close

LATEST POSTS from Erica Di Paolo

Gnocchi di zucca ai pistacchi

E' del tutto vero: non mangio pasta e, quando ne ho desiderio o, ben più probabile, ho in programma di viziare qualche ospite, la preparo in casa. E' davvero molto, ma molto, ma molto raro che apra un pacco di fusilli, o penne, o conchiglie, o tortiglioni, o eliche o qualsivoglia formato. La rarità ricade sempre sullo spaghetto, o linguina, o comunque pasta lunga. Per il resto.... ci sono le mani, gli ingredienti prescelti, un po' di creatività e di sano lavoro. Ma soprattutto, direi, tanto piacere. Così ecco che l'esperimento di un folle giorno d'autunno, periodo in cui la zucca staziona costantemente nella mia cucina, vede nascere uno gnocco concettualmente difficile, ma dal risultato decisamente convincente. Tanto che al primo assaggio è seguita una produzione più consistente, da condividere con amici e da offrire anche a voi. Beh, un giorno si potrà assaggiare anche attraverso un monitor: inizio a portarmi avanti. E non me ne vogliate se fino a quel giorno non potrete allungare una forchetta per servirvi, io le occasioni le metto sempre a disposizione. I vicini saranno i più fortunati, ma per gli altri rimane il piacere di sporcarsi le mani e sfidarsi :) Ingredienti Per gli gnocchi 600 g di zucca Delica cruda pulita 200 g di farina di ceci 70 g di fecola di patate 5 g di lievito alimentare in scaglie 3 g di sale rosa curry q.b. paprika q.b. Per il condimento 150 g di zucca Delica pulita 150 ml di bevanda vegetale all'avena 25 g di pistacchi sgusciati 10 g di olio extravergine di oliva sale rosa q.b. Tagliate a tocchetti la zucca che utilizzerete per la preparazione degli gnocchi e cuocetela al vapore, fino a quando sarà perfettamente morbida. Frullatela insieme al sale, al curry e alla parika, quindi aggiungete la farina, la fecola e il lievito alimentare. Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e piuttosto appiccicoso. Trasferite tutto su una spianatoia e lavorate, aggiungendo ulteriore farina per facilitarvi, creando un panetto. Prelevate un po' di impasto alla volta e lavoratelo con le mani, creando dei salsicciotti. Tagliate gli gnocchi e lasciateli sulla spianatoia, ben infarinati. Fate saltare in un wok la restante zucca, aggiungendo sale e bevanda di avena. Fate cuocere a fuoco basso, con un coperchio, fino a rendere la zucca morbida. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Trasferite tutto in un boccale, aggiungete l'olio extravergine di oliva e frullate tutto con un minipimer.  Trasferite nuovamente tutto nel wok e aggiungete i pistacchi, che nel frattempo avrete tritato o pestato, finemente, in un mortaio. portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete gli gnocchi. Basteranno pochi minuti. Quando inizieranno a venire a galla scolateli e trasferiteli nel wok insieme al condimento. Saltate tutto a fiamma vivace per qualche istante, quindi impiattate. Spolverizzate con qualche briciola di pistacchio, concludete con un giro di olio e servite.abc

Croissant di farro al burro di nocciole

E' passato davvero tanto tempo, da quando ho sfogliato l'ultima volta. Un po' mi sono scoraggiata, posso dirlo? Sì, perché, se da una parte vive un forte desiderio di sfornare il croissant perfetto, dall'altra esiste la consapevolezza che gli ingredienti che ho scelto di utilizzare non mi permettono di avere il risultato tanto fervido nell'immaginario. Quando vedo una pasta soffice, alveolata e stratificata, inciampo sempre: sbircio i dettagli, speranzosa, ma poi, alla fine..... rinuncio. Nella mia cucina niente farina 0 o, men che meno, 00. Niente burro, figuriamoci poi se in quantità così generose! E allora come posso pensare di ottenere il risultato sperato? Ma io non mi arrendo e, se anche alla vista manca quel piccolissimo dettaglio della sfogliatura, la morbidezza e la fragranza sono decisamente presenti, in questi piccoli cornetti. Sono nati in un giorno in cui, preparando una crema di cioccolato, ottenni, per un errore, un estratto dalla lavorazione delle nocciole. La misi in un contenitore e la lasciai riposare in frigorifero. Venne fuori un burro, e capii che ci avrei riprovato. La farina è la mia preferita: farro integrale. E lo zucchero, scelto di proposito di questa qualità, è ridotto ai minimi termini (tanto che in queste proporzioni regalano una brioche a prova di "palato educato" e "disintossicato"). Adesso sono pronta a parlarvene. E voi, siete pronti a gustarli? Ingredienti 240 g di farina di farro integrale 135 g di farina di tipo 2 15 g di farina di canapa sativa 40 g di zucchero di cocco 35 g di lievito madre essiccato (per me Cuor di Macina) 20 g di malto d'orzo in polvere 180 ml di bevanda all'avena 1 uovo 40 ml di olio extravergine di oliva (per me Il Maestrale, di Casale San Giorgio) 55 g di burro di nocciole Frullate lo zucchero di cocco, fino a polverizzarlo. Mescolatelo alle farine setacciate, al malto d'orzo e al lievito madre essiccato. Aggiungete la bevanda di avena tiepida e iniziate ad impastare. Unite, quindi l'uovo e lavorate fino ad incorporarlo completamente, quindi procedete con l'olio, versato a filo. Impastate fino a quando otterrete un impasto compatto ed elastico, che riporrete in una terrina, coperta con un foglio di pellicola trasparente, e lascerete lievitare fino al raddoppio. Lavorate il burro di nocciole creando un panetto quadrato di circa 20 cm di lato. Stendete l'impasto in una sfoglia quadrata, ponetevi sopra il panetto di burro in obliquo e ripiegate gli angoli della pasta verso il centro. Effettuate una piega a metà, quindi un'altra nel verso opposto. Avvolgete l'impasto nella pellicola e lasciate riposare per un'ora, in frigorifero. Riprendete l'impasto, stendetelo con il mattarello ed effettuate una piega a tre. Lasciatelo riposare nuovamente in frigorifero per un'ora, sempre avvolto nella pellicola, quindi ripetete la piega a tre. Dopo l'ultima ora di riposo stendete la sfoglia in un rettangolo di altezza di circa 20 centimetri. Ritagliate dei triangoli di circa 10 cm di base e arrotolateli, partendo proprio dalla base. Sistemateli su una teglia, coperta da carta forno. Copriteli con la pellicola e lasciateli lievitare, nel forno spento, per una notte intera, o per almeno 6 o 8 ore. Spennellate la superficie con un cucchiaio di bevanda di avena emulsionato con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e, volendo, un po' di zucchero (sempre a velo). Infornate a 190° e cuocete per circa 20 minuti. Quando i croissant saranno dorati (ma fate attenzione che le farine daranno già un colore scuro all'impasto e vi inganneranno con facilità), sfornateli e lasciateli raffreddare su una gratella. A questo punto assaporateli: farciti o naturali, secondo il vosto gusto. Se, come me, sarà necessario, congelateli (ma solo quando saranno completamente freddi) e favoritene all'occorrenza. abc

Sport e alimentazione: mens sana in corpore sano

Un benessere a 360° non può prescindere da questi tre aspetti:
  1. l'ascolto del nostro corpo, con le sue esigenze e i suoi tempi
  2. una sana alimentazione
  3. una costante e adeguata attività sportiva
  Quando ci troviamo a confrontarci con una versione di noi stessi che non ci piace, non rispecchia il nostro ideale di persona, non ci rende sereni, la prima cosa che ci troviamo a pensare è tutto e subito. Vogliamo il corpo ideale e lo vogliamo ora. Ecco allora che si innesca un meccanismo per cui ci si trova ad accanirsi su una dieta fatta di tante sconvenienti privazioni e su un'attività sportiva spesso improvvisata e fuori luogo, per non dire dannosa. Inevitabilmente i risultati tanto bramati non si raggiungono, il corpo non è appagato, gli ormoni si ribellano e si cade nello sconforto. La delusione ci porta a sfondarci di cibo spazzatura ed ecco che riparte il ciclo.

Il giusto equilibrio si raggiunge con il tempo e parte dalla consapevolezza che noi siamo ciò che mangiamo e che quanto mangiamo deve essere rapportato al nostro stile di vita. Una volta che il nostro corpo fa pace con le basi della corretta alimentazione, si entra in un mood per cui tutto il resto scorre in maniera fluida e piacevole. Lo sport non rappresenta più un "obbligo", ma diventa uno stimolo. Il pensiero (e il peso) si alleggerisce e, forti delle prime trasformazioni, siamo più motivati a proseguire.

Nella migliore delle ipotesi si diventa convinti salutisti.

Affidarsi a esperti e professionisti può essere importante, quanto rischioso. Le teorie sono tante e difficili da valutare. Io mi limito a mostrare quello che è stato il mio percorso, personale e assistito, verso la forma ideale di benessere e salute. A collaborare con me e ad arricchire di contenuti, argomenti, suggerimenti e dimostrazioni questo percorso ci sarà Francesco, un professionista decisamente competente a cui affido il mio benessere fisico ormai da anni. Il suo studio, YOU Fitness, è strutturato sulla base di questi principi e, inutile dirlo, ha un grande successo.

Vuoi avvalerti di un professionista? YOU Fitness studio: il tuo allenamento quotidiano

[one_half]

QUANTE CALORIE VUOI?

Differenti stili di vita, diverse tipologie di allenamento: ognuno di noi ha il suo specifico fabbisogno calorico. Come strutturare un piano alimentare consono alle proprie necessità? Imparare a conoscere le richieste del nostro corpo, è il primo passo per approcciarci al meglio ad un sano e adeguato stile di vita. Impariamo a farlo insieme. [/one_half] [one_half]

SANO, MA MAI SCONTATO

Quante volte, di fronte alla prospettiva di preparare un piatto sano, ci si scontra con quella sensazione di avvilimento che trasmette un piatto triste? E scontato? E banale? Sempre lui, sempre insapore, perché ogni apore è un peccato di gola che non ci si può permettere.

Ma chi l'ha detto che sano non significhi gustoso e invitante?

[/one_half] [one_whole]

I FALSI MITI

Mai mangiare carboidrati la sera. Saltare i pasti fa dimagrire. Le uova aumentano il colesterolo. Il caffè fa male al fegato. Quante volte avete sentito pronunciare frasi di questo tipo? Ma quale fondamento hanno? Impariamo ad acquisire consapevolezza e sfatiamo, una volta per tutte, questo mare di "dicerie". Le uova: fanno bene o fanno male? Lo zucchero allo specchio: il veleno è da attribuire alla raffinazione? [/one_whole]abc

You Fitness: il tuo allenamento quotidiano

You a New Experience è uno Studio Fitness & Wellness improntato sul Personal Training orientato a promuovere la salute, il benessere, valutare la forma fisica e le attività ad essa connesse.

La mission è quella di "disegnare"​ insieme al cliente lo stile di vita più adeguato sia dal punto di vista fisico meramente estetico che nell'equilibrio corpo-mente-spirito.

Corsi olistici, pura tonificazione, riequilibrio posturale, allenamento post-trauma, allenamento funzionale, HIIT, incremento della massa muscolare, preparazione atletica, manipolazioni cervico-sacrali (back&neck), BIOPTRON, coaching, consulenza nutrizionale e molto altro, in un ambiente dedicato, ben diverso e lontano dalla confusione dei club comuni e delle palestre. Richiedi la tua consulenza personalizzata, insieme a preziosi consigli per un allenamento quotidiano e costante, anche da casa.  

Io ho scelto il benessere quotidiano

Per me l'allenamento è un punto saldo della quotidianità, insieme ad una sana alimentazione. Non serve dedicare ai workout intere ore: concedere al nostro corpo dai 30 ai 40 minuti al giorno di attività fisica ben strutturata può essere un toccasana anche per il nostro benessere mentale.

Questione di tempo, o di volontà?

Spesso la gente mi chiede da quanto tempo mi alleni... [read more]

 

Gli approfondimenti del coach

 abc

La buona dispensa

Spesso il nostro desiderio di benessere ci vede scoraggiati ancora prima di approcciarci ad un tipo di alimentazione più consapevole. Sentire nomi così strani, non avere memoria di averli incontrati sugli scaffali del nostro supermercato di fiducia, spesso ci spaventa e ci dissuade dall'intraprendere la strada giusta. Avere consapevolezza vuol dire anche questo: la natura ci mette a disposizione tutto quello di cui il nostro organismo ha bisogno. Semplicemente occorre modificare le nostre abitudini. Oggi è possibile reperire superalimenti con estrema facilità: negozi biologici, sempre più presenti e forniti, erboristerie, farmacie, sono tutti luoghi accessibili. Basta distogliere l'attenzione ipnotica dagli scaffali dei supermercati e concentrarsi sulle fonti alternative di benessere. Avere una buona dispensa significa avere a disposizione alimenti e integratori naturali che possano essere sempre pronti all'uso ed essere combinati all'occorrenza per regalarci energia, forza, benessere e salute. Qui troverete dei preziosi suggerimenti e dei piccoli consigli per trasformare i vostri pasti in vere e proprie fonti di vita.

Super Food

[one_half] Si tratta di alimenti dall'elevato potere nutritivo e dalla ricchezza di vitamine, antiossidanti, ferro, calcio, e tanto altro ancora. Ne sono ricchi naturalmente e rappresentano, proprio per questo, una "medicina" naturale e un grande alleato del benessere. Grazie alla giusta integrazione di questi super alimenti nell'alimentazione quotidiana, riusciamo a contrastare la formazione dei radicali liberi, a proteggere le cellule dall'invecchiamento, a contrastare le infiammazioni, a facilitare la digestione, e a preservare tante altre funzioni del nostro organismo.

Impariamo a conoscerli. [/one_half]

[one_half] [/one_half]         ACAI BACCHE IN POLVERE
  • Eccellente fonte di calcio e magnesio • Buona fonte di Ferro. • Ricca di vitamine • E' il frutto più antiossidante • Ricca di proteine e amminoacidi • poco dolce
Gusto: gradevole e acidulo, si sposa con il cioccolato Uso: 1 cucchiaino nei frullati, gelati, barrette energetiche o diluita in acqua   BANANA ROSSA IN POLVERE
  • Contiene  betacarotene • Super antiossidante, regola lo sviluppo delle cellule e la rigenerazione dei tessuti • Purifica l’organismo • Buona fonte di vitamina C
  • Contiene  potassio, utilissimo per la circolazione, la massa muscolare, il cuore e anche il sistema nervoso • Ottima per SPORTIVI
Uso: 1 cucchiaino al giorno nei vostri frullati, gelati, yogurt, creme, barrette energetiche.   CANAPA (Semi, olio e farina)
  • Ricca fonte di proteine e vitamine Contiene tutti gli aminoacidi essenziali per la sintesi delle proteine • Contribuisce al rafforzamento del sistema immunitario • Fonte di Omega 3 e Omega 6
Uso: nelle insalate, macedonie, yogurt, muesli e nella preparazione di lievitati. La farina può essere aggiunta nella percentuale massima del 10% nei lievitati. I semi vengono utilizzati per la preparazione del latte di canapa e del relativo "formaggio".   FIENO GRECO Fa parte delle Trigonelle ed è una preziosa fonte di vitamine, soprattutto del gruppo A, C e B, e di sali minerali come ferro e calcio. Antisettico ed antinfiammatorio, è consierato un alimento ipoglicemizzante. Grazie al contenuto di lecitina e fibre è utile nel controllo del colesterolo. Si trova in polvere, in capsule e come estratto liquido. E' facilmente reperibile nei negozi biologici o in erboristeria. Uso: per tisane e infusi. 1 cucchiaino in polvere per insaporire verdure, salse, impasti in genere.   GERME DI GRANO Uno degli elementi più preziosi contenuti nel chicco di grano macinato a pietra è il germe, vero cuore nutritivo del chicco, in grado di offrire tantissime sostanze benefiche per il nostro organismo. Tra queste troviamo gli aminoacidi, gli acidi grassi, i sali minerali, le vitamine del gruppo B e la vitamina E. Uso: sullo yogurt, nelle insalate, nelle zuppe, sulle verdure.   INULINA E' lo zucchero estratto dalla radice di una pianta della famiglia delle asterace (cicoria). Considerato un prebiotico in grado di ripristinare la flora batterica in seguito a errata alimentazione, terapie chemio, assunzione di cibi industiali. Favorisce la digestione, riduce i gas intestinali, migliora la qualità dei batteri intestinali, facilita l'assorbimento di calcio, ferro e magnesio, riduce il colesterolo, aiuta a controllare la fame ed è indicato anche ai soggetti diabetici. Si trova facilmente in farmacia, a prezzi molto ridotti (soprattutto rispetto ai comuni prebiotici). Gusto: spiccatamente dolce. Uso: 1/2, al massimo 1, cucchiaino al giorno da sciogliere in un bicchiere di latte (anche vegetale, ma non di soia) o in acqua tiepida. L'eccessiva dose di inulina può causare gonfiore e diarrea.   LUCUMA IN POLVERE
  • Dolcificante naturale: sana alternativaper i diabetici, non altera i livelli di zucchero
  • Vitamina A, C, B3 e Ferro • Offre una protezione contro i radicali liberi. • Addensante: può sostituire l’uovo nelle preparazioni (20 gr=1 uovo)
Gusto: delicatamente dolciastro con una nota leggera di caramello Uso: aggiungere 1 cucchiaino di Lucuma nel frullato, sullo yogurt, nelle creme dolci o nell'acqua   MACA GIALLA .  •  Ricca di proteine • Potente integratore: perfetto ed equilibrato per gli SPORTIVI
  • Incrementa le riserve energetiche, la resistenza e la forza • Continene 16 minerali (essenzialmente potassio, calcio, fosforo, zolfo )
  • Ricca di vitamine (in particolare B)
Uso: come supplemento alimentare, in caso di stress e stanchezza prolungati, per sportivi fino a 2 cucchiaini al giorno. Nei frullati, acqua, yogurt, latte, barrette.   MESQUITE IN POLVERE (o farina)
  • Valido sostituito allo zucchero per i soggetti diabetici: stabilizza i livelli. • Proteine (20%) e carboidrati • Amminoacidi essenziali ( in part. Lisina)
  • Fonte di fibre • Senza glutine • Ricca di sali minerali ( in part. calcio, ferro, magnesio e potassio) • Aiuta a ridurre la stanchezza • Ottima per il recupero muscolare • Perfetta per gli SPORTIVI prima e dopo l'allenamento
Gusto: sapore dolce, di melassa con un leggero aroma di caramello-nocciola. Uso:  come farina senza glutine, come la farina di riso ( per biscotti, barrette energetiche, torte e pasticceria cruda), Smoothies e creme vegetali, delizioso in abbinamento con il cacao   POLLINE Ricco di amminoacidi essenziali e proteine, fonte di vitamine e sali minerali, ha spiccate proprietà energetiche e rivitalizzanti. Uso: sullo yogurt, nel latte vegetale   SPIRULINA IN POLVERE
  • Altissima fonte di proteine (contiene il 70%) • Ricca di sali minerali, omega-3 e -6, vitamine come la vit. A,C,E • Ottime proprietà antiossidanti • Ricca di Ferro: combatte l'anemia • Perfetta per gli SPORTIVI • Migliora le prestazioni muscolari • La resistenza e la stanchezza
Uso: aggiungere da 1 a 2 cucchiaini di Spirulina nel frullato o centrifugato scelto o nelle barrette. In caso di sportivi, prima di una gara o iin periodi di stanchezza e periodi pre mestriali anche uno al giorno. abc

Pane di semi e farina di mandorle

Che io sia sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo: si sa. Che abbia sviluppato una forte propensione al salutismo: si sa. Che mi piaccia scoprire affinità con chi, questo stile di vita, lo ha scelto e lo perpetua: si sa. Che io sia innamorata di lei: ora lo sapete anche voi. Mi è bastato vedere la foto del suo nuovo pane magico, per avere la certezza che, quel pane, in qualche modo sarebbe entrato nella mia cucina. Ed è stato così, con le mie interpretazioni, ma con la certezza che da lei arrivano sempre grandi cose. In fondo la scelta di arricchire la mia alimentazione con i semi è testimoniata dal fatto che la preparazione più frequente, nella mia cucina, sia questa. Confesso che il crunch sfizioso è insuperabile, e che è davvero difficile fermarsi, una volta iniziato :D Ma di tanto in tanto cambiare consistenza e sfruttare la versatilità di un pane morbido mi stuzzica!! L'idea è quella di ottenere un accompagnamento che possa essere ricco, ricchissimo di fibre e grassi buoni, senza portare con sé grandi carichi di carboidrati (zuccheri). E visto che rispetta anche esigenze gluten free, perché non proporlo come valida alternativa al pane comune? Che dite: procediamo all'assaggio? Ingredienti 50 g di semi di zucca 50 g di semi di girasole 50 g di semi di sesamo 40 g di semi di lino 40 g di semi di chia 250 g di acqua 75 g di mandorle spellate 50 g di crusca di avena (certificata gluten free) 3 g di sale rosa 1/2 cucchiaino di spirulina 5 g di lievito alimentare secco Inserite tutti i semi in una ciotola e mescolateli tra loro (provateci con le mani: è decisamente terapeutico!!). Aggiungete acqua e lasciate in ammollo per un'oretta. Vedrete che i semi assorbiranno tutto il liquido e creeranno una sostanza vischiosa. Tritate le mandorle, insieme al sale, fino ad ottenere una farina fine. Aggiungete la crusca di avena, la spirulina e il lievito alimentare e mescolate bene. Versate questi ingredienti secchi nel composto di semi e mescolate tutto, fino ad amalgamare perfettamente. Versate l'impasto in uno stampo da plumcake e infornate, a 180°. Cuocete per 50 minuti, quindi estraete il pane dallo stampo e rimettetelo in forno, capovolto, per altri 50 minuti. Estraete il pane e lasciatelo raffreddare. Quindi iniziate ad affettarlo e a gustarne l'avvolgenza. Da solo, in pietanze salate, con marmellate o cioccolato, in crostini..... avrete l'imbarazzo della scelta per goderne. Ovviamente, visto che le cose belle mi stanno a cuore e che le occasioni, se meritano, non me le faccio scappare facilmente, ho approfittato della riuscita di questa meraviglia per donare una nuova ricetta ad un'altra donna che stimo molto: lei, la mia splendida Leti!! Una forza della natura :) E allora ecco la mia proposta salata, che mica si può vivere di soli dolci!! :D Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è Buono e Shake Your Free Life.abc

Lo zucchero allo specchio: il veleno è da attribuire alla raffinazione?

Ho un'idea precisa riguardo all'informazione e ai canali attraverso cui essa venga diffusa. E non è un caso che parte di questi canali li snobbi come fonte di apprendimento e li sfrutti unicamente per generare stimoli utili ad approfondire le mie conoscenze, mettendo in atto nuove ricerche. Ormai è da tempo che porto avanti la mia battaglia contro l'utilizzo dello zucchero. L'ho spesso definito il peggior nemico dell'uomo (insieme alla farina raffinata) e questa tesi ha fondamenti legati a studi su quelle che sono le fonti di energia più preziose. Che, fatevene una ragione, non sono forme zuccherine! Ma, in un periodo in cui si torna a parlare di zucchero bianco VS zucchero di canna, ho cercato di fare chiarezza. E l'ho fatto mettendo in discussione quelle che erano diventate mie personali convinzioni. In fondo, "non dubitare di nulla è il mezzo più sicuro per non sapere mai niente." Per arrivare alla conclusione, però, partiamo dalle origini.

Lo ZUCCHERO.

Lo zucchero, altrimenti detto saccarosio, è un carboidrato che, a temperatura ambiente, cristallizza. Origina dalla canna da zucchero (esattamente dal suo fusto) o dalla barbabietola (esattamente dal tubero). Indifferentemente, seppur sia più comune quello ricavato dalla canna da zucchero, semplicemente perché l'estrazione da barbabietola è limitata territorialmente all'Europa, rispetto a qulla da canna da zucchero utilizzata in tutto il resto del mondo; con due procedimenti di estrazione diversi, proprio a causa della fonte di estrazione. Lo zucchero di canna si ottiene lavando e macinando i fusti della pianta matura. Si parla già di una lavorazione industriale, che permette di ottenere un "sugo" (la "melassa") e degli scarti, chiamati "bagassa", che vengono utilizzati come concime e combustibile organico. Il "sugo" è composto da circa il 10-15% di saccarosio e da impurità (sali minerali, acidi organici -malico, ossalico, citrico e tartarico-, basi azotate, composti fosforati e colloidi di origine vegetale). Il sugo viene, quindi, centrifugato per eliminare parte di queste impurità. Si tratta di una chiarificazione, che si ottiene attraverso l'impiego dell'idrossido di calcio (o calce spenta). Portando il composto ad una temperatura di 95°, le particelle di fosfato di calcio (o carbonato di calcio, a seconda del fatto che si utilizzi acido fosforico o anidride carbonica insieme all'idrossido di calcio) precipitano, portando con sé una serie di impurità. Avete presente quando fate un brodo e lo schiumate per eliminare le impurità che vengono a galla? Ecco, in questa fase di chiarificazione avviene esattamente la stessa cosa. A questo punto il succo ottenuto, con ph neutro, viene concentrato in una soluzione contenente il 60-65% di saccarosio. Si passa, ora, alla cristallizzazione, attraverso più fasi di centrifuga che permettono di ottenere lo zucchero bruno (quello che comunemente chiamiamo di canna) e la melassa, generalmente usata come mangime animale. Lo zucchero ottenuto viene, quindi, decolorato, attraverso un ulteriore lavaggio a base di idrossido di calcio e ad una centrifugazione, che permettono di eliminare la melassa ancora presente intorno ai cristalli. Ancora giallognolo, lo zucchero ottenuto viene passato su del carbone attivo, che assorbe le sostanze rimaste. Ed ecco qui che, dopo ripetuti passaggi, otteniamo lo zucchero bianco. Quale sia la differenza rispetto al volgare zucchero di canna? La quantità di melassa, e quindi di impurità, presenti intorno ai cristalli. I valori nutrizionali non subiscono particolari variazioni. Lo zucchero di barbabietola si ottiene dalla lavorazione della radice del tubero. Questa, una volta estratta dal terreno, viene trasportata negli stabilimenti, separata dalle erbe e dai residui di terra legati ad essa, lavata e poi trinciata in "fettuccine", delle quali si misura la qualità, per procedere all'estrazione. Le fettuccine vengono trasferite su un nastro trasportatore e sottoposte ad un getto di acqua ad elevata temperatura (70-78° in una prima fase e 69-73° in quella successiva), che scioglie il saccarosio e lo separa dalla radice. In questa fase, per evitare l'azione di batteri che deteriorerebbero lo zucchero, vengono utilizzati dei disinfettanti. Il "sugo" ottenuto contiene solo il 10-15% di zucchero e tante impurità, che conferiscono al succo un colore molto scuro. Si procede, quindi, alla loro eliminazione. Prima, però, le fettuccine esauste, ancora ricche di una notevole quantità di acqua, vengono nuovamente spremute. Il saccarosio che si ottiene da questa spremitura viene mescolato al succo ottenuto in precedenza e il residuo, chiamato Vinassa, viene essiccato e utilizzato come fertilizzante. Dicevamo, quindi, che quello che abbiamo ottenuto è un "sugo" ancora ad alta concentrazione di impurità e proprio per questo risulterebbe impossibile il processo di cristallizzazione. Si procede, allora, alla carbonatazione: viene aggiunto latte di calcio, che si lega alle impurità provocandone la precipitazione. In quanto difficilmente filtrabili, per essere eliminate, queste stesse impurità vengono esposte ad una corrente di anidride carbonica. Si procede quindi alla filtrazione per eliminare il carbonato di calcio formatosi e all'aggiunta di anidride solforosa (sempre loro, i solfiti) per eliminare calcio e potassio e per decolorare, in questo modo, il sugo. Per liberarci delle più piccole impurità rimaste, ecco che viene aggiunto  il carbonato di sodio. Ciò che si ottiene è un sugo chiarificato che, fatto passare su carbone attivo, viene definitivamente sbiancato. Le successive fasi di evaporazione e cristallizzazione sono le stesse utilizzate per lo zucchero di canna. Vi è chiaro, quindi, perché parlare di zucchero raffinato, zucchero di canna o zucchero integrale NON ABBIA FONDAMENTO!! Lo zucchero è zucchero, e a qualsiasi livello di colorazione subisce dei trattamenti. Perché in natura, senza lavorazioni, avrebbe una consistenza e un sapore decisamente improponibili! Oltre ad avere una serie di elementi alquanto nocivi (si pensi al cromo!!). Ma cosa ne è di tutte quelle sostanze utilizate nei processi appena descritti? Facciamo chiarezza:
  • le percentuali di acido solforico residue sono ben inferiori a quelle presenti in molti altri alimenti, in cui lo stesso è utilizzato come conservante (E513). Si pensi che nello zucchero possono rimanerne circa 15 mg per kg, mentre i limiti imposti dalla UE parlano di 210 mg per litro di vino bianco!!!!
  • il latte di calcio, che nelle etichette viene indicato con la sigla E526, è un conservante utilizzato nell'industria alimentare in prodotti come latte per neonati, vino, birre, alimenti surgelati, verdure lavorate, scatolame, gelati, e via dicendo. Aprite la vostra dispensa e meditate.
  • il carbone attivo è un materiale altamente poroso e con una grande area specifica. Non risulta rilasci sostanze nocive e viene utilizzato nell'ambito della filtrazione, purificazione, deodorizzazione e decolorazione di fluidi grazie alle sue piccole cavità interne che permettono di assorbire e trattenere le impurità.
Per citare Dario Bressanini, grande divulgatore di "chiarezza", da cui ho attinto informazioni e argomenti:

Se volessi spaventare qualcuno potrei invertire il gioco, e dire che è lo zucchero integrale ad essere pieno di sostanze tossiche e velenose, che fortunatamente vengono eliminate nella raffinazione. Potrei portare ad esempio le api, che muoiono quando ingeriscono dello zucchero che contiene ancora della melassa, con tutte le sue impurezze o dire, ad esempio, che la melassa contiene cromo, e tutti voi sapete come il cromo sia un metallo molto velenoso, che ha causato più di una contaminazione di terreni. Insomma, spaventare e appigliarsi al lato emotivo delle persone è molto facile (e potete continuare tranquillamente a consumare zucchero integrale se si piace).

Il mio intento non è e non sarà quello di fare terrorismo mediatico. Tantomeno di "violentare" le vostre coscienze per indirizzarle verso la conoscenza e la consapevolezza. Lo zucchero è zucchero, sotto qualsiasi forma si presenti (pensate un po' anche la frutta è ricchissima di zucchero!! Solo che chiamarlo fruttosio pare lo renda meno influente....). Io continuo e continuerò a non utilizzare lo zucchero in aggiunta a bevande, e a limitarlo allo stretto necessario nelle preparazioni dolciarie. Semplicemente non specificherò più "grezzo" o "integrale", che di integrale, qui, ci sono solo impurità!! Lo zucchero rimane una droga, che crea dipendenza. Ecco perché più mangiate dolci e più ne mangereste. Continuerò, però, ad andare oltre i luoghi comuni e a dimostrarvi come si possa educare il palato a sapori più salutari. Il mio, ormai, si è abituato a sapori assai meno stucchevoli di quelli propinati dall'industria alimentare (ma di questo complotto approfondirò in altra sede). E i miei studi hanno fatto chiarezza su quanto sia marginale, e spesso nocivo, l'apporto energetico degli zuccheri stessi (e, anche qui, rispetto a cosa lo approfondirò in un nuovo articolo). Insomma, io ho fatto chiarezza e mi sono arricchita di nuove conoscenze. A voi, adesso, le valutazioni. Fonti: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/03/miti-culinari-6-lo-zucchero-veleno-bianco/ http://ilcappellodelmonsu.blogspot.it/2017/06/lo-zucchero-veleno-bianco.html https://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_dello_zucchero https://it.wikipedia.org/wiki/Saccarosio

abc

Alimentazione e salute “Doppiamente buono” – 2 dicembre dalle 10.30

Yoga e Alimentazione è il tema del seminario di approfondimento del corso di raja yoga tenuto da Barbara & Irene. Ospite specialissimo e graditissimo Emina Cevro Vukovic autrice del libro "Doppiamente buono". Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Costo € 30,00 che include: pratica, presentazione del libro e dibattito, meditazione, show cooking e pranzo. Il seminario si svolgerà presso Rovereto House&Lab a Milano. abc

Torta cioccopera alle mandorle senza farina

L'occasione c'è sempre. E quando proprio non esiste, la si crea!! Quando ho scoperto che la mia dolcissima amica Letizia aveva lanciato, insieme a Manolo, il contest The Free Food Lover, in cui dare libero sfogo alla fantasia nella proposta di dolci (e non solo) dove il "senza glutine" potesse incontrare l'originalità, mi sono detta: io ci sarò!! Sono sempre alle prese con i miei tempi, o per meglio dire i miei fuori tempo, ma non mi sembra vero, ve ne sto parlando!! L'occasione è stata una cena con un'amica e il suo spettacoloso bimbo; un ometto dolce, sensibile, curioso, attento. Tante cose in comune, con lei: un'energia forte, stimoli, progetti e una forte attenzione per il benessere, che passa anche e soprattutto da un'alimentazione sana e consapevole. Evviva!! Qualcuno che ha eliminato lo zucchero!!!! Evviva, qualcuno che potrà apprezzare un dolce meno dolce, in cui i senza sono un valore aggiunto e non una privazione. Il cioccolato per me è sinonimo di dolce: è difficile che riesca a prescindere da questo binomio, quando penso ad una torta o ad un piccolo peccato di gola. Così ho pensato ad una combinazione che potesse celebrare il cioccolato, ma diversificarlo. Zero farina. Zero latticini. Zero glutine. E, nella mia versione, anche zero zuccheri (ma nella ricetta metterò la dose ideale per palati più viziati!!). Ne viene fuori una consistenza a metà strada tra un budino e un pan di spagna, in un abbraccio che coccola e appaga, non stanca e lascia il desiderio di replicare :) Insomma, una torta tutta da scoprire.... Ingredienti 150 g di mandorle (o farina di mandorle) 1 pera William (ca 150 g di polpa) 200 g di cioccolato fondente al 75% 90 g di acqua 4 uova 25 g di zucchero di canna Mascobado 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere 1 bustina di cremor tartaro 1 pizzico di bicarbonato Riducete le mandorle in farina fine e tenetela da parte. Spezzettate il cioccolato e mettetelo in una ciotola con l'acqua. Sciogliete a bagno maria o nel microonde. Riducete la polpa della pera in purea e aggiungetela al cioccolato fuso. Mescolate bene e lasciate intiepidire. Sbattete le uova con lo zucchero e la vaniglia, fino a farle diventare un composto spumoso.  Aggiungete, poco alla volta, la farina di mandorle insieme al cremor tartaro e al bicarbonato, fino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestite una teglia tonda di 24 cm di diametro con carta forno. Iniziate a versare una parte di composto di mandorle. Versate, poi, nel centro, un po' di cioccolato. Procedete ancora con l'impasto di mandorle e ancora con il cioccolato, fino a finire i due composti. Con uno spiedo disegnate delle linee, che creino delle venature tra i due impasti. Infornate a 180° e cuocete per 50 minuti. Quindi sfornate e lasciate raffreddare completamente. A questo punto mettete la torta in frigorifero e lasciatela per almeno un paio d'ore. Servitela fredda. Se foste golosi, una bella pallina di gelato allo zabaione sarebbe perfetta. Se foste viziosi, una bella colata di cioccolata calda. Per i salutisti, invece, la sua essenza sarà perfetta e lontana da qualsiasi senso di colpa :D Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è Buono e Shake Your Free Life. abc

Spinarolo in crosta di pistacchi alle clementine

Cucino molto, molto più di quanto riesca a documentare su questa pagina. Ogni mio pranzo è una piccola coccola e non è mai lasciato al caso. Per me cucinare è appagare non solo lo stimolo dell'appetito, ma quell'insieme di aspetti sensoriali che trasformano in gioia un semplice gesto. E tutto è sempre all'insegna del benessere: la consapevolezza che un corpo sano dev'essere nutrito in modo sano è uno stimolo per scegliere gli ingredienti giusti e elaborarli nel modo giusto. Ma sempre con una nota di gusto... Per dare testimonianza di tutto ciò, ogni giorno pubblico l'istantanea del mio pasto sul profilo Instagram. Talvolta i sapori mi conquistano tanto che non posso prescindere dal suggerirvi la ricetta. Sia chiaro, io racconterei tutti i miei piatti documentando con dosi, fotografie e spiegazioni, ma.... avere in dono ore supplementari alla giornata credo sia una richiesta troppo pretenziosa. Questa, però, è una di quelle volte. Questa volta i sapori che si sono incontrati nel piatto mi hanno fatto chiudere gli occhi e dire "parlane!!". E allora vi lascio a dipingere i sapori sui vostri palati e a cedere alla tentazione di amarvi in modo gustoso e salutare. Ingredienti 160 g di trancio di spinarolo 1 clementina 100 ml di vino bianco frizzante 8 g di pistacchi sgusciati e tostati 8 g di fiocchi di avena 5 cime di broccolo 10 g di olio extravergine di oliva (per me Ramarà di Piero Matarazzo - in Guida Extravoglio) un pizzico di pistilli di zafferano sale rosa q.b. Tritate i pistacchi insieme ai fiocchi di avena. Aggiungete il sale rosa e miscelate uniformemente. Impanate il trancio di spinarolo, quindi rosolatelo in padella con olio extravergine di oliva, in modo che tutti i lati siano ben dorati. Trasferite il trancio in una terrina e infornatelo, a 200°, per circa 15 minuti. Cuocete le cime del broccolo a vapore, lasciandole croccanti. Gettatele in acqua ghiacciata, quindi conditele con olio e sale e fatele rosolare su una piastra. Nel frattempo pulite la clementina, eliminando perfettamente tutti i filamenti bianchi. Fate insaporire gli spicchi in padella, con il vino bianco, quindi aggiungete i pistilli di zafferano e fate cuocere, a fiamma dolce, fino a quando saranno morbidi e succosi. Quando il trancio di pesce sarà cotto, sfornatelo e fatelo riposare per qualche minuto. Tagliatelo, quindi in fettine dello spessore di circa 1.5 cm. Impiattate lo spinarolo con la clementina e i broccoli e irrorate il pesce con il succo delle clementine stesse. Delicato, sfizioso, avvolgente, leggero, salutare. Senza glutine (l'avena dovrà essere certificata) e senza latticini, per chi avesse intolleranze. Insomma....lascerete posto solo al gusto, e al piacere di goderne!! abc

INSTAGRAM FEED

Follow on Instagram