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Tartufini di datteri, cocco e mandorle al cacao salato

Amo le cose che nascono per caso. Amo le sorprese. Amo lo stupore che ti coglie all'improvviso. Amo il "quando meno te lo aspetti". Amo i tentativi che falliscono per portarti al successo. Amo i tentativi riusciti al primo colpo. Amo smentirmi. Amo scoprire, conoscere, imparare. Amo stravolgere. Amo mettermi in gioco, sfidarmi, superarmi. Amo lo stupore negli occhi della gente. Amo quell'espressione del "quanta bellezza". Amo i sapori di sempre che incontrano forme nuove. Amo le coccole, quelle date e quelle prese. Amo i gusti pieni, sul palato e sottopelle. Amo ribaltare i "mai nella vita". Amo la mia vita, la mia strada. Amo le attese. Amo gli incontri. Amo la semplicità, quella lontana dalla banalità. Amo dar voce alle emozioni. Amo gli intrecci di mani. Amo gli abbracci. Amo i sorrisi che riempiono gli occhi. Amo i miei sogni. Amo le mie scelte. Amo la cosa giusta al momento giusto. Amo l'insolito che diventa abitudine. Amo le abitudini diventate cambiamenti. Amo il presente. Amo condividere. Amo le farfalle nello stomaco. Amo le emozioni incontenibili. Amo i progetti. Amo renderli reali. Amo. In ogni respiro, amo. Ingredienti 60 g di datteri Medjoul 40 g di polpa di avocado 30 g di cocco rapé 30 g di mandorle 20 g di crusca di avena 1 cucchiaino di maca in polvere cacao q.b. sale rosa Eliminate il nocciolo dai datteri e inseriteli in un bccale. Aggiungete l'avocado, il cocco e le mandorle. Tritate, a più riprese, fino ad ottenere un composto il più possibile omogeneo. Unite, quindi, la crusca di avena e la maca in polvere e mescolate fino a rendere tutto uniforme. Prelevate poco impasto alla volta e date una forma sferica. Passate ciascun tartufino in un misto di cacao e sale rosa e sistematelo su un tagliere. Fate riposare in frigorifero almeno un'ora, prima di assaggiare. Si conserveranno, chiusi in un barattolo al fresco, per una settimana. Ma vi sfido a farceli arrivare.... :) abc

No-scotch eggs ai lupini con salsa agrodolce di pera

Se dovessi descrivermi attraverso un'immagine mi racconterei così: un po' vaso, un po' grondaia. Non del tutto poetica, come immagine, ma non possiamo essere solo poesia. Mi sento un vaso che raccoglie, raccoglie, raccoglie. E, racchiuse là dentro, tutte queste immagini, informazioni, idee, pensieri, si muovono come particelle cellulari che elaborano e si evolvono. Per poi fluire. Ed eccomi grondaia. Tutte queste informazioni, queste immagini, questi pensieri, elaborati e strutturati, scivolano via, per lasciare spazio a tutto il nuovo che potrà arrivare e che arriverà. Circa un anno e mezzo fa ho coronato due sogni: visitare Londra e incontrare una persona magica, Olga, conosciuta grazie a questo mio piccolo spazio. Tre giorni intensi, belli, emozionanti, in cui ho scoperto meraviglie, condiviso, imparato, ricevuto tantissimo e....assaggiato. Sedute su una gradinata, vicina al chiosco presso cui abbiamo acquistato il nostro pranzo, Olga mi ha fatto assaggiare il primo Scotch Egg. Da sempre curiosa di assaggiare questo concentrato di sapori, ho percorso contromano la strada delle mie abitudini alimentari per svelare il grande mistero al mio palato. Beh, non certo una scelta da portare nella mia quotidianità, ma ricordo di aver pensato "Devo farle. Rivisitate. A modo mio. Con i miei ingredienti. Con le mie cotture. Ma devo farle!!". Era il 5 luglio 2016, e dal vaso questo pensiero è finalmente scivolato nella grondaia e ha preso forma. Il successo??? Machevvelodicoaffare! Le vedete? Ecco, la loro bellezza non arriva neanche ad un quarto, rispetto al valore della loro bontà! Mia cara Olga, il primo pensiero, ovviamente, è per te e per quei momenti che nessuno mai cancellerà dai miei ricordi. Miei cari tutti :) vi esorto ad applicarvi. Rimarrete estasiati!! Ingredienti Per le uova 2 uova 70 g di lupini puliti 50 g di cavolfiore 60 g di funghi (a piacere) 5 g di olio extravergine di oliva 1 cucchiaino di paprika affumicata 1 cucchiaino di lievito alimentare sale pepe pangrattato di riso

Per la salsa 1 pera 1 cucchiaino di senape 5 g di olio extravergine di oliva 1/2 limone biologico sale pepe

Mettete le uova in un pentolino, copritele con acqua fredda e posizionatele sul fuoco. Portate ad ebollizione e, raggiunto quel momento, lasciate bollire per 4 minuti. Trascorso il tempo prelevate le uova e immergetele in acqua ghiacciata. Nel frattempo cuocete a vapore il cavolfiore e i funghi, fino a quando saranno morbidi. Pulite i lupini e inseriteli in un boccale. Unite il cavolfiore e i funghi, la paprika affumicata, l'olio, il lievito alimentare, poco sale e pepe. Tritate e frullate tutto, fino ad avere in composto pastoso e omogeneo. Se fosse troppo morbido aggiungete lievito alimentare (o un cucchiaino di farina, farina di ceci, farina di riso, fecola di patate o amido di riso). Sgusciate le uova, facendo attenzione a non romperle. Su un foglio di carta assorbente versate il pangrattato. Prelevate un buon cucchiaio di impasto, sistematelo nel palmo di una mano e fateci un incavo nel mezzo. Sistemateci un uovo e lavoratelo in modo da distribuire l'impasto tutto intorno. Se fosse necessario aggiungetene altro, fino ad arrivare alla metà dell'impasto preparato. Adagiate la sfera appena ottenuta nel pangrattato e ruotatelo, in modo da essere completamente impanato. Ripetete anche per l'altro uovo. Lasciate riposare le uova, in modo che la panatura si compatti bene. Prendete, a questo punto, la pera. Sbucciatela e tagliatela a tocchetti. Frullatela, insieme alla senape, all'olio, alla scorza e al succo di 1/2 limone, al sale e al pepe. Dovrete ottenere una crema liscia e ben emulsionata. Tenetela da parte. Irrorate le uova con un filo di olio extravergine di oliva e adagiatele delicatamente nel cestello dela friggitrice ad aria calda. Nel caso in cui non aveste ancora ceduto a questo prezioso elettrodomestico (ancora?????? :D ) posatele su una placca da forno. Cuocete a 200° per 15 minuti (funzione ventilata, se utilizzate il forno). Quando satanno ben dorate estraetele e servitele, insieme alla salsa agrodolce e ad un contorno a piacere (ma sempre di stagione!!).

Tagliatele a metà, afferratene una, pucciate e addentate. NON servirà altro :D

Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover, questo mese ospitato da Senza è Buono.

abc

Filetto di salmone al cocco

Ritorno. Dopo qualche settimana di pausa, che non è stata una pausa dai fornelli, ma non è stata neanche una corsa dietro menù luculliani. Ho cucinato, come sempre. Ho condiviso, come sempre. Ma vi ho lasciato alle vostre faccende festaiole. E questo tempo l'ho speso per dare voce a qualche curiosità, per dare spazio a qualche esperimento, per mettere nero su bianco qualche idea, per dare vita a qualche progetto. Insomma, ferma non lo sono stata. E, anzi, inizio da questa bizzarra proposta per svelare le mie piccole novità. Partendo dalla prima, questa, quella di una cottura insolita. Amo il salmone. Mi piace il suo sapore delicato, ma pieno. Mi piace la consistenza della sua carne. Mi piace la ricchezza che riserva, che sposa alla perfezione sapori essenziali e naturali. Mi piace da crudo ad appena rosato, non di più. E mi sono detta: "prova così". Allora, per la giornata total fat che di tanto in tanto concedo al mio corpo per variare la tipologia di dieta e mantenere sveglio e attivo il mio metabolismo, ho pensato di accostare due sapori che sono solita apprezzare in maniera distinta. Ho messo tutto sotto vuoto, ho trasferito il mio lingotto in lavastoviglie e.... boom!!!! Un'esplosione di sapori incredibili. Ormai la mia fama di folle mi segue come un'ombra. Ma finché una tecnica, come la cottura a bassa temperatura in lavastoviglie, mi soddisfa, perché abbandonarla? :) Non è certo essere "additata" come diversa a dissuadermi :D Anzi... Ingredienti 1 filetto di salmone 50 g di cocco fresco 1/2 limone biologico sale rosa pepe broccolo o verdura di stagione a piacere Eliminate pelle e lische dal filetto di salmone. Sciacquatelo, tamponatelo con un foglio di carta assorbente e tenetelo da parte. Eliminate la membrana esterna del cocco e tritate la polpa, insieme alla scorza di mezzo limone. Salate e pepate il pesce, massaggiandolo leggermente. Copritelo con il cocco e inseritelo in un sacchetto per sottovuoto. Procedete a sigillarlo e inseritelo in lavastoviglie, avviando il programma di 30 minuti a 60°. Nell'attesa spadellate velocemente la verdura che avete scelto per accompagnare il vostro piatto. Una volta che il programma di lavaggio sarà terminato, estraete il filetto dal sacchetto e passatelo su una piastra molto calda. Fate dorare per un paio di minuti per lato, quindi trasferite in un piatto, accompagnate con la verdura e servite. Morbido, ma croccante all'esterno. Delicato, ma ricco. Sfizioso, insolito, equilibrato. Per me un vero successo!! abc

Gnocchi di zucca ai pistacchi

E' del tutto vero: non mangio pasta e, quando ne ho desiderio o, ben più probabile, ho in programma di viziare qualche ospite, la preparo in casa. E' davvero molto, ma molto, ma molto raro che apra un pacco di fusilli, o penne, o conchiglie, o tortiglioni, o eliche o qualsivoglia formato. La rarità ricade sempre sullo spaghetto, o linguina, o comunque pasta lunga. Per il resto.... ci sono le mani, gli ingredienti prescelti, un po' di creatività e di sano lavoro. Ma soprattutto, direi, tanto piacere. Così ecco che l'esperimento di un folle giorno d'autunno, periodo in cui la zucca staziona costantemente nella mia cucina, vede nascere uno gnocco concettualmente difficile, ma dal risultato decisamente convincente. Tanto che al primo assaggio è seguita una produzione più consistente, da condividere con amici e da offrire anche a voi. Beh, un giorno si potrà assaggiare anche attraverso un monitor: inizio a portarmi avanti. E non me ne vogliate se fino a quel giorno non potrete allungare una forchetta per servirvi, io le occasioni le metto sempre a disposizione. I vicini saranno i più fortunati, ma per gli altri rimane il piacere di sporcarsi le mani e sfidarsi :) Ingredienti Per gli gnocchi 600 g di zucca Delica cruda pulita 200 g di farina di ceci 70 g di fecola di patate 5 g di lievito alimentare in scaglie 3 g di sale rosa curry q.b. paprika q.b. Per il condimento 150 g di zucca Delica pulita 150 ml di bevanda vegetale all'avena 25 g di pistacchi sgusciati 10 g di olio extravergine di oliva sale rosa q.b. Tagliate a tocchetti la zucca che utilizzerete per la preparazione degli gnocchi e cuocetela al vapore, fino a quando sarà perfettamente morbida. Frullatela insieme al sale, al curry e alla parika, quindi aggiungete la farina, la fecola e il lievito alimentare. Impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e piuttosto appiccicoso. Trasferite tutto su una spianatoia e lavorate, aggiungendo ulteriore farina per facilitarvi, creando un panetto. Prelevate un po' di impasto alla volta e lavoratelo con le mani, creando dei salsicciotti. Tagliate gli gnocchi e lasciateli sulla spianatoia, ben infarinati. Fate saltare in un wok la restante zucca, aggiungendo sale e bevanda di avena. Fate cuocere a fuoco basso, con un coperchio, fino a rendere la zucca morbida. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Trasferite tutto in un boccale, aggiungete l'olio extravergine di oliva e frullate tutto con un minipimer.  Trasferite nuovamente tutto nel wok e aggiungete i pistacchi, che nel frattempo avrete tritato o pestato, finemente, in un mortaio. portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete gli gnocchi. Basteranno pochi minuti. Quando inizieranno a venire a galla scolateli e trasferiteli nel wok insieme al condimento. Saltate tutto a fiamma vivace per qualche istante, quindi impiattate. Spolverizzate con qualche briciola di pistacchio, concludete con un giro di olio e servite.abc

Pane di semi e farina di mandorle

Che io sia sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo: si sa. Che abbia sviluppato una forte propensione al salutismo: si sa. Che mi piaccia scoprire affinità con chi, questo stile di vita, lo ha scelto e lo perpetua: si sa. Che io sia innamorata di lei: ora lo sapete anche voi. Mi è bastato vedere la foto del suo nuovo pane magico, per avere la certezza che, quel pane, in qualche modo sarebbe entrato nella mia cucina. Ed è stato così, con le mie interpretazioni, ma con la certezza che da lei arrivano sempre grandi cose. In fondo la scelta di arricchire la mia alimentazione con i semi è testimoniata dal fatto che la preparazione più frequente, nella mia cucina, sia questa. Confesso che il crunch sfizioso è insuperabile, e che è davvero difficile fermarsi, una volta iniziato :D Ma di tanto in tanto cambiare consistenza e sfruttare la versatilità di un pane morbido mi stuzzica!! L'idea è quella di ottenere un accompagnamento che possa essere ricco, ricchissimo di fibre e grassi buoni, senza portare con sé grandi carichi di carboidrati (zuccheri). E visto che rispetta anche esigenze gluten free, perché non proporlo come valida alternativa al pane comune? Che dite: procediamo all'assaggio? Ingredienti 50 g di semi di zucca 50 g di semi di girasole 50 g di semi di sesamo 40 g di semi di lino 40 g di semi di chia 250 g di acqua 75 g di mandorle spellate 50 g di crusca di avena (certificata gluten free) 3 g di sale rosa 1/2 cucchiaino di spirulina 5 g di lievito alimentare secco Inserite tutti i semi in una ciotola e mescolateli tra loro (provateci con le mani: è decisamente terapeutico!!). Aggiungete acqua e lasciate in ammollo per un'oretta. Vedrete che i semi assorbiranno tutto il liquido e creeranno una sostanza vischiosa. Tritate le mandorle, insieme al sale, fino ad ottenere una farina fine. Aggiungete la crusca di avena, la spirulina e il lievito alimentare e mescolate bene. Versate questi ingredienti secchi nel composto di semi e mescolate tutto, fino ad amalgamare perfettamente. Versate l'impasto in uno stampo da plumcake e infornate, a 180°. Cuocete per 50 minuti, quindi estraete il pane dallo stampo e rimettetelo in forno, capovolto, per altri 50 minuti. Estraete il pane e lasciatelo raffreddare. Quindi iniziate ad affettarlo e a gustarne l'avvolgenza. Da solo, in pietanze salate, con marmellate o cioccolato, in crostini..... avrete l'imbarazzo della scelta per goderne. Ovviamente, visto che le cose belle mi stanno a cuore e che le occasioni, se meritano, non me le faccio scappare facilmente, ho approfittato della riuscita di questa meraviglia per donare una nuova ricetta ad un'altra donna che stimo molto: lei, la mia splendida Leti!! Una forza della natura :) E allora ecco la mia proposta salata, che mica si può vivere di soli dolci!! :D Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è Buono e Shake Your Free Life.abc

Torta cioccopera alle mandorle senza farina

L'occasione c'è sempre. E quando proprio non esiste, la si crea!! Quando ho scoperto che la mia dolcissima amica Letizia aveva lanciato, insieme a Manolo, il contest The Free Food Lover, in cui dare libero sfogo alla fantasia nella proposta di dolci (e non solo) dove il "senza glutine" potesse incontrare l'originalità, mi sono detta: io ci sarò!! Sono sempre alle prese con i miei tempi, o per meglio dire i miei fuori tempo, ma non mi sembra vero, ve ne sto parlando!! L'occasione è stata una cena con un'amica e il suo spettacoloso bimbo; un ometto dolce, sensibile, curioso, attento. Tante cose in comune, con lei: un'energia forte, stimoli, progetti e una forte attenzione per il benessere, che passa anche e soprattutto da un'alimentazione sana e consapevole. Evviva!! Qualcuno che ha eliminato lo zucchero!!!! Evviva, qualcuno che potrà apprezzare un dolce meno dolce, in cui i senza sono un valore aggiunto e non una privazione. Il cioccolato per me è sinonimo di dolce: è difficile che riesca a prescindere da questo binomio, quando penso ad una torta o ad un piccolo peccato di gola. Così ho pensato ad una combinazione che potesse celebrare il cioccolato, ma diversificarlo. Zero farina. Zero latticini. Zero glutine. E, nella mia versione, anche zero zuccheri (ma nella ricetta metterò la dose ideale per palati più viziati!!). Ne viene fuori una consistenza a metà strada tra un budino e un pan di spagna, in un abbraccio che coccola e appaga, non stanca e lascia il desiderio di replicare :) Insomma, una torta tutta da scoprire.... Ingredienti 150 g di mandorle (o farina di mandorle) 1 pera William (ca 150 g di polpa) 200 g di cioccolato fondente al 75% 90 g di acqua 4 uova 25 g di zucchero di canna Mascobado 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere 1 bustina di cremor tartaro 1 pizzico di bicarbonato Riducete le mandorle in farina fine e tenetela da parte. Spezzettate il cioccolato e mettetelo in una ciotola con l'acqua. Sciogliete a bagno maria o nel microonde. Riducete la polpa della pera in purea e aggiungetela al cioccolato fuso. Mescolate bene e lasciate intiepidire. Sbattete le uova con lo zucchero e la vaniglia, fino a farle diventare un composto spumoso.  Aggiungete, poco alla volta, la farina di mandorle insieme al cremor tartaro e al bicarbonato, fino ad ottenere un composto omogeneo. Rivestite una teglia tonda di 24 cm di diametro con carta forno. Iniziate a versare una parte di composto di mandorle. Versate, poi, nel centro, un po' di cioccolato. Procedete ancora con l'impasto di mandorle e ancora con il cioccolato, fino a finire i due composti. Con uno spiedo disegnate delle linee, che creino delle venature tra i due impasti. Infornate a 180° e cuocete per 50 minuti. Quindi sfornate e lasciate raffreddare completamente. A questo punto mettete la torta in frigorifero e lasciatela per almeno un paio d'ore. Servitela fredda. Se foste golosi, una bella pallina di gelato allo zabaione sarebbe perfetta. Se foste viziosi, una bella colata di cioccolata calda. Per i salutisti, invece, la sua essenza sarà perfetta e lontana da qualsiasi senso di colpa :D Con questa ricetta partecipo al contest The Free Food Lover organizzato da Senza è Buono e Shake Your Free Life. abc

Spinarolo in crosta di pistacchi alle clementine

Cucino molto, molto più di quanto riesca a documentare su questa pagina. Ogni mio pranzo è una piccola coccola e non è mai lasciato al caso. Per me cucinare è appagare non solo lo stimolo dell'appetito, ma quell'insieme di aspetti sensoriali che trasformano in gioia un semplice gesto. E tutto è sempre all'insegna del benessere: la consapevolezza che un corpo sano dev'essere nutrito in modo sano è uno stimolo per scegliere gli ingredienti giusti e elaborarli nel modo giusto. Ma sempre con una nota di gusto... Per dare testimonianza di tutto ciò, ogni giorno pubblico l'istantanea del mio pasto sul profilo Instagram. Talvolta i sapori mi conquistano tanto che non posso prescindere dal suggerirvi la ricetta. Sia chiaro, io racconterei tutti i miei piatti documentando con dosi, fotografie e spiegazioni, ma.... avere in dono ore supplementari alla giornata credo sia una richiesta troppo pretenziosa. Questa, però, è una di quelle volte. Questa volta i sapori che si sono incontrati nel piatto mi hanno fatto chiudere gli occhi e dire "parlane!!". E allora vi lascio a dipingere i sapori sui vostri palati e a cedere alla tentazione di amarvi in modo gustoso e salutare. Ingredienti 160 g di trancio di spinarolo 1 clementina 100 ml di vino bianco frizzante 8 g di pistacchi sgusciati e tostati 8 g di fiocchi di avena 5 cime di broccolo 10 g di olio extravergine di oliva (per me Ramarà di Piero Matarazzo - in Guida Extravoglio) un pizzico di pistilli di zafferano sale rosa q.b. Tritate i pistacchi insieme ai fiocchi di avena. Aggiungete il sale rosa e miscelate uniformemente. Impanate il trancio di spinarolo, quindi rosolatelo in padella con olio extravergine di oliva, in modo che tutti i lati siano ben dorati. Trasferite il trancio in una terrina e infornatelo, a 200°, per circa 15 minuti. Cuocete le cime del broccolo a vapore, lasciandole croccanti. Gettatele in acqua ghiacciata, quindi conditele con olio e sale e fatele rosolare su una piastra. Nel frattempo pulite la clementina, eliminando perfettamente tutti i filamenti bianchi. Fate insaporire gli spicchi in padella, con il vino bianco, quindi aggiungete i pistilli di zafferano e fate cuocere, a fiamma dolce, fino a quando saranno morbidi e succosi. Quando il trancio di pesce sarà cotto, sfornatelo e fatelo riposare per qualche minuto. Tagliatelo, quindi in fettine dello spessore di circa 1.5 cm. Impiattate lo spinarolo con la clementina e i broccoli e irrorate il pesce con il succo delle clementine stesse. Delicato, sfizioso, avvolgente, leggero, salutare. Senza glutine (l'avena dovrà essere certificata) e senza latticini, per chi avesse intolleranze. Insomma....lascerete posto solo al gusto, e al piacere di goderne!! abc

Maionese di uovo sodo al timo

E' sorprendente quanto le piccole cose, spesso, si manifestino come grandi rivelazioni. Da piccola mangiavo maionese. In barattolo, per lo più. Ma da piccola era usanza fare anche la maionese in casa, per poi trasformarla in salsa tonnata. E se ne facevano fuori cucchiaiate come se non esistesse colesterolo :D A scuola mi hanno insegnato a fare la maionese a mano, con frusta e litri di olio, come ricetta comanda: tot ml di olio di semi (!!!) e tot newton di olio di gomito. Oggi direi "brucia tutte le calorie che puoi, che tanto le reintegri, e con gli interessi, in un nanosecondo". Con il tempo, non che la cosa generi stupore, ho smesso di mangiare maionese. Quel senso di grasso sul palato proprio non mi va giù. Del resto, per fortuna o per sfortuna, ci si abitua e disabitua a tutto, anche alle buone e cattive abitudini. Da poco, però, parlo nuovamente di maionese. I puritani inorridiranno, ma non posso farmene un cruccio. Se tante e preziose sono le proprietà dell'uovo (e ve ne ho parlato proprio qui), perché farle svanire in litri di olio, per quanto buono e di qualità possa essere? E visto che anche l'olio, extravergine di oliva e non più evo, sarà un prossimo argomento di discussione ed è già una mia scelta quotidiana, mettiamo insieme due elementi preziosissimi e creiamo qalcosa di superbo? E allora via, procediamo verso una nuova conquista... Ingredienti 2 uova 1/2 limone biologico 10 capperi sotto sale 15 g di olio extravergine di oliva 1 cucchiaino raso di foglie di timo pepe a piacere Inserite le uova in un pentolino, copritele con acqua e mettetele sul fuoco. Una volta raggiunta l'ebollizione attendete un minuto, poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare le uova in acqua. In questo modo le uova cuoceranno senza che vengano alterate le sue proprietà e mantenendo la loro digeribilità. Quando saranno fredde sgusciatele e inseritele in un boccale. Aggiungete i capperi dissalati, il succo e la scorza grattugiata di mezzo limone e il pepe. Iniziate a frullare, con un minipimer e versate, a filo, l'olio extravergine di oliva. Aggiungete, infine, le foglie di timo e continuate a frullare. Otterrete una crema compatta, ma soffice. Pronta in pochi istanti, si mantiene in frigorifero per un paio di giorni, senza che il sapore venga alterato e, anzi, migliorando l'armonia dei suoi ingredienti. abc

Tartare di gallinella alla vaniglia con cremoso di mandorla e crostino di ceci

Ci sono pensieri che si aggrappano alle pareti del mio cervello, e che non lasciano scampo. Idee che prendono forma, che si strutturano, che chiedono spazio, che cercano concretezza. E finché tutto questo non accade, non lasciano respiro. Pensieri così intensi che, chiudendo gli occhi, quasi assaggio. E se quell'assaggio genera emozioni, allora il successo è garantito. Niente di nuovo, nello specifico, ma qualcosa di travolgente, nell'insieme. Una gallinella intensa, ma delicata, con il tocco di vaniglia, supportata dalla scorzetta di limone e vivacizzata dai frutti rossi, che nell'avvolgenza del cremoso di mandorla trova un contesto perfetto per esprimersi. Il richiamo è stato forte. Forte al punto che genera dipendenze. Per tutte le volte in cui dico che devono essere buoni, qui i grassi ci sono tutti e sono tutti perfetti: nel bilanciamento, nella qualità, nella proporzione. E il sapore celebra a meraviglia tutto questo equilibrio. Se riusciste ad immaginarlo, allora sarete già alla ricerca degli ingredienti. Ingredienti Per il cremoso di mandorle 70 g di mandorle pelate 25 g di olio extravergine di oliva 1 cucchiaino di foglie di aneto 5 g di lievito alimentare in scaglie 2 cucchiaini di succo di limone 1 g di sale rosa 1 g di fieno greco Per la tartare 170 g di filetti di gallinella 1 cucchiaio di frutti rossi essiccati 1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere 1/2 limone biologico sale rosa pepe Per il crostino di ceci 50 g di farina di ceci 25 g di farina di riso 300 g di acqua spezie a piacere sale rosa olio extravergine di oliva q.b. Iniziate dal formaggio di mandorle. Richiederà un paio di giorni, per la preparazione. Mettete le mandorle in ammollo e lasciatele per almeno 24 ore. Io le lo lasciate per 48, cambiando l'acqua circa 4 o 5 volte. Scolatele, inseritele in un boccale, aggiungete olio, aneto, lievito alimentare, sale e fieno greco e frullate. Aggiungete, poco alla volta, il succo di limone, in modo da bilanciare bene l'acidità. Quando avrete ottenuto un composto omogeneo, ungete una fuscella e trasferite tutto al suo interno. Copritela e lasciatela riposare in frigorifero per 24 ore. Setacciate la farina di ceci e unitevi la farina di riso e le spezie. Mescolate e tenete da parte. Portate ad ebollizone l'acqua con un cucchiaino scarso di sale rosa. Appena bollirà, abbassate la fiamma e versate a pioggia il mix di farine e spezie. Mescolate in modo da non creare grumi e cuocete, sempre mescolando, per 10 minuti, a fiamma bassa. Versate il composto ottenuto in un recipiente cilindrico, del diametro di circa 10 cm, precedentemente unto. Livellate bene e fate raffreddare completamente. Eliminate le spine dai filetti di gallinella, doverosamente abbattuti, e privateli della pelle. Tagliateli in cubetti di mezzo centimentro circa, quindi trasferiteli in una scodella. Unite sale, olio, vaniglia, pepe, zeste di limone tagliate a filetti e mescolate. Lasciate insaporire, mentre metterete ad ammorbidire i frutti rossi in una piccola ciotola con acqua. Tagliate il panetto di farina di ceci in dischetti, aiutandovi con il filo interdentale (ebbene sì, la tecnica è perfetta!). Ungete leggermente una piastra, scaldatela bene, quindi fate tostare ciascuna cialda da entrambi i lati. Tenete da parte. Aggiungete qualche goccia di limone e i frutti rossi scolati e strizzati alla gallinella, mescolate ancora, quindi iniziate a comporre il piatto. Sformate il cremodo di mandorla, spalmatene un po' su ciascuna cialda croccante, quindi sistematevi un cucchiaio di tartare. Procedete fino a ultimare gli ingredienti. Poi servite e..... deliziatevi!! Sì, avete ragione, è davvero da togliere il fiato!!abc

Tortini fondenti di cioccolato e zucca all’olio extravergine di oliva

Ma che sia di quelli buoni!!!!! Ho iniziato questo viaggio alla scoperta dell'eccellenza. E' stato un inizio desiderato, e desiderato da tanto. Così tanto che, scrivere olio evo sulle mie ricette, mi provocava una sorta di resistenza da picchiettamento sulla tastiera. Ma, come per tutte le cose importanti, un passo alla volta e obiettivo ben focalizzato. Conobbi Piero qualche anno fa, virtualmente, su una pagina social. Fui affascinata dal suo mondo e dalla sua conoscenza del prodotto. La padronanza di argomentazione mi fece sentire così lontana da quel mondo, da voler accorciare le distanze e arricchirmi di quella che non è semplice conoscenza, ma esperienza. Un mondo che, inevitabilmente, ti conquista, ti travolge e, come per tutte le emozioni forti, non ti lascia via di scampo! Non gli nascosi mai il desiderio di entrare in quel mondo fatto di profumi, di sentori, di consistenze, di sfumature. E così, in punta di piedi, mi approcciai alla sua Guida così ricca, semplice, essenziale, precisa, dettagliata e affascinante. Fino all'assaggio. Perché Piero è così: tanto è il suo amore per l'olio extravergine, che il solo pensiero di conquistarti, per lui, è una strada verso il piacere. Una selezione di splendidi oli presenti nella sua guida è, da qualche tempo, parte della mia dispensa. Ed è divertente e formante imparare a conoscerli e a contestualizzarli. Ogni olio ha le sue caratteristiche ed ognuno il suo abbinamento ideale. L'occasione è stata perfetta per cedere ad un peccato di gola. Credetemi, ci sono mondi che sorprendono e che incantano senza riserve. Conoscerli dovrebbe essere un dovere, ma certamente rimane uno dei piaceri più intensi possiate concedervi! Ingredienti 200 g di cioccolato fondente extra 100 g di zucca Delica cotta al vapore 3 uova 70 ml di olio extravergine di oliva (per me Mimì) 30 g di fecola di patate 1/2 cucchiaino di cannella in polvere Spezzettate il cioccolato fondente, unite la cannella e fatelo sciogliere a bagno maria o in microonde. Unitevi 20 ml di olio extravergine e mescolate bene. Lasciatelo da parte e fatelo raffreddare. Pulite la zucca e tagliatela a fettine non troppo spesse. Fatela cuocere a vapore per 5 minuti, quindi inseritela in un boccale, unite 50 ml di olio extravergine e frullate, fino ad ottenere una crema vellutata e soffice. Unitela al cioccolato e mescolate bene. Portate al completo raffreddamento. Sbattete 3 uova con una frusta, insieme alla fecola di patate. Io non ho aggiunto zucchero per gusto personale e trovo che questo risalti il sapore intenso del cioccolato e dell'olio. Versate il composto in 4 pirottini di alluminio, copriteli e lasciateli in frigorifero per un'oretta circa. Io li ho preparati il giorno prima, per necessità di tempo. Accendete il forno e potatelo ad una temperatura di 190° (anche 200°, se necessario). Infornate i pirottini e cuocete per 10/12 minuti. Io mi sono fermata a 10, ma il risultato non è stato perfetto. La prossima infornata sarà più lunga, in modo da ottenere un guscio perfettamente solido. Se voleste fare come me, lasciate i pirottini in frigorifero per la colazione: ogni mattino potreste cuocere il vostro tortino e regalare al vostro risveglio una delle coccole più avvolgenti e confortevoli che ci siano :) Perché ho scelto Mimì? Perché i suoi sentori erbacei e amarognoli, come ci insegna la Guida, e poi l'assaggio, lo rendono perfetto accanto al cioccolato...abc

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