fateli cuocere a vapore per pochi minuti, fino ad ammorbidirli (ma non troppo!!!!). Non appena saranno pronti, conditeli con paprika e sale rosa, mescolate bene e lasciateli raffreddare.
Nel frattempo prendete il filetto di nasello. Sciacquatelo ed elimenate le lische con una pinzetta. Tagliatelo in piccoli tranci e condite ciascuno di questi, sulle due superfici maggiori, con l'insaporitore vegetale. Scaldate una padella antiaderento con un filo di olio evo.
Quando sarà ben calda alzate la fiamma e posate i trancetti. Lasciateli rosolare per un paio di minuti, quindi girateli sul lato opposto. Procedete per altri due minuti circa, sempre a fiamma viva. Dovranno essere ben dorati in superficie e rosati all'interno.
Dividete i fili di daikon secondo il numero di trancetti di nasello. Sistemateli a fascio e adagiate su ciascuna estremità un trancetto.
Arrotolate il daikon intorno al pesce e sistemate ciascun nido ottenuto in una pirofila leggermente unta. Irrorate con qualche goccia di olio e infornate a 200° (in forno già in temperatura). Cuocete per 15 minuti, il tempo che la superficie si gratini sufficientemente da risultare dorata.

A questo punto non vi rimane che sfornare la pirofila e servire.
Gustate la delicatezza di questi sapori in una forma insolita e intrigante.

Laura, seppur non abbia assaggiato, ha decisamente gradito l'esuberanza ^_^
Io vi garantisco che, seppur sembri una preparazione complessa, si tratta di un piatto assolutamente semplice e non troppo lungo da preparare.


Perché la sana alimentazione è una questione di scelte, e di dispensa ^_^

abc

Pancakes senza uova alla crema di fragole e menta: quando l’obiettivo è il sorriso di un bambino

Le strade facili non mi sono mai piaciute. Io amo le sfide. E spesso le sfide si superano per ‪tenacia e caparbietà. Laddove un piatto preveda l'utilizzo di un ingrediente che non rientri, per infiniti motivi, nella lista degli alimenti possibili, mi prodigo nell'elaborazione di strategie fino a trovare la giusta alternativa. E il risultato atteso e sperato, quando arriva, dà grandi soddisfazioni. Questa volta torno sull'iniziativa l'Orto del bimbo intollerante, inaugurato, per quanto mi riguarda, con la millefoglie di spinaci. Se io tolgo alimenti come burro, latte, zuccheri e farine raffinate per pure scelte salutiste, ci sono realtà in cui si agisce per necessità. Le intolleranze sono una realtà sempre più importante. Difficili da gestire nell'approccio, possono non rappresentare un vero ostacolo, se affrontate con allegria e sfizio. E quando queste intolleranze interessano i bambini, allegria e sfizio sono concetti chiave, quasi parole d'ordine.
Qualche giorno fa arriva lei, con la sua meravigliosa Cucina della Capra, importante spazio in cui trovo sempre meravigliosi suggerimenti. E lei mi piazza davanti questa miracolosa soluzione: acqua di cottura dei ceci come alternativa all'albume dell'uovo. Si monta a neve come neanche potreste immaginare. E così i ceci si confermano un perfetto alleato, e non solo in versione farina, per frittate e simili. Mi è bastato leggere le sue parole per mettermi all'opera. Tempo zero e i ceci bollivano in pentola. Sfida difficile, visto che pare sia più semplice raggiungere un perfetto risultato utilizzando l'acqua dei ceci in vasetto, ma io non amo l'acquisto di alimenti sotto conserva. E di certo non mi faccio spaventare dalle aggravanti. Al primo tentativo ho utilizzato il liquido appena ottenuto, semplicemente lasciato raffreddare. Risultato raggiunto, ma con qualche riserva: la neve non è fermissima, nonostante il tempo prolungato di lavoro della frusta. Passiamo al piano B. Lascio i ceci in ammollo per 24 ore e, una volta prelevati, lascio riposare il liquido per altre 48 ore. Questo passaggio conferisce al liquido una vischiosità tale da permettere una lavorazione ottimale. Il risultato è da togliere il fiato ^_^
Bambini ancora una volta felici e Cuocherellona ancora una volta soddisfatta. Una doppia vittoria ^_^

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di maggio de
creata da Manu e Leti


Ingredienti

Per i pancakes
80 g di acqua di cottura dei ceci
60 g di acqua
7 g di semi di chia
15 g di malto di riso
1/2 cucchiaino di farina di limoni
20 g di farina di farro monococco
10 g di farina d'ozo integrale
1 pizzico di bicarbonato

Per la crema di fragole
10 fragole
1/4 di ananas fresco
10 foglie di menta

Lavate 8 fregole e tagliatele a pezzi. Mettetele in un pentolino insieme all'ananas tagliata in piccoli spicchietti. Portate tutto ad ebollizione. Una bolta raggiunto il bollore, abbassate la fiamma e cuocete per circa 15 minuti. Spegnete il fuoco, aggiungete le foglie di menta nìben lavate e passate tutto con un frullatore ad immersione, ottenendo una crema non troppo liscia. Tenete da parte fino a raffreddamento (potrete preparare questa salsa anche il giorno prima). In questo modo i sapori si armonizzeranno e la menta darà il suo tocco inconfondibile.
Mettete in ammollo i semi di chia nei 60 g di acqua. Lasciate riposare per almeno 15 minuti, o comunque fino a quando il liquido sarà diventato vischioso. Unitevi, ora, il malto di riso, le farine, la farina di limoni e il pizzico di bicaronato. Sbattete tutto con una frusta, fino ad ottenere un composto soffice e ben amalgamato.
   Tenete da parte. Prima di occuparvi della seconda parte della preparazione, metete un padellino a scaldare sul fuoco.
Prendete l'acqua dei ceci, che avrete preparato secondo le indicazioni date nell'introducione (diversamente utilizzate quella dei vasetti di vetro). Montatela a neve azionando una frusta e facendola lavorare per almeno 4 minuti. Vedrete che, con un po' di pazienza, il composto si trasformerà in una neve fittissima e compatta.
Versate la spuma sulla pastella preparata in precedenza e mescolate delicatamente con una spatola, dal basso verso l'alto.
Versatene un paio di cucchiai nella padella, leggermente unta. Fate cuocere la pastella per qualche minuto, quindi giratela e procedete con la cottura dall'altro lato.
Procedete fino a terminare la pastella. Con queste dosi mi sono venuti 4 pancakes di circa 10 cm di diametro.

Servitele con la crema di fragole e menta, appena scaldata per non andare in contrasto con i pancakes.

Aggiungete le due fragole tenute da parte, magari tagliate a fettine e gustateli! Insoliti, sfiziosi, inebrianti, avvolgenti e terribilmente leggeri, i vostri pancakes saranno una sana e travolgente coccola. La colazione non sarà mai stata tanto desiderata!

Il problema uova è presto risolto e senza la minima rinuncia!!!!
Sono certa che, con l'utilizzo di farine giuste, queste delizie possano trasformarsi anche come sfizioso dolce gluten free: non richiedono farine di forza, per cui avanti atutta, ce n'è per ogni esigenza!!


abc

Pollo al pompelmo: l’ occasione di trasformare in magia la più semplice delle possibilità

L'unica carne che entra in casa (salvo pochissime eccezioni): il pollo. Il mio stomaco non tollera più altra qualità. Seppur il profumo di grigliate succulenti desti il mio olfatto, il più pacato tentativo di approccio ad un piccolo assaggio scatena guerre mondiali tra acidi gastrici e onde peristaltiche. Confesso che la cosa non mi pesa affatto. Senza carne vivo benissimo!
Ogni tanto, però, mi concedo lui. E ogni volta, laddove i miei classici non soddisfino il desiderio di qualcosa di insolito, mi sbizzarrisco nell'interpretazione.
Mi piace molto accostare le carni alla frutta. Ecco che, allora, nasce l'idea di dare un tocco agrumato (ma particolare, per via del sapore amarognolo del pompelmo) al mio pollo. Eliminata la pelle, che comunque non sarebbe stata arrostita e non avrebbe avuto quell'aspetto irresistibile, la cottura al forno regala comunque una consistenza morbida. E sana. Perché comunque lì casco sempre.
Il mio insaporitore vegetale è diventato alleato fedele e mantiene in movimento l'essiccatore, che non si sa mai ^_^ Il fatto in casa diventa sempre più totalizzante e soddisfacente. Insomma, sano è buono, non c'è più alcun dubbio, e l'educazione alla buona alimentazione rimane una scelta fondamentale. Un gesto d'amore.

Ingredienti

1/4 di pollo
1 pompelmo (per me rosa)
1 cucchiaino di dado vegetale autoprodotto
timo limone
salvia

   Eliminate la pelle dal pollo (eventualmente anche l'eccesso di grasso). Lavate e asciugate qualche ametto di timo limone e qualche foglia di salvia. Tritatele finemente, quindi aggiungete il dado vegetale. Cospargete la carne con mix appena ottenuto e massaggiate bene la carne. Copritela con un foglio di pellicola trasparente e lasciatela riposare per almeno un'ora, in modo che insaporisca.
Spremete il pompelmo e versatelo sul quartodi pollo, che nel frattempo avrete sistemato in una pirofila non troppo grande. Il succo dovrà arrivare a coprire almeno metà dello spessore del pollo. Eventualmente allungate con un po' di acqua. Aggiungete al succo ancora un po' di insaporitore vegetale, quindi coprite tutto con un foglio di carta stagnola.
Portate il forno a 200° e, una volta in temperatura, infornate la pirofila. In tutto la cottura sarà di almeno un'ora, per cui ogni 15 minuti circa sfornate la teglia e girate il pollo. In questo modo l'intero quarto rimarrà costantemente irrorato dal succo, ne acquisirà sapore e rimarrà morbido.
Per gli ultimi 10 minuti di cottura scoprite la pirofila e lasciate dorare la superficie del pollo. Una volta cotto, tenete la carne al caldo e fate ridurre il succo di pompelmo sul fuoco, fino ad ottenere una crema abbastanza densa. Io non ho aggiunto farine o altri addensanti, a voi la scelta.
Sistemate il pollo su un piatto, quindi versate sopra il fondo di cottura al pompelmo. Accompagnate la pietanza con verdure a scelta e servite. Io ho optato per un tris di verdure al forno, semplice, sfizioso e appagante.

La doratura sfiziosa del quarto di pollo nasconde una carne morbida e perfettamente umida. Il boccone è piacevole e i sapori si sprigionano sul palato donando sensazioni inebrianti.

Se non foste amanti del pompelmo, potrete optare per uno degli ultimi aranci di stagione. Ma il suggerimento è quello di non farvi scappare l'occasione di concedervi un piatto sano, leggero e allo stesso tempo irresistibilmente saporito.
abc

Waffles salati al grano arso con crema di patate al rosmarino e asparagi saltati allo zenzero: due anni di noi

La notizia è terrificante. Lo è di suo, senza il bisogno di ricorrere ad aggravanti. Ma il mio cuore è laggiù, negli occhi di un bambino, di una comunità. Di Mahesh sono stati i primi disegni. Le sue pagelle mi hanno emozionato. Ma lui, con la sua famiglia, ha lasciato la zona seguita dal progetto in cerca di fortuna, forse, o di lavoro. Al suo posto sono arrivati gli occhi di Baiju. Le sue lettere mi riempiono il cuore. Ogni volta. Mahesh e Baiju sono nomi che rappresentano un popolo intero, a cui mi sento legata ormai da anni. E questa notizia mi gela il sangue nelle vene. Perché è terrificante senza bisogno di ricorrere ad aggravanti, ma le aggravanti mi colpiscono come una mitragliata in pieno petto. Per quanto io possa fare, nel mio piccolo, non sono niente di fronte alla grandezza di madre natura e delle sue espressioni, sotto qualsiasi forma. Il cuore è là, oggi un po' di più. Il pensiero è costante, voglio informazioni. E improvvisamente, due giorni fa, squilla il telefono. Quelle parole mi colpiscono. "Vogliamo darle notizie". Sono sorpresa, ma non so cosa aspettarmi. Ho paura. Parlo a quella donna come se fosse un'amica, le confido le mie emozioni. "I nostri uffici a Khatmandu sono irraggiungibili, non abbiamo pieno accesso alle informazioni, ma le zone da noi seguite sono piuttosto lontane dall'epicentro". Respiro, ma è difficile contenere questo fiume di sensazioni che mi travolge. "Abbiamo bisogno di aiuto".
Oggi è il secondo compleanno di questo blog. Avevo immaginato di scrivere tutt'altre parole. Di ringraziare ciascuno di voi, per la presenza costante, per l'affetto che mi riservate, per la forza che, anche inconsapevolmente, mi trasmettete, per le motivazioni che mi date.
"Io non posso permettermi di fare grandi cose, ma ho una pagina, seguita da un discreto numero di persone. Posso utilizzare quel canale per fare qualcosa, per fare passare un messaggio, per concentrare le risposte alla vostra richiesta di sostegno". L'entusiasmo che si è acceso nella voce dell'interlocutrice, nel sentire queste parole, mi ha fatto piangere. "Se le venissero in mente altre iniziative non esiti a contattarci".
Non sono che una goccia d'acqua in un oceano infinito. Ma è la goccia che scava la roccia. La goccia, seguita da un'altra goccia, poi un'altra e un'altra ancora.
Più di tremila morti non possono lasciarci indifferenti
Ho promesso che avrei condiviso il loro link. E' nulla, ma lo faccio con quel cuore che abita le terre distrutte e che abbraccia Mahesh, Baiju e tutte le comunità.

Fondo emergenze Nepal

Grazie a chi ci sarà, a darmi forza, motivazioni e coraggio anche questa volta.

Ingredienti

Per i waffles
1 uovo
30 g di farina di segale Jurmano
20 g di farina di grano arso
1 g di sale nero di Cipro
1 pizzico di bicarbonato

Per la farcitura
10 asparagi
200 g di patate
10 g di nocciole
1 rametto di rosmarino
zenzero in polvere
1 cucchiaino di semi di sesamo
sale rosa dell'Himalaya
olio evo

Pulite gli asparagi e cuoceteli al vapore lasciandoli croccanti. Quindi pelate le patate e fatele bollire fino a quando saranno completamente morbide. Schiacciatele, trasferitele in un bicchierone e lasciatele intiepidire.
Sbattete l'uovo con il sale nero, giusto il tempo necessario a rendere omogeneo il composto, ma non spumoso. Aggiungete le farine e il bicarbonato.
Impastate fino ad amalgamare tutto e rendere l'impasto compatto. Quindi mettetelo in frigo a riposare per un'ora, coperto da un foglio di pellicola trasparente affinché non faccia la crosticina.
Pestate le nocciole in un mortaio, non troppo fini. Lavate il rosmarino e tritatelo finemente. Io procedo sempre con la mia fedelissima mezzaluna. Passate le patate tenute da parte con un frullatore ad immersione, creando una crema liscia e vellutata. Unitevi nocciole e rosmarino, mescolate amalgamando tutto perfettamente e lasciate riposare, in modo che i sapori si armonizzino perfettamente.
Scaldate in una padella un cucchiaino di olio evo, quindi fatevi saltare gli asparagi. Salate a piacere e unite lo zenzero in polvere. Fate insaporire e dorare bene con uniformità. Nel frattempo dedicatevi ai waffles.
Scaldate la piastra sul fuoco (io uso quella in alluminio, ma avendo una piastra, accendetela e portatela a temperatura).
Adagiate sopra metà composto e chiudete lo stampo. Cuocete fino ad ottenere una doratura perfetta e l'interno perfettamente asciutto. Prelevate il waffle e procedete con la restante parte di impasto. Mentre cuoce, versate sulla prima cialda buona parte della crema di patate. Sistemate sopra gli asparagi, cospargete con i semi di sesamo e versate la crema restate.
   Quando sarà cotta, utilizzate la seconda cialda per chiudere il sandwich, quindi gustate.
Per i più audaci e sbrodoloni la sfida potrebbe essere quella di assaporare con le mani. Personalmente ho optato per forchetta e coltello. Ho trovato facilitassero l'operazione ^_^

Mi sono piaciuti molto i sapori contrastanti: l'intensità del grano arso incontra la delicatezza della crema di patate e la dolcezza di asparagi novelli e sposa perfettamente l'aroma del rosmarino e dello zenzero. Come mia abitudine, il tocco croccante è quello che rende tutto più sfizioso.

E' un piatto semplice nei sapori, genuino nella scelta degli ingredienti. E non è convenzionale, come ormai, in queste pagine, vi siete abituati a scoprire.
Bilanciato nelle proprietà nutrizionali e contenuto nelle calorie. Rispettoso della stagionalità e decisamente intrigante ^_^
Tutte caratteristiche che ho scelto di mettere in evidenza per questo giorno speciale. Perché sono le caratteristiche che fanno parte di me e del mio modo di vivere e interpretare la cucina.

Dare spunti e percepire quanto questi vengano colti mi riempie di enorme gioia. E questa gioia sarebbe ancora più grande se, uniti a me, decideste di assaggiare non solo questa nuova proposta, ma anche il piacere di destinare qualcosa di personale per una causa importante.
Sono certa che saprete rendermi felice e che darete il vostro piccolo contributo, come una goccia che scava la roccia, alla causa Nepal.

GRAZIE per la vostra preziosa presenza.
abc

Cardo piccante gratinato al forno con besciamella light all’aroma di mandarino: ed è tutto una sorpresa

Ci sono sapori che si collegano a ricordi, a tradizioni, a contestualizzazioni precise. Per me il cardo è sempre stato sinonimo di bagna caoda, inebriante piatto della cucina piemontese che vedeva la famiglia interamente raccolta intorno alla tavola tra quantitativi infiniti di verdura cruda e cotta, pane e una salsina a base di aglio e acciughe che le mani sapienti di nonna Maria preparavano con amore. Talvolta uno sformatino echeggiava nell'aria, ma mai niente di più. Sapore amaro che difficilmente conquista palati giovani, nel tempo mi ha conquistato più nel pensiero, che nell'utilizzo. Perché il suo impiego, da quando la bagna caoda non è più affare per il mio stomaco e lo sformativo da semplice comparsa è diventato un lontano ricordo, è sempre stato lungi dalla mia cucina.
Poi un giorno, dopo aver visto un delizioso piatto preparato dalla cara amica Mimma, mi sono detta che avrei dovuto affrontare questo distacco e prendere confidenza con quei sapori, contestualizzandoli in modo differente. Il tempo di mettere a fuoco un'idea e mi sono trovata con una teglia improvvisata, dove il cardo veniva avvolto da una delicata besciamella vegana, leggermente piccante e aromatizzata.... indovinate con cosa.... e fu magia!!!! Mi promisi di replicare il piatto quando avessi avuto la mia mamma a pranzo da me e rimandai a quel momento l'insieme di scatti che avrei condiviso con voi. Ed eccomi qui, a presentarvi un piatto semplicissimo, che mette insieme sapori decisi ad altri delicati, consistenze soffici e vellutate, leggerezza e bontà. Consapevole che il palato, ancora una volta, apprezza una scelta alimentare educata.

Con questo piatto, che con lei ho condiviso, faccio gli auguri alla mia splendida mamma, spalla, amica, confidente, che oggi apre un po' di più il suo bocciolo di bellezza e grandezza.
Buon compleanno Otta!!

Ingredienti

1/2 cardo
1 cucchiaino di olio piccante (per me prodotto con i peperoncini dell'orto di famiglia)
pepe
noce moscata
sale rosa dell'Himalaya
besciamella

Per la besciamella
1 cucchiaino di olio evo
1 cucchiaio raso di farina di riso
sale rosa dell'Himalaya
1 cucchiaino di farina di mandarino
150 ml di latte vegetale (per me di avena)

Sepatare le coste del cardo e pilitele eliminando le foglie e i filamenti. Tagliateli in pezzi di una decina di centimetri e in bastoncini larghi circa 1 centimetro.
Scaldate in una padella un cucchiaino di olio piccante, quindi fate saltare i bastoncini di cardo a fiamma viva, per qualche minuto, aggiungendo sale, pepe e noce moscata a piacere.
   Nel frattempo preparate la besciamella, scaldando l'olio in un pentolino. Prelevate dal fuoco, aggiungete la farina di riso e mescolate velocemente. Unite, quindi, la farina di mandarino (o un po' di scorza d'arancio, se non aveste ancora ceduto alla farina di mandarino ^_^) e il sale. Versate poco latte alla volta, mescolando in modo da non fare formare grumi. Mettete nuovamente sul fuoco e portate dolcemente ad ebollizione, sempre mescolando. Quando raggiungerà il bollore, abbassate la fiamma e fate addensare, mescolando continuamente, per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e lasciate imtiepidire.
Versate la besciamella sui cardi, mescolate e lasciate insaporire a fuoco basso per un minuto, quindi trasferite tutto in una pirofila. Infornate a 220° e cuocete per 30 minuti.
Quando in superficie vedrete una bella crosticina dorata, sfornate e servite.
Vi avverto: sarà una lotta a chi pulirà la pirofila!!!!

Si sarà creato un piatto perfettamente legato e ben assestato nei sapori, dove il sapore del mandarino sposerà perfettamente l'amaro del cardo e il piccante del peperoncino donerà carattere alla delicatezza della besciamella.

Leggero come neanche potreste immaginare, vi lascerà senza parole!!! Ma assolutamente a bocca piena ^_^


abc

Tortino di verdure saltate in crosta di carote: di sapori, di colori, di passioni e necessità


E’ un periodo in cui rincorro il tempo. La testa è piena di idee, di scadenze, di impegni, di lavoro e la cosa mi rende fiera e viva. Ma allo stesso tempo mi toglie energie e concentrazione per fantasticare in cucina e, soprattutto, per rendere concrete le stesse fantasie. Nonostante tutto, cerco di mantenere vive le buone abitudini e, se non riesco a dedicarmi a nuove sperimentazioni con la costanza di sempre, l’ottimizzazione arriva in risposta alla necessità di concentrare tempi e risorse. Laddove arriva un’idea, arriva anche il metodo perfetto per metterla in atto. Così nasce questo tortino. Il desiderio di creare un concentrato di verdure, in una forma nuova e originale che rispettasse un paio di sani principi, mi ha portato ad immaginare una crosta di carote, in cui incastonare un bouquet di gemme colorate e saporite. Un ripieno fatto di verdure, quante più ne vogliate, saltate in padella in maniera semplice. Una base preparata in poche mosse, senza farine aggiunte, per non creare un vero e proprio impasto. Una cottura in forno, che non richiede costante attenzione. E un risultato, di fatto, che non è quello di una vera crostata. Quello che si percepisce sul palato è un insieme di consistenze differenti che mantengono inalterati la natura e i sapori delle materie prime utilizzate. Mi è piaciuta l’idea di come questo piatto possa essere una proposta per ottimizzare rimasugli di verdure che abitano il nostro frigorifero e mi è anche piaciuta la ricchezza di sapori che quegli stessi avanzi portano con sé. Un piatto appagante, insomma, meraviglioso da gustare anche il giorno dopo, semplicemente scaldato in padella, con quella crosticina sfiziosa che trasforma un concentrato di vitamine in vero sfizio!

Ingredienti

Per l’impasto
180 g di carote
35 g di fiocchi d’avena
15 g di semi di lino
20 g di burro di arachidi salato (autoprodotto)
10 g di gomasio

Per il ripieno
1 carota
1 piccolo broccolo
10 cavolini di Bruxelles
¼ di porro
50 g di piselli (per me dell’orto di famiglia, surgelati)
olio di olive taggiasche
sale rosa dell’Himalaya
noce moscata
pepe
1 cucchiaino di farina di nocciole e radicchio


Pulite le carote, tagliatele in pezzi e inseritele in un boccale. Aggiungete anche i fiocchi d'avena (mettetene di più, se voleste ottenere un impasto più sodo e consistente), i semi di lino, il burro di arachidi salato e il gomasio. Tritate tutto a più riprese, fino ad ottenere una crema compatta, piuttosto densa e uniforme.
Avvolgete tutto in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero almeno per un'ora. Potreste anche preparare la base la sera prima, oppure il mattino per la sera. Questo permette di organizzarvi al meglio.
   Preparate ora la farcitura. Fate imbiondire, in una padella calda con un cucchiaio di olio di olive taggiasche, il porro tagliato a fettine sottili. Nel frattempo tagliate la carota a dadini, quindi sbollentatela per un minuto in acqua salata. Dopo questo passaggio, unite la carota al porro. Procedete, con lo stesso passaggio, anche con le cime del broccolo, con i cavolini di Bruxelles tagliati a metà e, infine, con i piselli. Fate saltare in padella insaporendo con sale, noce moscata e pepe. Durante il tempo di rosolatura in padella, fate bollire il torsolo del broccolo, in acqua salata, fino a renderlo morbido. Tagliandolo in piccoli tocchetti ci metterà molto meno tempo.
Rivestite una teglia con la carta forno (la quantità di impasto basterà per una teglia di 20 cm di diametro). Ponete l'impasto di carota al centro e iniziate ad appiattirlo e stenderlo, con l'aiuto di un bicchiere leggermente bagnato sul fondo.
Frullate il torsolo del broccolo, insieme alla farina di radicchio e nocciole (in mancanza di questa potrete usare semplici nocciole tritate o qualsiasi spezia a vostro piacere). Assaggiate e correggete, eventualmente di sale, quindi versate la crema sulle verdure saltate.
Versate tutto sulla base di carote, quindi infornate su un ripiano basso, in forno caldo a 200°.
Cuocete per 30 minuti.
Quando sarà ben dorata in superficie, sfornate e lasciate intiepidire. Quindi prelevatela dalla teglia e servitela.

Con un tortino di queste dimensioni ho mangiato due volte. Magari il mio piccolo stomaco si accontenta di poco, ma vi garantisco che la pietanza, pur essendo unicamente a base di verdure, è decisamente nutriente.
I colori vi conquisteranno e, con essi, anche i sapori inebrianti della semplicità.
Divertitevi a utilizzare le vostre verdure preferite e personalizzate i sapori. Non avrete che da divertirvi. Sicuramente saprete prendere per la gola i vostri assaggiatori.




Parlando di cucina vegana o di cucina vegetariana, ma anche di qualsiasi cucina per intolleranze,
provate a pensare di trovare la corrispondenza tra scelte e necessità e.... di portarla in vacanza!
Anzi, di trovarla in vacanza ^_^
https://www.facebook.com/maisolinelmondoviaggi?ref=bookmarks

Vi aspetto per soddisfare i vostri sogni vacanzieri!
(presto online il nuovo sito)
abc

Ciuffi di calamaro al latte in panatura leggera su medaglioni di porro: leggerezza e bontà express

Adoro i ciuffi di calamaro. Mi piacciono in qualsiasi modo, dalla più semplice grigliatura all'insalata. Ma vestiti da una croccante panatura li trovo assolutamente irresistibili. Mi piace come, sotto alla crosticina sfiziosa, ci sia una carne tenera e corposa. E mi è piaciuto ancor più riuscire a creare un piatto così senza ricorrere alla frittura. L'ammollo nel latte per ore e ore permette di ottenere una consistenza morbida e un sapore delicato.E' stata la folgorazione di un attimo. Quando più o quando meno, una volta alla settimana il pesce compare sulla mia tavola, ma ogni volta, come per ogni pietanza, il piatto realizzato deve nascere da uno stimolo e deve appagare le mie aspettative. E' un piccolo vizio: prima stuzzico e nutro la mia anima, poi il mio corpo. Allora preparo l'aromatizzazione del latte, pulisco bene i miei ciuffetti e ce li tuffo dentro. E aspetto. Aspetto. Aspetto. Quando impano, inforno, sforno e assaggio i miei occhi si illuminano e il mio palato fa festa. Accostati al porro, poi, hanno esternato tutta la loro magnificenza. Due sapori delicati che, uniti, fanno di questo un piatto indimenticabile!

Ingredienti

200 g di ciuffi di calamaro
200 ml di latte di soia (o altro latte vegetale)
noce moscata
sale rosa dell'Himalaya
paprika dolce
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di pangrattato di riso
1/2 porro
2 cucchiai di olio evo
pepe
farina di mandarino

Pulite i ciuffi di calamaro, eliminando tutte le parti non commestibili ^_^
Versate in un recipiente il latte di soia, quindi unite paprika, sale rosa, lo spicchio d'aglio schiacciato (non sbucciatelo. In questo modo l'aroma sarà più delicato) e noce moscata secondo il vostro gusto. Tuffateci dentro i ciuffi di calamaro, mescolate bene e lasciate riposare tutto per almeno 4 ore. Coprite e ponete in frigorifero.
   Preparate il porro, lavandolo bene. Tagliatelo a fette spesse circa mezzo centimentro. In una ciotolina versate l'olio e unitevi il pepe, la farina di mandarino e il sale. Emulsionate bene.
Sistemate le fettine di porro su una teglia rivestita da carta forno, quindi spennellateli con l'emulsione di olio, coprendoli bene. Accendete il forno e portatelo a 190°.
Una volta in temperatura, infornate su un ripiano alto e fate cuocere fino a quando saranno ben dorati in superficie.
Nel frattempo prelevate i ciuffi di calamaro dal latte e tamponateli velocemente, in modo da togliere il liquido in eccesso.
Passateli nel pangrattato, quindi sistemateli su una placca da forno leggermente unta. Irrorateli con altro olio (pochissimo!!!!!!) e sporverizzateli con un po' di sale rosa, quindi infornate, a 200°. Basteranno 30 minuti ed otterrete una sfiziosa e croccante panatura.
Servite i calamari su un piatto caldo, accanto ai porri e gustate la meravigliosa fragranza.

E' un piatto che richiede poco tempo di preparazione. La marinatura può durare tutta la notte o tutto il giorno, permettendovi di dare spazio alle vostre attività, per cui non ci sono scuse: il tempo di cottura e..... SI MANGIA!!!!!!!!!!!!!!


abc

Zuppa di ceci e broccoli: l’estemporaneità che centra il bersaglio e diventa successo

L'estemporaneità di questo piatto è assoluta. Generalmente i miei pranzi sono caratterizzati da insalate vivaci e colorate. Sono leggere e appagano il palato. Sono fresche, certo, in un periodo in cui un caldo abbraccio sarebbe più adatto, ma mi piacciono così tanto da rifugiarmici senza ripensamenti. Questa volta, però, le cose sono andate diversamente. Questa volta il pensiero di un'insalata non appagava la mia forte necessità di scaldarmi e coccolarmi. Questa volta un bel piatto di zuppa fumante mi si è parato davanti agli occhi, senza lasciare altro spazio al mio campo visivo. E' nata, così, l'idea di un piatto in cui i ceci fossero protagonisti, e che lo fossero in una doppia veste. Mi è piaciuta l'idea che non ci fosse altro da aggiungere per renderla perfetta. Vellutata e avvolgente, consistente, saporita. Il tocco del broccolo si è rivelato strategico già nel pensiero e l'assaggio ha confermato l'idea: alleggerisce l'insieme di consistenze e dona la giusta freschezza sul palato. Insomma, l'idea di un piatto veloce e improvvisato si è rivelata assolutamente vincente.

Ingredienti

100 g di ceci
1/2 broccolo (solo le cimette) cotto a vapore
1 cucchiaio di colatura di alici
olio piccante
sale

Se utilizzaste ceci secchi, fateli bollire in acqua salata, fino a renderli morbidi (previo ammollo di 12 ore circa). Tenetene da parte 30 g, mentre i restanti frullateli, con un parte di acqua di cottura e la colatura di alici, fino a rendere tutto una crema liscia e vellutata.
Fate scaldare in una padella un filo di olio piccante. Unitevi i ceci e le cimette del broccolo, tagliate in piccoli pezzi. Saltate tutto con un po' di sale (e insaporite a piacere con altre spezie, se voleste) a fiamma vivace.
Quando saranno croccanti e dorati, spegnete. Versate la vellutata in una scodellina. Non dovrà essere né troppo liquida, né troppo densa. Regolatevi, secondo il vostro gusto, aggiungendo più o meno acqua. Aggiungete il saltato di ceci e broccoli e..... assaporate ^_^

   La vellutata accarezzerà il palato, i ceci croccanti lo divertiranno e le cimette di broccolo renderanno tutto leggero e stimolante.


La conferma che le idee improvvise, talvolta, sanno centrare un bersaglio più di qualsiasi elaborata elucubrazione!


abc

Crocchette di ceci e spinaci con le nocciole: il buono, il bello e l’esigenza di gestire il tempo

Nel mio panorama quotidiano ci sono due tipologie di approccio culinario: per elaborazione e per istinto. Che, tradotto in altri termini, significa: piatto strutturato o piatto estemporaneo. In genere, mentre le cene che riesco a consumare in casa nelle serate non lavorative mi permettono di dedicare maggior tempo alla preparazione, confino al momento del pranzo i piatti estemporanei. Torno dai miei quotidiani allenamenti e mi trovo a mettere insieme due idee e una manciata di ingredienti in un tempo limite che mi consenta di non pranzare all'ora di merenda. Le esigenze sono quelle di avere una pietanza veloce da preparare, completa per apporto nutrizionale, rispettosa dei miei immancabili principi salutisti e, non transigo, che sappia conquistarmi e mettere in moto le ghiandole salivari. Se, dopo tutta la valutazione razionale, parte anche la risposta fisico - gustativa, allora il piatto è perfetto. Così nascono queste crocchette. La preparazione mi è costata 20 minuti di lavoro, tra cottura delle patate, preparazione della base ai ceci e la messa in forma delle crocchette. Così, quando sono tornata a casa dopo i miei 8 chilometri di salite, il tutto era pronto per essere cotto e per saltare nel piatto nel giro di 10 minuti. Non ci sono scuse: la cucina sana è possibile anche con una manciata di minuti a disposizione. Basta volerlo!! ^_^

Ingredienti

45 g di farina di ceci
35 g di acqua calda
90 g di patate bollite
70 g di spinaci al vapore
1 cucchiaino di olio piccante (il mio è quello home made della mia mamma ^_^)
sale rosso delle Hawaii
10 g di nocciole
pangrattato di riso

Pelate e tagliate a cubetti le patate. Fatele bollire in acqua salata, finché risulteranno morbide.
In una terrina versate la farina di ceci setacciata e unite l'acqua calda, poco alla volta. Mescolate tutto in modo da ottenere una pastella densa e liscia. Unite l'olio piccante e il sale rosso, quindi mescolate ancora e lasciate riposare tutto per qualche minuto. Nel frattempo tagliate grossolanamente, con il coltello, gli spinaci cotti al vapore e ben strizzati.
   Quando le patate saranno pronte scolatele e fatele intiepidire.
Schiacciatele con una forchetta e unitele alla pastella di ceci, insieme agli spinaci. Pestate le nocciole in un mortaio, o tagliatele in pezzi grossi con un coltello e unite anche queste all'impasto. Mescolate bene il tutto, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Prendete poco impasto alla volta e lavoratelo con le mani, formando un rotolino. Procedete fino a terminare l'impasto, quindi passate tutto nel pangrattato di riso e ponete le crocchette su un piatto.
Lasciate riposare in frigorifero fino al momento della cottura.
Scaldate un cucchiaio di olio evo in una padella e, quando sarà caldo, sistemate le crocchette. Fatele rotolare subito, in modo che si irrorino completamente di olio: in questo modo doreranno perfettamente senza dover ricorrere ad una vera e propria fruittura.
Basteranno pochi minuti a fiamma viva. Abbiate cura di girarle spesso per ottenere una cottura uniforme e quella crosticina sfiziosa e irresistibile. Quando vedrete che avranno acquisito un bel colore ambrato, eccole pronte da servire.

Accompagnatele con una fresca insalatina di stagione e vedrete che il vostro pranzo estemporaneo sarà una coccola golosissima!!
E, ovviamente, un concentrato di proprietà preziose ^_^abc

Insalatina di totani con carciofi, arancia e nocciole: il carattere che fa da cornice e arriva al cuore

Vado pazza per i sapori agrumati. Al naturale, in versione dolce e anche in contestualizzazioni salate. Mi piacciono per come sanno abbracciare i differenti gusti, dai più delicati ai più importanti, per come riescono a legarli tra loro come fossero un'unica armonia e portarli sul palato enfatizzando dettagli e sfumature. Mi piace la freschezza che regalano all'assaggio. E' come se rendessero tutto più frizzante, donando carattere e personalità ai piatti. Quando ho guardato questi totanetti e li ho immaginati accanto ad un tenerissimo carciofo, non ho avuto dubbi su quanto sarebbe stato magico l'intreccio di sapori in questa cornice. Quattro semplici ingredienti, nient'altro. Legati tra loro con estrema semplicità, rispettando naturalezza e sostanza.
Vivacità di sapori e colori che cattura l'attenzione e appaga i sensi. Senza stravolgimenti.
Ho condiviso questa insalatina con un'amica che ben si presta alle sperimentazioni. Questo per me vuol dire un palato meno abituato a sapori audaci, cosa potrebbe pensare? La risposta? Quando lei mi chiede 1. lista ingredienti e 2. metodo di preparazione...... il successo è garantto!!

Ingredienti

1 totano
1 carciofo
1/2 arancia
25 nocciole
olio piccante
1/2 limone
1 cucchiaino di farina di mandarino (oppure la scorza grattugiata del limone)
sale rosso delle Hawaii

Lavate il totano e pulitelo, eliminando tutte le parti interne. Separate il ciuffo e tagliate il corpo in listarelle. Fatelo bollire in acqua salata per circa 10/15 minuti. Quando sarà morbido scolatelo e sistematelo in una terrina.
Conditelo con olio piccante (il mio è quello preparato da mia madre, con i suoi peperoncini), il succo di mezzo limone e la farina di mandarino o la buccia grattugiata del mezzo limoneMescolate bene tutto, quindi lasciate marinare per un'oretta.
   Pulite il carciofo, eliminando i gambi (che terrete da parte per altri succulenti piatti), le foglie più esterne, le punte, le barbette e le spine interne. Tagliatelo a spicchi molto sottili, quindi aggiungeteli al totano e lasciate che insaporiscano.
Tagliate, dalla metà dell'arancio accuratamente lavato, 5 fettine sottili. Divivede ciascuna fettina in piccoli spicchi e unite tutto al mix di pesce e carciofo. Spremete l'arancio rimanente e irrorate il tutto. Non abbiate paura di fare insaporire troppo gli ingredienti: più tempo rimarranno in marinatura, più il risultato sarà buono.
Prendete, a questo punto, le nocciole. Io ho utilizzato le nocciole nostrane dell'orto di famiglia. Sgusciatele e tagliatele a coltello in una granella piuttosto spessa.
Unitela all'insalatina, spolverizzate con una macinata di sale rosa e mescolate tutto delicatamente, in modo da ottenere una perfetta distribuzione dei condimenti su tutto l'insieme.
Lasciate riposare ancora per un po'. Volendo potrete preparare con largo anticipo questa pietanza. Non si corre il rischio che gli ingredienti cuociano, ma anzi, acquisiranno un sapore sempre più inebriante.

Quando sarà ora, servite l'insalata.
Assaporatela in tutta la sua pienezza, in totale semplicità. Potrebbe bastare una fettina di pane, una fetta di focaccia, una galletta di semi misti o qualsiasi altro crackers e affine.

La protagonista sarà lei, nella sua frizzante freschezza e magica bontà.

abc

INSTAGRAM FEED

Follow on Instagram