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Pasticcini di polenta ai ceci con noci e uvetta: prove e fallimenti dell’autocontrollo da shopping compulsivo

Quando vado in giro, lo so, devo sempre studiare le migliori strategie per non cadere in tentazione, soprattutto quando in giro vuol dire a qualche evento gastronomico o a qualche esposizione di prodotti biologici. Nell'ultima visita alla mia amica cecinella, però, dev'essersi inceppato qualcosa nei meccanismi. In occasione del Foodies Festival di Castiglioncello, ho avuto modo di passeggiare tra bancarelle piene di prodotti locali (e no, ma comunque regionali e tipici). Confesso che avrei comprato di tutto, anche le cose più impensabili. Ho resistito e desistito, da brava allieva di me stessa, su quasi tutto, ma se c'è una cosa davanti a cui proprio non rispondo di me stessa, quella è la farina. Nell'esatto momento in cui ho capito che avrei ceduto, di fronte a quel tavolo ricco di ogni possibile meraviglia, mi sono imposta che, almeno, fossi cauta nella quantità. Così, dopo aver messo a dura prova passioni, conoscenze e familiarità dei due poveri giovincelli, relativamente figlio e nuora del fantomatico fondatore dell'azienda, ho limitato l'acquisto a due tipologie di farina. Una è questa: polenta con farina di ceci. Macinata a pietra. Polenta. Ceci. Capite? Impossibile non rispondere al richiamo. Anche di fronte ad una dispensa tracimante e all'arrivo della stagione calda. Impossibile. L'ho dovuto fare.
Ho voluto che, la prima preparazione con questo prodotto, non fosse una classica polenta (che, probabilmente, non preparerò mai). Ho immaginato da subito dei dolcetti, anche se non esattamente questi. Ma da questi sono partita e..... non mi fermerò certo qui.

Ingredienti

220 g di farina di mais e ceci per polenta Podere Peretto
700 ml di latte di mandorla
45 g di malto di riso
90 g di burro di arachidi
40 g di noci
25 g di uvetta
35 g di fiocchi di avena
zucchero di canna a velo

Preparate la polenta scaldando il latte, con il malto di riso. Quando sarà prossima al bollore, versate la farina a pioggia, mescolando bene. Fate cuocere per il tempo indicato (40 minuti), sempre mescolando (il Bimby, in questi casi, è un grande alleato ^_^).
Nel frattempo tritate i fiocchi d'avena, le noci e l'uvetta, fino ad ottenere un granulato omogeneo e non troppo fine. Io ho utilizzato la mia amata mezzaluna: effettua un taglio preciso e mi permette di scegliere il grado di spessore del preparato.
Quando la polenta sarà pronta, unite il burro di arachidi e amalgamate tutto.
Quando sarà tutto perfettamente omogeneo, versate il trito di noci, uvetta e fiocchi di avena, quindi mescolate bene.
Ungete una pirofila di vetro sufficientemente grande da ottenere uno strato spesso almeno un paio di centimetri. Versateci, quindi, l'impasto di polenta e livellate bene, aiutandovi con la lama di un coltello o con una spatola.
  Lasciate riposare fino al completo raffreddamento.
Tagliate, quindi, i vostri pasticcini della forma desiderata. Sistemateli su una teglia coperta da carta forno e spolverizzateli con lo zucchero di canna a velo (io ho utilizzato un
Mascobado passato nel Bimby fino ad ottenere una polvere, ma un macinacaffè sarà perfetto). Portate il forno alla temperatura di 200° e, quando sarà caldo, infornate.
Cuocete per circa 15 minuti, ma controllate che non dorino troppo. Dovrà formarsi una bella crosticina croccante. A questo punto spegnete il forno, estraete la teglia e lasciate raffreddare.
Assaggiateli caldi o tiepidi, la loro fragranza vi conquisterà.
Ma concedeteveli anche freddi, come fossero piccoli trancetti di semolino. Cospargeteli con crema pasticcera, marmellata, cioccolato. Accompagnateli con smoothies di frutta, yogurt o quasiasi altra crema fresca e leggera.
Passateli anche sulla piastra, una volta freddi, in modo da creare contrasto tra il cuore e la superficie. Insomma..... assaporateli come meglio credete: in ogni caso sapranno stupirvi.

I sapori racchiusi in ciascuno di questi pasticcini, qualsiasi sia il contesto del morso, sono una meravigliosa parentesi di piacere.

Colazione, o merenda, dopo cena o spuntino, non avrete scampo!!

abc

Biscotti di ceci alle nocciole: la mia idea di benEssere che parte dal corpo, sostiene lo spirito e arriva all’anima

Riemergo, oggi, da una settimana assolutamente intensa. Carica di impegni e ricchissima di emozioni. Ho visto realizzarsi un progetto di celebrazione e promozione del benEssere, proprio nella settimana in cui ho lanciato il mio primo contest Un mondo di benEssere. Vi avevo anticipato una pubblicazione speciale, ed ora sono qui, felice di parlarvi attraverso il linguaggio gastronomico, con cui vi ho chiesto di esprimere la vostra idea di benEssere. Ma non farò solo questo, perché non parlerò di un solo tipo di benEssere. Come per il progetto di vacanza che vi ho presentato, mi piace pensare che la scelta di prenderci cura di noi non si limiti solo ad un aspetto, ma sia a 360° e che, come garantiamo nell'esperienza di viaggio proposta attraverso la Mai Soli nel Mondo, tutto questo trasformi definitivamente il nostro modo di essere e di approcciarci alla quotidianità. Così vi parlerò di questi favolosi biscottini, non solo sottolineando il piacere della scoperta, che mi porta a ringraziare Cesca per la sua condivisione, non solo evidenziando la ricchezza nutrizionale, il rispetto dei sani principi alimentari, ma raccontandovi di un benEssere emotivo che va oltre ogni immaginario e che rende tutto speciale.
Questa pagina, nata un po' per gioco, mi ha permesso di conoscere tante persone. Per molte conoscenze virtuali, alcune sono state seguite da incontri veri, fatti di sguardi, abbracci. Empatia.
Ci eravamo segnate quella data sul calendario e, senza che ci fosse un invito all'azione, entrambe crocettavamo lo scorrere del tempo. Fino a quel giorno. Che fosse speciale lo immaginavamo. Che lo fosse così, probabilmente no. Margherita è una sorella mancata. E' una di quelle persone per cui non ci sono barriere, non ci sono formalità, non ci sono timori. Lei arriva al cuore, punto. E' una di quelle persone che, quando ti ascolta, ha gli occhi lucidi e che, quando ti parla, ti fa piangere di quelle lacrime che scendono senza che il viso cambi espressione. E' una di quelle persone per cui comprendi il valore dell'amore, che ti rassicura di quanto, certe emozioni dimenticate, possano ancora essere tue. E' una persona di cui andare fieri, cara mamma. Come potrei sentirmi figlia e sorella se non foste così speciali?
Con Marghe ho condiviso una serata, troppo poco tempo, una pizza speciale, tante chiacchiere e.... questi biscotti, che ho voluto preparare per lei (ma che sono diventati per loro..... la famiglia!!). Ho messo insieme tutto il concentrato di benEssere che avrei potuto immaginare. Mi sono sentita viva e felice come non mi sentivo da troppo tempo.
Amate. Condividete. Sorridete. Rispettate voi stessi e chi vi sta accanto. E' un'esperienza che rende ricchi. Ed ora assaggiate, perché ne vale la pena. E provate ad assaggiare in condivisione. Assaggiate con una persona speciale. Assaggiate con la consapevolezza del vostro valore. E sorridete, perché il sorriso è la risposta a tutto.

Ingredienti

120 g di ceci lessati
100 g di nocciole
65 g di zucchero di canna Demerara (io ridurrò a 45 g)
4 bacche di cardamomo
40 ml di olio di riso
35 g di farina di riso
15 g di crusca

Inserite in un boccale lo zucchero di canna integrale e le nocciole (per me nocciole nostrane dell'orto di mamma). Tritate tutto finemente, fino ad ottenere una farina.
Aggiungete, ora, i ceci lessati, il cardamomo, la farina, la crusca e procedete nuovamente ad azionare le lame. Tritate a più riprese e unite, poco alla volta, l'olio di riso. Lavorate fino ad ottenere un impasto compatto, quindi avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e fatelo riposare in frigorifero per un'ora circa.
   Riprendetelo e dividete l'impasto in 4 parti. Ricavate da ciascuna di queste un cilindro del diametro di un paio di centimetri.
Con un coltello ben affilato tagliate dei bottoncini spessi circa un centimetro.
Sistemate i biscottini ottenuti su una teglia ricoperta da carta forno, premendo leggermente al centro con il polpastrello.
Fateli cuocere in forno caldo, a 180°, per 10 minuti. Trascorso il tempo estraete la teglia e girate i biscotti. Procedete per altri 10 minuti, quindi sfornate e lasciate raffreddare.
   Acquisiranno croccantezza e manterranno una fragranza avvolgente.

A questo punto scegliete il momento giusto, la persona giusta, il contesto perfetto e..... condividete.

Si manterranno perfettamente in un barattolo di latta o di vetro ben sigillato.
Delicati e sfiziosi, vi conquisteranno al primo assaggio (anche al primo respiro!!).

Ecco #lamiaideadibenessere. Ecco #unmondidibenessere, così come lo intendo io.

E voi, siete pronti a raccontarmi il vostro? Vi aspetto!!



abc

Torta setata di semolino al cocco con doppia farcitura: le certezze dell’incertezza e i suoi traguardi

Che io sia diversamente normale, fermo restando che la normalità è solo un punto di vista, ormai è una teoria consolidata. E mi piace anche tanto. A volte, però, lo sono così tanto da sconvolgere addirittura me stessa :D
L'idea di questa torta ha ronzato intorno ai miei pensieri per lunghissimo tempo. Tempo che mi ha visto, e mi vede, presa da millemila impegni, progetti, lavori, appuntamenti, pensieri.... continuo? "Oggi no", "non risco", "avrei voluto", "non ancora". In genere, in queste fasi organizzative, cerco di mettere a punto i dettagli. Mi ripeto sempre che sia tutto parte di un disegno: il momento giusto sarà quello in cui avrò la risposta perfetta. Ed effettivamente, il tempo mi ha magicamente concesso l'occasione, proprio quando ho trovato il bilanciamento ottimale di sapori e ingredienti.
Mi sono messa all'opera. Confesso che non sapevo assolutamente cosa avrei ottenuto: non avevo mai assaggiato nulla di simile, prima. Avevo solo un'idea tatuata in testa e la volontà di raggiungere quel risultato, con qualsiasi mezzo :D Ma li immaginate i frutti rossi insieme alle mandorle? E con la liquirizia? Ma soprattutto, avete mai provato la fantastica leggerezza del silken tofu?
Questo dolce è assolutamente insolito: per sapori, per forme, per consistenze e per ingredienti. Ma è da togliere il fiato!!!!!

Ingredienti

500 g + 60 g di latte di cocco
145 g di semolino
165 g + 160 g di silken tofu
15 g di olio di riso
65 g di malto di riso (aumentate pure, golosastri!)
35 g di cocco rapè
1 cucchiaino di farina di semi di carrube
60 g di mandorle pelate
50 g di frutti rossi essiccati
35 g di sciroppo di liquirizia

Iniziate a preparare le farcitura. Tritate le mandorle insieme ai frutti rossi. Procedete ad intervalli, ma fino ad ottenere una pasta molto compatta. A parte mescolate 160 g di silken tofu con lo sciroppo di liquirizia, creando una crema liscia ed omogenea. Ponete i due impasti in due differenti ciotoline e mantenetele in frigorifero.
Mettete in un pentolino 500 g di latte di cocco e portatelo ad ebollizione. Versate a pioggia il semolino, mescolando con una frusta per evitare che si formino grumi. Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire.
   A parte mescolate il malto di riso, 164 g di silken tofu e il cocco rapè. Montate tutto con una frusta, quindi unite il composto al semolino, mescolando accuratamente. Aggiungete l'olio di riso e continuate a lavorare fino ad ottenere un impasto perfettamente amalgamato.
Passate ora alla composizione del dolce. Rivestite uno stampo da plumcake con carta forno, facendo attenzione a formare bene gli angoli. Versate circa 1/3 del composto, lasciando i bordi leggermente più alti.. Livellate il più possibile uniformemente la base, quindi riempite l'incavo son la crema di liquirizia. Co molta attenzione coprite con un altro terzo di impasto al semolino. Livellate delicatamente anche questo (non schiacciate troppo, perché la crema alla liquirizia è piuttosto morbida).
Aiutandovi con un foglio di pellicola trasparente o di carta forno, stendete la pasta di mandorla e frutti rossi in una sfoglia della dimensione dello stampo. Adagiatela sullo strato di semolino appena ottenuto, quindi copritela con la parte rimanente di impasto.
Livellate perfettamente e coprite lo stampo con un foglio di carta stagnola. Portate il forno alla temperatura di 200° e cuocete, coperto, per 60 minuti. A questo punto togliete la copertura e procedere per altri 30 minuti.
Trascorso il tempo, spegnete il forno e lasciate raffreddare completamente la torta. Io l'ho lasciata tutta la notte, ma sarà sufficiente anche minor tempo.
Una volta raffreddata estraetela dallo stampo e procedete con i tagli delle fettine.
A questo punto la scelta sarà unicamente di gusto: deliziosa da mangiare fredda, come fosse un budino, ma perfetta anche leggermente scaldata (passaggio che conferisce cremosità e avvolgenza). grigliata, con una crosticina croccante e magari un filo di malto di riso spennellato sopra, è da togliere il fiato!
   Ma questa torta è versatile e sa soddisfare le condizioni più svariate: dal caldo torrido alla brezza freschina, si sa vestire alla perfezione e coccolarvi a dovere.
Presentatela anche tagliata a cubotti, coperta di cocco: saprà essere un pasticcino originale e sfizioso. La magia sta nell'incontro di sapori. Liquirizia e frutti rossi, insieme, sono magici. Dolciastro e aspro si abbracciano regalando allegria sul palato. E la dolce cremosità del semolino, arricchito dal cocco, è la cornice ideale affinché tutto questo si manifesti!

Missione compiuta. Soddisfazione al cubo!!

abc

Biscotti al cioccolato con l’occhio: tempo che scandisce, desideri che attendono, risultati che soddisfano

Vago intorno a questo biscotto da qualche mese (ad essere riduttiva), da quel lontano giorno di marzo (dello scorso anno :o) in cui Cesca pubblicò la sua ricetta. Ora realizzo: il tempo scorre via come niente. E' già passato un anno da tante cose, ma l'importante è non separarsi mai dai desideri e dai legami importanti.E questo biscotto era un grande desiderio, che custodivo lì, nella cartella delle ricette da provare. Piccole concessioni di replica, o semplici spunti illuminanti. Questa volta posso dire di aver decisamente replicato. La lista degli ingredienti della ricetta originale mi è sembrata subito perfetta. Ecco, non ho usato i borlotti, ma i fagioli con l'occhio. Ed ho aggiunto solo qualche aroma. Dettagli, perché alla fine il risultato è pazzesco. Chi ha assaggiato ha saputo dopo l'ingrediente segreto. Perché è così: spesso le introduzioni alterano le scoperte, distorcono i sapori. Stesso modus operandi che adottai per i bocconcini di parmigiano e per le melanzane al cioccolato. Mi diverto un sacco ad osservare le espressioni dei malcapitati, sia nella titubanza del primo boccone, che nell'apprezzamento, e nello stupore della rivelazione.
Questi biscotti sono favolosi: nella consistenza, nella compattezza, nel sapore, nella ricchezza nutrizionale, nella scelta degli ingredienti. E sanno deliziare come pochi. Per molti giorni la mia colazione è stata dipinta da questi toni cioccolatosi e vi garantisco che la replica sarà doverosa.
Scettici o no, questa è una meraviglia che merita di essere provata!!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di giugno de

delle meravigliose Leti e Manu

Ingredienti

350 g di fagioli con l'occhio lessati (150 g secchi)
200 g di farina di riso
300 g di farina di mais fioretto
240 g di cioccolato fondente
90 g di zucchero di canna Demerara
40 ml di olio di riso
40 ml di latte di mandorla
45 ml di amaretto Disaronno
Cannella in polvere
Zenzero in polvere

Se, come me, utilizzaste dei fagioli secchi, preparateli facendoli bollire per tempo (se fosse una vostra abitudine lasciateli anche in ammollo). Nel frattempo spezzettate il cioccolato, scioglietelo a bagno maria e aromatizzatelo con zenzero e cannella a piacere.
Mescolate le due farine e tenetele da parte.
Frullate i fagioli, cotti e ben morbidi, con lo zucchero. Aggiungete, poco alla volta, le farine, il latte, l'olio e l'amaretto, alternandoli tra loro.
Lavorate tutto fino ad pttenere un impasto ben amalgamato e compatto. Create un panetto, avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Trascorso il tempo, riprendetelo e stendetelo in una sfoglia spessa poco meno di un centimetro (o dello spessore gradito).
Ritagliate i biscotti della forma desiderata e sistemateli su una placca coperta da carta forno. Per necessità io li ho fatti riposare ancora un paio di orette, ma a questo punto potrete cuocerli subito.
Portate il forno alla temperatura di 175°, quindi infornate. Lasciate che cuocino per circa 20 minuti, controllando che non brucino, quindi estraete la teglia e trasferite i biscotti su una gratella. Con queste quantità io ho infornato due teglie grandi, per cui, eventualmente, procedete con la seconda cottura.
Fate raffreddare completamente i biscotti. Noterete come, grazie a questo tempo di riposo, acquisiranno croccantezza e compattezza. A questo punto la vostra attesa verrà ricompensata.

Deliziatevi con il sapore puro dei vostri biscotti con l'occhio, ma lasciatevi tentare anche da contestualizzazioni differenti. Con del cioccolato fuso, con una crema di nocciole, con una buona marmellata, ma anche con semplice frutta: vi conquisteranno in qualsiasi versione.

Dal momento che le mie dosi sono state consistenti (dopo aver condiviso un paio di porzioni con amici, ci ho fatto colazione per 2 settimane), sappiate che si conservano perfettamente in un barattolo di vetro o in una scatola di latta.

Mi piace giocare con gli ingredienti e mi piace scoprire quanta bontà sappiano regalare. La prossima volta, come da suggerimento di Cesca, vorrei provare i biscotti di ceci e mandorle, anch'essi gluten free e vegan. E vedrete, riuscirò a conquistare anche i palati più diffidenti ^_^


abc

Crostata con crema di cioccolato e amarene: le prospettive che cambiano gli approcci all’ispirazione

Il mio modo di andare contro corrente si manifesta nei più svariati modi. Leggo sempre di ricette che possano tornare utili per utilizzare gli albumi avanzati dalle varie preparazioni in cui solo il tuorlo è contemplato. Ecco, io invece, terminate le mie scorte di albume pastorizzato che utilizzo per la colazione proteica quotidiana, mi sono trovata a dover rompere delle uova (esattamente due al giorno per un paio di giorni) separando le due parti e utilizzando unicamente gli albumi. Ed ora, di questi tuorli, che ne faccio? Non ci ho messo molto ad ingegnarmi, lo confesso. Fossi stata costretta ad utilizzarli per qualcosa che avrei consumato io stessa ci avrei pensato un po' di più, ma dal momento che l'occasione di condivisione mi ha messo davanti l'opportunità di provare qualcosa di più classico e conforme alle tradizioni, non mi sono tirata indietro. Questa volta l'unico senza è circoscritto al burro (oltre ai latticini), perché su quello, davvero, non transigo. Ma l'impiego del tuorlo per la preparazione di questa frolla, oggi, è stata una scelta voluta e consapevole.
L'organizzazione di una cena con un gruppo di professionisti con i quali condivido un progetto lavorativo, per conto e in qualità di Mai Soli nel Mondo (progetto di cui vi parlerò quanto prima), mi ha portato ad una valutazione razionale: tanti begli ometti famelici di ogni genere di piatto che non debba rispettare particolari canoni di salutismo e qualsivoglia restrizione nutrizionale, vuoi che non apprezzino un dolce di questa portata? E allora viaaaaaaaaaaa, è la volta buona che anche io possa dire: l'ho fatta, e l'ho fatta con così tanti tuorli da fare rabbrividire la più audace delle pasticcere!!! :D
Ah, giusto per dovere di cronaca, i famelici ometti non mi hanno lasciato neanche le briciole (giuro!!). Dite che sarà piaciuta?

Ingredienti

Per la pasta frolla all'olio
200 g di Petra 1
100 g di farina d'orzo integrale
150 g di semola di grano duro
100 g di zucchero di canna grezzo
100 g di tuorlo d'uovo
100 g di olio di semi di soia
1 cucchiaino di farina di limoni
1 g di sale rosa

Per il ripieno
2 albumi
360 g di cioccocrema (fatta in casa)
10 g di amarene sciroppate
40 g di sciroppo di amarena

Mescolate le farine, lo zucchero, la farina di limoni e il sale. Unite i tuorli e iniziate ad impastare. Aggiungete a filo l'olio e continuate a lavorare l'impasto fino ad ottenere un panetto compatto.
Avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero almeno un'ora.
Se già non l'aveste pronta, preparate la crema di cioccolato secondo la ricetta oppure seguendo la vostra ricetta di fiducia. Versatela in una ciotola capiente e unitevi lo sciroppo di amarena. Mescolate tutto fino ad amalgamare perfettamente il tutto. Tenete da parte.
Stendete la frolla all'olio e rivestite la teglia (io ne ho usata una di circa 32 cm x 50 cm). Lasciate i bordi alti.
   A parte montate a neve gli albumi, non troppo ferma. Incorporateli alla crema di cioccolato e mescolate delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Versatelo sopra la pasta frolla e distribuitelo uniformemente su tutta la superficie. Tagliate le amarene in 4 parti e incastonatele sulla farcitura.
Portate il forno a 180° e, una volta in temperatura, infornate la teglia. Cuocete per almeno 30 minuti, ma controllate che la pasta non scurisca troppo: con alcuni forni potrebbe bastare questo tempo, con altri potrebbero volerci anche una decina di minuti in più.
Una volta che la pasta risulterà cotta, estraete la teglia e lasciate raffreddare la crostata.
Sapendo di dover presentare a mo' di centrotavola il dolce, l'ho porzionata in quadratini che ho presentato su un vassoio. Decidete voi come procedere.

Alla fine quello che rimane è un intrigante gioco di sapori, tra l'intensità del cioccolato e la dolcezza dell'amarena, e un'irresistibile antagonismo di consistenze, tra il guscio friabile della frolla e la cremosità della farcitura.
Tutto il resto sarà il vostro palato a suggerirvelo. E a memorizzarlo ^_^abc

Pancakes senza uova alla crema di fragole e menta: quando l’obiettivo è il sorriso di un bambino

Le strade facili non mi sono mai piaciute. Io amo le sfide. E spesso le sfide si superano per ‪tenacia e caparbietà. Laddove un piatto preveda l'utilizzo di un ingrediente che non rientri, per infiniti motivi, nella lista degli alimenti possibili, mi prodigo nell'elaborazione di strategie fino a trovare la giusta alternativa. E il risultato atteso e sperato, quando arriva, dà grandi soddisfazioni. Questa volta torno sull'iniziativa l'Orto del bimbo intollerante, inaugurato, per quanto mi riguarda, con la millefoglie di spinaci. Se io tolgo alimenti come burro, latte, zuccheri e farine raffinate per pure scelte salutiste, ci sono realtà in cui si agisce per necessità. Le intolleranze sono una realtà sempre più importante. Difficili da gestire nell'approccio, possono non rappresentare un vero ostacolo, se affrontate con allegria e sfizio. E quando queste intolleranze interessano i bambini, allegria e sfizio sono concetti chiave, quasi parole d'ordine.
Qualche giorno fa arriva lei, con la sua meravigliosa Cucina della Capra, importante spazio in cui trovo sempre meravigliosi suggerimenti. E lei mi piazza davanti questa miracolosa soluzione: acqua di cottura dei ceci come alternativa all'albume dell'uovo. Si monta a neve come neanche potreste immaginare. E così i ceci si confermano un perfetto alleato, e non solo in versione farina, per frittate e simili. Mi è bastato leggere le sue parole per mettermi all'opera. Tempo zero e i ceci bollivano in pentola. Sfida difficile, visto che pare sia più semplice raggiungere un perfetto risultato utilizzando l'acqua dei ceci in vasetto, ma io non amo l'acquisto di alimenti sotto conserva. E di certo non mi faccio spaventare dalle aggravanti. Al primo tentativo ho utilizzato il liquido appena ottenuto, semplicemente lasciato raffreddare. Risultato raggiunto, ma con qualche riserva: la neve non è fermissima, nonostante il tempo prolungato di lavoro della frusta. Passiamo al piano B. Lascio i ceci in ammollo per 24 ore e, una volta prelevati, lascio riposare il liquido per altre 48 ore. Questo passaggio conferisce al liquido una vischiosità tale da permettere una lavorazione ottimale. Il risultato è da togliere il fiato ^_^
Bambini ancora una volta felici e Cuocherellona ancora una volta soddisfatta. Una doppia vittoria ^_^

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di maggio de
creata da Manu e Leti


Ingredienti

Per i pancakes
80 g di acqua di cottura dei ceci
60 g di acqua
7 g di semi di chia
15 g di malto di riso
1/2 cucchiaino di farina di limoni
20 g di farina di farro monococco
10 g di farina d'ozo integrale
1 pizzico di bicarbonato

Per la crema di fragole
10 fragole
1/4 di ananas fresco
10 foglie di menta

Lavate 8 fregole e tagliatele a pezzi. Mettetele in un pentolino insieme all'ananas tagliata in piccoli spicchietti. Portate tutto ad ebollizione. Una bolta raggiunto il bollore, abbassate la fiamma e cuocete per circa 15 minuti. Spegnete il fuoco, aggiungete le foglie di menta nìben lavate e passate tutto con un frullatore ad immersione, ottenendo una crema non troppo liscia. Tenete da parte fino a raffreddamento (potrete preparare questa salsa anche il giorno prima). In questo modo i sapori si armonizzeranno e la menta darà il suo tocco inconfondibile.
Mettete in ammollo i semi di chia nei 60 g di acqua. Lasciate riposare per almeno 15 minuti, o comunque fino a quando il liquido sarà diventato vischioso. Unitevi, ora, il malto di riso, le farine, la farina di limoni e il pizzico di bicaronato. Sbattete tutto con una frusta, fino ad ottenere un composto soffice e ben amalgamato.
   Tenete da parte. Prima di occuparvi della seconda parte della preparazione, metete un padellino a scaldare sul fuoco.
Prendete l'acqua dei ceci, che avrete preparato secondo le indicazioni date nell'introducione (diversamente utilizzate quella dei vasetti di vetro). Montatela a neve azionando una frusta e facendola lavorare per almeno 4 minuti. Vedrete che, con un po' di pazienza, il composto si trasformerà in una neve fittissima e compatta.
Versate la spuma sulla pastella preparata in precedenza e mescolate delicatamente con una spatola, dal basso verso l'alto.
Versatene un paio di cucchiai nella padella, leggermente unta. Fate cuocere la pastella per qualche minuto, quindi giratela e procedete con la cottura dall'altro lato.
Procedete fino a terminare la pastella. Con queste dosi mi sono venuti 4 pancakes di circa 10 cm di diametro.

Servitele con la crema di fragole e menta, appena scaldata per non andare in contrasto con i pancakes.

Aggiungete le due fragole tenute da parte, magari tagliate a fettine e gustateli! Insoliti, sfiziosi, inebrianti, avvolgenti e terribilmente leggeri, i vostri pancakes saranno una sana e travolgente coccola. La colazione non sarà mai stata tanto desiderata!

Il problema uova è presto risolto e senza la minima rinuncia!!!!
Sono certa che, con l'utilizzo di farine giuste, queste delizie possano trasformarsi anche come sfizioso dolce gluten free: non richiedono farine di forza, per cui avanti atutta, ce n'è per ogni esigenza!!


abc

Cuori di semi alla nocciola: il piacere di scoprire similitudini e ritrovarsi in una scelta

Di tanto in tanto ritorno. Le scorte finiscono e la biscottatrice seriale che è in me trova sfogo e si sbizzarrisce in nuove architetture di sapori. Man mano che propongo nuove versioni, vado a definire una linea guida sempre più nitida: pochissimo zucchero e mai raffinato (di rado lo zucchero integrale di canna, rarissimamente il miele e spesso il malto di riso), farine assolutamente selezionate, grassi salutari che, nella peggiore delle ipotesi, contemplano una margarina fatta in casa e nella migliore delle ipotesi sfruttano la parte grassa degli ingredienti utilizzati, nessuna traccia di latte vaccino a favore di latte vegetale, ora di avena, ora di mandorla, talvolta di nocciola e quasi mai le uova, per alleggerire l'impasto, che tanto non ce n'è bisogno ^_^ Quando trovo riscontro di tutto questo nelle pagine di foodbloggers amiche, mi illumino!!!! E quando Serena mi ha piazzato davanti agli occhi i suoi biscotti ai semi, non ho dubitato un solo attimo e, nel giro di pochi minuti, mi sono trovata con le mani in pasta, pronta a portare a termine una nuova sfida. Lei è la maga del diversamente dolce, tanto che il suo blog non lascia dubbi: No Sugar Please porta con sé tutta l'essenza del suo fare. E questi biscotti sono la prova che al sano non c'è limite. Interpretati e assaporati, mi hanno decisamente conquistato. C'è da dire che un impasto di questo tipo non è semplicissimo da lavorare. Si frantuma facilmente, ma è anche vero che, nel tempo, ho affinato le tecniche. Non stendo più una sfoglia da tagliare, ma riempio gli stampi con briciole di impasto, che poi compatto bene sulla teglia. Un lavoro certosino che mi regala grandi soddisfazioni all'assaggio. Questi cuori sono tutto questo e sono una sana coccola.

Ingredienti

75 + 75 g di semi di girasole
35 + 75 g di semi di sesamo
50 g di semi di chia
40 g di nocciole
100 g di farina di mais fioretto
50 g di Saragolla
130 g di malto di riso
5 g di farina di limoni
50 ml di latte di mandorle

Inserite in un boccale 75 g di semi di girasole, 35 g di semi di sesamo e le nocciole. Tritate tutto fino ad ottenere una farina.
Aggiungete, quindi, le farine, la restante parte dei semi di girasole e di sesamo, i semi di chia, la farina di limoni e il malto di riso. Iniziate ad impastare tutto e aggiungete il latte nella misura sufficiente a compattare tutti gli ingredienti, senza ammorbidire troppo l'impasto.
Formate una palla e lasciate riposare in frigo per un'ora almeno. Adesso arriva il divertimento: se non voleste complicarvi la vita, create delle palline con le mani e schiacciatele leggermente su una teglia coperta da carta forno. Diversamente, se foste malate della perfezione (che poi non è), prendete uno stampo per biscotti a vostro piacere e posatelo sulla teglia. Riempitelo con impasto sufficiente a creare una base di mezzo centimetro e compattatelo bene. Togliete lo stampo e procedete fino a terminare l'impasto. Giusto per curiosità, ho scelto uno stampo piuttosto piccolo (perfezionista e masochista) e ho formato 90 biscotti. Sì, avete letto bene, novanta!!!!
Portate il forno alla temperatura di 180° e cuocete i biscotti per circa 15 /20 minuti. Il mio forno richiede tempi più prolungati di cottura, ma potrebbe volerci anche meno: verificate che non scuriscano troppo.
Una volta pronti sfornateli e fateli raffreddare su una gratella. Diventeranno croccanti e fragranti, tanto da essere decisamente irresistibili. La nota della nocciola rende pieno il sapore, la consistenza dei semi regala vivacità sul palato e il crunch del morso non vi libera dalla tentazione di mangiarne ancora, senza limite.

Se come me vi dilettaste in questi quantitativi, potrete conservare senza problemi i biscotti sfornati per molti giorni, in un barattolo di vetro o in una scatola di latta. La fragranza non ne risemntirà, tanto meno la croccantezza.
Ma vi garantisco che per arrivare ad averne una scorta, dovrete cedere a questi quantitativi: il lavoro con minori dosaggi si vanificheranno nel giro di pochissimo tempo!

Assaporateli da soli, con una sana crema di cioccolato o con una buona confettura, ma anche con un semplice quadrotto di cioccolato fondente. Sono irresistibili e perfetti in ogni contesto!!


abc

Waffles salati al grano arso con crema di patate al rosmarino e asparagi saltati allo zenzero: due anni di noi

La notizia è terrificante. Lo è di suo, senza il bisogno di ricorrere ad aggravanti. Ma il mio cuore è laggiù, negli occhi di un bambino, di una comunità. Di Mahesh sono stati i primi disegni. Le sue pagelle mi hanno emozionato. Ma lui, con la sua famiglia, ha lasciato la zona seguita dal progetto in cerca di fortuna, forse, o di lavoro. Al suo posto sono arrivati gli occhi di Baiju. Le sue lettere mi riempiono il cuore. Ogni volta. Mahesh e Baiju sono nomi che rappresentano un popolo intero, a cui mi sento legata ormai da anni. E questa notizia mi gela il sangue nelle vene. Perché è terrificante senza bisogno di ricorrere ad aggravanti, ma le aggravanti mi colpiscono come una mitragliata in pieno petto. Per quanto io possa fare, nel mio piccolo, non sono niente di fronte alla grandezza di madre natura e delle sue espressioni, sotto qualsiasi forma. Il cuore è là, oggi un po' di più. Il pensiero è costante, voglio informazioni. E improvvisamente, due giorni fa, squilla il telefono. Quelle parole mi colpiscono. "Vogliamo darle notizie". Sono sorpresa, ma non so cosa aspettarmi. Ho paura. Parlo a quella donna come se fosse un'amica, le confido le mie emozioni. "I nostri uffici a Khatmandu sono irraggiungibili, non abbiamo pieno accesso alle informazioni, ma le zone da noi seguite sono piuttosto lontane dall'epicentro". Respiro, ma è difficile contenere questo fiume di sensazioni che mi travolge. "Abbiamo bisogno di aiuto".
Oggi è il secondo compleanno di questo blog. Avevo immaginato di scrivere tutt'altre parole. Di ringraziare ciascuno di voi, per la presenza costante, per l'affetto che mi riservate, per la forza che, anche inconsapevolmente, mi trasmettete, per le motivazioni che mi date.
"Io non posso permettermi di fare grandi cose, ma ho una pagina, seguita da un discreto numero di persone. Posso utilizzare quel canale per fare qualcosa, per fare passare un messaggio, per concentrare le risposte alla vostra richiesta di sostegno". L'entusiasmo che si è acceso nella voce dell'interlocutrice, nel sentire queste parole, mi ha fatto piangere. "Se le venissero in mente altre iniziative non esiti a contattarci".
Non sono che una goccia d'acqua in un oceano infinito. Ma è la goccia che scava la roccia. La goccia, seguita da un'altra goccia, poi un'altra e un'altra ancora.
Più di tremila morti non possono lasciarci indifferenti
Ho promesso che avrei condiviso il loro link. E' nulla, ma lo faccio con quel cuore che abita le terre distrutte e che abbraccia Mahesh, Baiju e tutte le comunità.

Fondo emergenze Nepal

Grazie a chi ci sarà, a darmi forza, motivazioni e coraggio anche questa volta.

Ingredienti

Per i waffles
1 uovo
30 g di farina di segale Jurmano
20 g di farina di grano arso
1 g di sale nero di Cipro
1 pizzico di bicarbonato

Per la farcitura
10 asparagi
200 g di patate
10 g di nocciole
1 rametto di rosmarino
zenzero in polvere
1 cucchiaino di semi di sesamo
sale rosa dell'Himalaya
olio evo

Pulite gli asparagi e cuoceteli al vapore lasciandoli croccanti. Quindi pelate le patate e fatele bollire fino a quando saranno completamente morbide. Schiacciatele, trasferitele in un bicchierone e lasciatele intiepidire.
Sbattete l'uovo con il sale nero, giusto il tempo necessario a rendere omogeneo il composto, ma non spumoso. Aggiungete le farine e il bicarbonato.
Impastate fino ad amalgamare tutto e rendere l'impasto compatto. Quindi mettetelo in frigo a riposare per un'ora, coperto da un foglio di pellicola trasparente affinché non faccia la crosticina.
Pestate le nocciole in un mortaio, non troppo fini. Lavate il rosmarino e tritatelo finemente. Io procedo sempre con la mia fedelissima mezzaluna. Passate le patate tenute da parte con un frullatore ad immersione, creando una crema liscia e vellutata. Unitevi nocciole e rosmarino, mescolate amalgamando tutto perfettamente e lasciate riposare, in modo che i sapori si armonizzino perfettamente.
Scaldate in una padella un cucchiaino di olio evo, quindi fatevi saltare gli asparagi. Salate a piacere e unite lo zenzero in polvere. Fate insaporire e dorare bene con uniformità. Nel frattempo dedicatevi ai waffles.
Scaldate la piastra sul fuoco (io uso quella in alluminio, ma avendo una piastra, accendetela e portatela a temperatura).
Adagiate sopra metà composto e chiudete lo stampo. Cuocete fino ad ottenere una doratura perfetta e l'interno perfettamente asciutto. Prelevate il waffle e procedete con la restante parte di impasto. Mentre cuoce, versate sulla prima cialda buona parte della crema di patate. Sistemate sopra gli asparagi, cospargete con i semi di sesamo e versate la crema restate.
   Quando sarà cotta, utilizzate la seconda cialda per chiudere il sandwich, quindi gustate.
Per i più audaci e sbrodoloni la sfida potrebbe essere quella di assaporare con le mani. Personalmente ho optato per forchetta e coltello. Ho trovato facilitassero l'operazione ^_^

Mi sono piaciuti molto i sapori contrastanti: l'intensità del grano arso incontra la delicatezza della crema di patate e la dolcezza di asparagi novelli e sposa perfettamente l'aroma del rosmarino e dello zenzero. Come mia abitudine, il tocco croccante è quello che rende tutto più sfizioso.

E' un piatto semplice nei sapori, genuino nella scelta degli ingredienti. E non è convenzionale, come ormai, in queste pagine, vi siete abituati a scoprire.
Bilanciato nelle proprietà nutrizionali e contenuto nelle calorie. Rispettoso della stagionalità e decisamente intrigante ^_^
Tutte caratteristiche che ho scelto di mettere in evidenza per questo giorno speciale. Perché sono le caratteristiche che fanno parte di me e del mio modo di vivere e interpretare la cucina.

Dare spunti e percepire quanto questi vengano colti mi riempie di enorme gioia. E questa gioia sarebbe ancora più grande se, uniti a me, decideste di assaggiare non solo questa nuova proposta, ma anche il piacere di destinare qualcosa di personale per una causa importante.
Sono certa che saprete rendermi felice e che darete il vostro piccolo contributo, come una goccia che scava la roccia, alla causa Nepal.

GRAZIE per la vostra preziosa presenza.
abc

Polpette di seppie ripiene di asparagi e pistacchi: le caparbie volontà di una folle testarda

Nella mia dimensione creativa, che proprio non trova piacere nel banalizzare il cibo o nel concepirlo sempre nella stessa forma e dello stesso sapore, mi capita di confrontarmi con sfide talvolta ai limiti del realizzabile. Le idee prendono forma nella testa con una facilità inversamente proporzionale alla fattibilità di realizzazione. O, quantomeno, alla semplicità di esecuzione. Ma, del resto, se non fossi così brava a complicarmi la vita non sarei io. Vi dico solo che ago e filo è stata l'idea di partenza di queste seppie. Le volevo chiuse a polpetta e chiuse a polpetta sarebbero dovute essere. La cucitura sartoriale sarebbe stato l'unico modo per permettermi di ottenere il risultato sperato senza intervenire rovinosamente sull'aspetto della polpetta cotta. L'estetica, laddove non si possa assaggiare con un bel morso (mi spiace davvero tanto per voi, perché talvolta è proprio un'occasione persa!!!), ha la sua fondamentale importanza. Eppure, non me ne voglia la mia brava mamma sarta, ago e filo non erano sufficientemente a portata di mano. E allora come fare? Sfidiamo la sorte: mi affido alla naturale forma di questo mollusco giocando sulla cottura. Il risultato? Guardate e giudicate. Io lo trovo perfettamente corrispondente alla mia idea di polpetta ^_^

Ingredienti

4 seppioline
50 g di asparagi bolliti
7 g di pistacchi
1/2 cucchiaino di farina di limoni
4 rametti di timo limone
sale rosa dell'Himalaya
olio evo
1 cucchiaio di farina di riso
1 cucchiaio di farina di mais fioretto
2 cucchiai di latte vegetale

Lavate le seppie, quindi prelevate tuttti i tentacolini e tritateli, insieme ai pistacchi e al timo limone. Aggiungete gli asparagi tagliati a tocchetti, la farina di limoni e il sale rosa, quindi mescolate tutto e lasciate riposare per una mezz'oretta, in modo che i sapori di armonizzino.
A questo punto prendete le vostre seppie e farcitele con il composto preparato. Fate attenzione a non rompere l'anello della parte del tentacolo prelevato: in questo modo sarete facilitati nel mantenere la forma chiusa del mollusco. Riempitele bene, quindi chiudete bene la carte della seppia intorno alla farcitura.
Passatele nella farina di riso, facendo in modo che ne siano completamente coperte. A questo punto immergetele velocemente nel latte e impanatele nella farina di mais fioretto. Lasciate che prendano bene la panatura e, facendole riporare per una decina di minuti, che la mantengano a sé in modo compatto.
Scaldate in una padella un cucchiaio scarso di olio evo. Quando sarà molto caldo adagiate le seppie dal lato dell'apertura. Lasciatele cuocere per qualche minuto, quindi giratele. Procedete, girandole continuamente e a distanza di qualche minuto, fino a quando saranno perfettamente dorate. Ci vorranno circa 30 minuti a fiamma moderata. Prestate attenzione a non rovinare la panatura negli spostamenti. Non essendoci l'uovo rimane un po' più delicata. Il tempo di riposo pre cottura servirà proprio a far aderire meglio la farina.
A questo punto trasferite nei piatti e gustate. Io ho accompagnato la pietanza con delle semplicissime melanzane grigliate: accostamento perfetto per bilanciare i sapori.

La crosticina croccante che nasconde una carne tenera e un cuore morbido e saporito: un insieme di consistenze perfetto che dà valore ad un piatto sfizioso e insolito.
Il taglio è ad effetto. La coroncina bianca della seppia racchiude perfettamente sapori delicati e particolari. Oltre che genuini.

abc

Biscotti “scrocchiarelli” ai semi di chia e di canapa: il sapore della genuinità che dipinge il quotidiano

Che sia seriale l'avrete ormai capito. E anche che la mia vena salutista venga prima di qualsivoglia tentazione di gola non è più un segreto. Mi sciolgo di fronte a biscotti burrosi, ma più per l'idea di un ricordo, che per il piacere che proverei a gustarli ancora. Tanto che ricorro sempre a ingredienti genuini. Non sento la mancanza del burro. Non sento la mancanza di una pasta frolla da manuale. Non mi mancano i condimenti forti e grassi. Non mi manca il dolce troppo dolce. Non mi manca neanche il latte vaccino. Mi sono ambientata perfettamente tra i miei alleati speciali. Talvolta provo qualcosa di nuovo. Talaltra qualcosa di nuovo la scopro. Mi piace sperimentare e provare accostamenti diversi. Motivo, questo, per non ripetere mai due volte la stessa ricetta. Quasi sempre ^_^ Già, perché mentre vi parlo di questa prima infornata, nel barattolone di vetro ho quel che resta della seconda. Ma mentre assaporo i rimasugli della seconda infornata ricordo che questo biscotto non è altro che l'elaborazione di quest'altro biscotto. E' che al genuino ci ho preso l'abitudine. E il genuino mi è spontaneo perpetuarlo nella quotidianità. Anzi, al genuino non riesco più a resistere!!
Ingredienti 70 g di farina di segale 30 g di farina khorasan (saragolla) 70 g di burro di arachidi 5 g di farina di limoni 1 tuorlo 50 g di malto di riso 15 g di semi di canapa 15 g di semi di chia 25 g di fiocchi d'avena 1 pizzico di sale (solo se non utilizzaste il burro salato) Interite nel boccale le farine, compresa quella di limoni (la preparo tritando finissimamente le bucce essiccate dei limoni biologici che utilizzo come coccola mattutina del risveglio), i semi di canapa, quelli di chia e i fiocchi d'avena. Miscelate tutto in modo da ottenere omogeneità. A questo punto unite il burro di arachidi, il pizzico di sale (se il burro non fosse salato), il malto di riso e il tuorlo. Impastate tutto fino ad ottenere una sbriciolata ben amalgamata. Compattate la pasta in un panetto e avvolgetela in un foglio di pellicola trasparente. Lasciatela riposare in frigorifero per un'ora. Tiratela fuori e lasciatela a temperatura ambiente per circa mezz'ora, quindi stendete la pasta aiutandovi con un mattarello, formando una sgohlia spessa circa mezzo centimetro. Abbiate pazienza, perché l'impasto risulterà piuttosto difficile da lavorare. La seconda volta, infatti, ho formato i biscotti uno ad uno, con un coppapasta riempito con un cucchiaino di impasto sbriciolato, poi compattato con il suo schiaccino. Sistemate i biscotti su una teglia coperta da carta forno e infornate, a 170°, per 20 minuti. Controllate che non scuriscano troppo. Ciascun forno ha le sue caratteristiche, per cui il tempo di cottura potrebbe variare. Sfornate i biscotti e trasferiteli su una gratella, fino a farli raffreddare completamente. Raffreddando acquisiranno una perfetta croccantezza.
Una volta che saranno freddi e scrocchiarelli asaggiateli e, per le scorte, conservateli in un barattolo di latta o di vetro. Si conserveranno per molti giorni, sempre lì, pronti ad assecondare ogni vostro desiderio. Favolosi da soli, sono incantevoli con una bella spalmata di buona e genuina marmellata casalinga, ma perché no, anche con del vellutato e avvolgente cioccolato. Con la frutta, ma anche, udite bene, sbriciolato nello yogurt (per me di soia). Sono completi per i loro ingredienti, sfiziosi per il loro sapore e genuini per le proprietà di ciascun elemento presente. Non vi nascondo che l'idea di una terza infornata mi stuzzica non poco!! Quello scrocchiare dei semini sotto i denti mi piace da impazzire ^_^  abc

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