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Ketchup di carota

Spesso a passarmi per la testa è un'idea in cerca di quell'espressione lontana dal filtro del si fa così oppure del si procede con questo metodo o ancora del si utilizzano questi ingredienti. Di chiaro c'è un obiettivo e l'elemento principe. Di variabile, in una forma evolutiva, una serie di sinapsi che mi portano ad aggiungere, accostare, correggere, bilanciare, come fossi un piccolo chimico. Quando il risultato sa non solo conquistare me, non solo conquistare chi delle mie elucubrazioni si ciba quasi quotidianamente, ma anche chi non ha mai pensato di poter accostarsi a determinati sapori, o neanche mai pensato potessero esistere determinati sapori, le sinapsi si rinforzano e creano una rete neurale sempre più radicata e definita. La chiamo creatività ed è il mio stimolo costante, ma anche il mio luogo magico, in cui mi rifugio per dare espressione, semplicemente, a me stessa. Questa salsa ha conquistato: l'ho presentata durante il corso di marzo e l'ho vista consumarsi a suon di cucchiaiate, con sommo piacere, proprio da chi, nella scelta di prendervi parte, ha deciso di esplorare il bosco incantato del mio mondo di benessere. Questo è il mio intento, proprio qui il mio stimolo si trasforma in obiettivo. Ascoltarci, rispettarci, coccolarci, prenderci cura di noi, e tutto senza sacrificare piacere e gusto. Non potrebbe, quindi, valerne la pena? Ingredienti 300 g di carote pulite 1 cucchiaio di senape 2 cucchiai di succo di arancia 1/2 limone biologico 1 cucchiaino di paprika affumicata 15 g di olio extravergine di oliva sale Tagliate le carote a rondelle e fatele bollire, con un pizzico di sale. Quando saranno morbide scolatele e trasferitele in un boccale. Unite la scorza di limone grattugiata, il succo di arancia spremuta, la senape e la paprika affumicata. Frullate tutto, aggiungendo a filo l'olio extravergine di oliva, fino a creare una crema liscia. Assaggiate e correggete, eventualmente, di sale. Inseritela in un barattolo di vetro sterilizzato, chiudetelo, fatelo raffreddare e conservatelo in frigorifero. Prima di consumarlo lasciatelo riposare almno un paio di ore, ma sappiate che più tempo gli lascerete, più armonioso sarà il sapore. In frigorifero si conserva per circa 4 giorni: scoprirete come, giorno dopo giorno, sarà sempre più saporito :)abc

Carrots cupcakes di orzo con creamcheese al cioccolato bianco

Mai fatto un cupcake. Mai neanche letto come si faccia un cupcake vero. Insomma, io non sono una da "ricette classiche". Neanche una da "ricette da seguire alla lettera". Amo l'improvvisazione. Mi abbandono alla dispensa. Seguo l'ispirazione. I desideri. La curiosità. Soddisfo le volontà della mia gola. Coccolo il mio palato. Trasformo tutto in salutare. Così mi capita di prendere delle carote, poi delle mandorle, di pensare che, beh, parto da un classico, e metto insieme uova, farine integrali, ingredienti insoliti. Come fossi una vignetta, a metà strada tra un chimico e una pasticc-iona :D Estraggo, sbatto, monto, mescolo, verso, inforno, emulsiono, guarnisco. Ah, importante: ASSAGGIO. Che la cucina è una rovina per persone golose come me :D E alla fine eccoli: li chiamo così, li chiamo cupcakes. Che magari non lo sono davvero, ma lo sono a modo mio. E sono buoni da morire. Leggeri, ricchi, golosi, freschi, morbidi, pieni, delicati, perfetti. Missione riuscita: anche questa volta la colazione è garantita e... speciale!! Ingredienti Per i cupcakes 320 g di carote pulite 100 g di mandorle pelate 3 uova 40 ml di olio evo delicato 140 g di farina d'orzo 35 g di fecola di patate 35 g di zucchero di canna integrale Demerara 50 ml di latte (per me vegetale) 15 g di polline in grani 6 g di cremor tartaro 1 pizzico di bicarbonato Per la creancheese 100 g di cioccolato bianco 50 g di yogurt greco 35 g di formaggio cremoso di capra scorza di 1/2 limone zenzero in polvere cannella in polvere Tagliate le carote e passatele nell'estrattore. Se aveste il fltro apposta, fate lo stesso con te mandorle. Diversamente tritate tutto, ma fate attenzione che in questo modo l'impasto rimarrà più umido e potrebbe essere richiesta più farina. Sbattete le uova con lo zucchero e l'olio, versato a filo. Una volta che saranno spumose aggiungete la farina, setacciata e mescolata alla fecola di patate e al cremor tartaro. Terminate con un pizzico di bicarbonato e con il latte. La quantità di latte potrebbe variare in base alla tipologia di farina. Dovrete ottenere un impasto denso, ma sempre morbido. Unite mandorle, polline e carote e mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Versate l'impasto in 12 pirottini di carta e infornate, a 180°, per 25 minuti. Quando saranno ben dorati in superficie e la prova coltello sarà stata superata (la lama dovrà uscire perfettamente pulita dall'interno del cupcakes), sfornate e lasciate raffreddare. Versate in una ciotola lo yogurt e il formaggio di capra. Unitevi il cioccolato bianco fuso (a bagno maria o nel microonde), la scorza grattugiata del limone e lo zenzero in polvere. Sbattete con una frusta fino ad ottenere una crema soffice, quindi trasferite tutto in una tasca da pasticcere e decorate i cupcakes. Spolverizzate con della cannella e gustate. Se doveste programmare l'assaggio per i giorni a venire, aspettate a decorarli tutti: ogni giorno prenderete quelli necessari, li riscalderete leggermente e poi via di crema!! Che la colazione sia un must, per me, non è un segreto. Che io sia golosa, neanche. Che le cose possano andare d'accordo è davvero sorprendente :D Quindi: riempite la dispensa di ingredienti sani e divertitevi. Non c'è limite al benessere ^_^

abc

Pasticcini di carote, arancia e mandorle alla cannella e cioccolato bianco

Forte del mio nuovo, mega, estrattore di succo, quello in cui, finalmente, posso inserire anche la frutta secca, rassegnata alla mia incessabile voglia di dolce, mi sono voluta approcciare ad una nuova sfida: creare un pètit dessert, perfetto per qualsiasi momento della giornata, che limitasse la quantità di zuccheri raffinati (che qui sono presenti SOLO nella goccia di cioccolato bianco versato in superficie) e decisamente in stile healthy. Così prendo una carota, un'arancia e una mandorla, le guardo, le scompongo e le ricompongo. Arrotondo il sapore con un tocco di cannella, creo un equilibrio tra i sapori con una moderata dose di inulina*, e chiudo un cerchio perfetto con un "colpo di gola". Che, dosato in queste quantità, ci sta senza pesare, né sul metabolismo, né sulla coscienza ^_^ Metto in frigo, lascio riposare, assaggio. Una favola!!!!! Leggero, fresco, gustoso, goloso, appagante. Tutto quello che cerco in un dolce. Lontana anni luce dalle forme burrose e pastose che hanno sempre rappresentato la mia massima espressione di pasticceria, oggi affermo di aver trovato una dimensione perfetta. Perché al dolce non so resistere. Tanto vale cedervi con convinzione ^_^ Ingredienti 300 g di carote (pulite) 60 g di mandorle pelate 40 g di olio di cocco 1 arancia bio 25 g di inulina (io ne ho utilizzati 20 g) 50 g di cioccolato bianco 2,5 g di agaranta 1 cucchiaino di miele d'arancio cannella a piacere acqua q.b. 10 mandorle con la pelle Sbucciate le carote ed inseritele nell'estrattore. Procedete, quindi, con le mandorle pelate. Prendete la polpa ottenuta dall'estrazione e mettetela in una ciotola. Unite la scorza dell'arancio grattugiata, l'inulina, cannella a piacere e l'olio di cocco. Mescolate bene, quindi trasferite tutto in uno stampo da plumcake in silicone. Fate riposare nel freezer per circa mezz'ora. Tagliate l'arancio a pezzi, eliminate le estremità e passate anche questo nell'estrattore. Prendete il succo (di arancia, carota e mandorle insieme) e aggiungete acqua fino ad arrivare ad un peso di 300 g. Stemperate l'agaranta, poi mettete sul fuoco, aggiungete il miei e portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma e cuocete, girando con un cucchiaino, per 1 minuto. Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire.   Quando inizierà ad addensarsi, versatelo sullo strato di polpa di carota e riponete lo stampo in frigorifero. Lasciatelo riposare per circa 3 ore. A questo punto estraetelo dallo stampo e tagliatelo in piccoli lingotti. Sciogliete il cioccolato bianco a bagno maria, quindi versatene una piccola quantità su ciascun pasticcino. Tagliate le mandorle a metà e inseritene una arte sopra ciascun lingotto. Fate riposare in frigorifero fino al totale raffreddamento del cioccolato. Spolverizzate con cannella e gustate. Poi gustate. Poi gusate. Poi gustate. Già finiti? .....ops..... ^_^ *L’inulina è un oligosaccaride dalle caratteristiche uniche che permette di risolvere tantissimi problemi di salute dato che agisce sul secondo cervello, ovvero l’intestino, apportando dei profondi cambiamenti in breve tempo potenziando moltissimo la nostra capacità digestiva, di assimilazione e di difesa dai virus, batteri e funghi.abc

Tortino di verdure saltate in crosta di carote: di sapori, di colori, di passioni e necessità


E’ un periodo in cui rincorro il tempo. La testa è piena di idee, di scadenze, di impegni, di lavoro e la cosa mi rende fiera e viva. Ma allo stesso tempo mi toglie energie e concentrazione per fantasticare in cucina e, soprattutto, per rendere concrete le stesse fantasie. Nonostante tutto, cerco di mantenere vive le buone abitudini e, se non riesco a dedicarmi a nuove sperimentazioni con la costanza di sempre, l’ottimizzazione arriva in risposta alla necessità di concentrare tempi e risorse. Laddove arriva un’idea, arriva anche il metodo perfetto per metterla in atto. Così nasce questo tortino. Il desiderio di creare un concentrato di verdure, in una forma nuova e originale che rispettasse un paio di sani principi, mi ha portato ad immaginare una crosta di carote, in cui incastonare un bouquet di gemme colorate e saporite. Un ripieno fatto di verdure, quante più ne vogliate, saltate in padella in maniera semplice. Una base preparata in poche mosse, senza farine aggiunte, per non creare un vero e proprio impasto. Una cottura in forno, che non richiede costante attenzione. E un risultato, di fatto, che non è quello di una vera crostata. Quello che si percepisce sul palato è un insieme di consistenze differenti che mantengono inalterati la natura e i sapori delle materie prime utilizzate. Mi è piaciuta l’idea di come questo piatto possa essere una proposta per ottimizzare rimasugli di verdure che abitano il nostro frigorifero e mi è anche piaciuta la ricchezza di sapori che quegli stessi avanzi portano con sé. Un piatto appagante, insomma, meraviglioso da gustare anche il giorno dopo, semplicemente scaldato in padella, con quella crosticina sfiziosa che trasforma un concentrato di vitamine in vero sfizio!

Ingredienti

Per l’impasto
180 g di carote
35 g di fiocchi d’avena
15 g di semi di lino
20 g di burro di arachidi salato (autoprodotto)
10 g di gomasio

Per il ripieno
1 carota
1 piccolo broccolo
10 cavolini di Bruxelles
¼ di porro
50 g di piselli (per me dell’orto di famiglia, surgelati)
olio di olive taggiasche
sale rosa dell’Himalaya
noce moscata
pepe
1 cucchiaino di farina di nocciole e radicchio


Pulite le carote, tagliatele in pezzi e inseritele in un boccale. Aggiungete anche i fiocchi d'avena (mettetene di più, se voleste ottenere un impasto più sodo e consistente), i semi di lino, il burro di arachidi salato e il gomasio. Tritate tutto a più riprese, fino ad ottenere una crema compatta, piuttosto densa e uniforme.
Avvolgete tutto in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero almeno per un'ora. Potreste anche preparare la base la sera prima, oppure il mattino per la sera. Questo permette di organizzarvi al meglio.
   Preparate ora la farcitura. Fate imbiondire, in una padella calda con un cucchiaio di olio di olive taggiasche, il porro tagliato a fettine sottili. Nel frattempo tagliate la carota a dadini, quindi sbollentatela per un minuto in acqua salata. Dopo questo passaggio, unite la carota al porro. Procedete, con lo stesso passaggio, anche con le cime del broccolo, con i cavolini di Bruxelles tagliati a metà e, infine, con i piselli. Fate saltare in padella insaporendo con sale, noce moscata e pepe. Durante il tempo di rosolatura in padella, fate bollire il torsolo del broccolo, in acqua salata, fino a renderlo morbido. Tagliandolo in piccoli tocchetti ci metterà molto meno tempo.
Rivestite una teglia con la carta forno (la quantità di impasto basterà per una teglia di 20 cm di diametro). Ponete l'impasto di carota al centro e iniziate ad appiattirlo e stenderlo, con l'aiuto di un bicchiere leggermente bagnato sul fondo.
Frullate il torsolo del broccolo, insieme alla farina di radicchio e nocciole (in mancanza di questa potrete usare semplici nocciole tritate o qualsiasi spezia a vostro piacere). Assaggiate e correggete, eventualmente di sale, quindi versate la crema sulle verdure saltate.
Versate tutto sulla base di carote, quindi infornate su un ripiano basso, in forno caldo a 200°.
Cuocete per 30 minuti.
Quando sarà ben dorata in superficie, sfornate e lasciate intiepidire. Quindi prelevatela dalla teglia e servitela.

Con un tortino di queste dimensioni ho mangiato due volte. Magari il mio piccolo stomaco si accontenta di poco, ma vi garantisco che la pietanza, pur essendo unicamente a base di verdure, è decisamente nutriente.
I colori vi conquisteranno e, con essi, anche i sapori inebrianti della semplicità.
Divertitevi a utilizzare le vostre verdure preferite e personalizzate i sapori. Non avrete che da divertirvi. Sicuramente saprete prendere per la gola i vostri assaggiatori.




Parlando di cucina vegana o di cucina vegetariana, ma anche di qualsiasi cucina per intolleranze,
provate a pensare di trovare la corrispondenza tra scelte e necessità e.... di portarla in vacanza!
Anzi, di trovarla in vacanza ^_^
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Vi aspetto per soddisfare i vostri sogni vacanzieri!
(presto online il nuovo sito)
abc

Verdure gratinate al pecorino con aromi fruttati: una portata regina…. e c’è chi lo definisce contorno

E' pensiero comune, quando si pensa ad un contorno, credere che il ruolo cui è destinato non meriti particolare attenzione affinché gli si possa attribuire un po' di carattere. E' un contorno, no? Se no si chiamerebbe portata principale!! Sì, forse. Ecco, no, non sono d'accordo. Forse la mia idea di cucina è un po' distorta, forse rappresento l'instancabile pensiero controcorrente. Forse sono la solita sovversiva, che prende a calci la normalità e non si cura del pensiero comune. In fondo io sono quella che ama i dettagli. Ma sono anche quella che va avanti caparbiamente, di testa propria. Nel bene e nel male, certo, ma senza mai mettere da parte i miei istinti di creatività.
Un contorno, eravamo rimasti qui. Non un contorno anonimo e qualunque. Un contorno con personalità. La dimostrazione che i miei nuovi approdi su confini fino ad ora sconosciuti mi danno grandissime soddisfazioni. Parlo di quel dettaglio che, in questo piatto, ha trasformato delle semplici verdure in una portata regina. Spesso mescolo il dolce al salato. Non a tutti piace, ma per me è una scelta che rappresenta un po' l'emblema della vita. E' come osservare il mondo da prospettive differenti. E vi garantisco che la prospettiva di questo piatto, qualsiasi scegliate, è ricca e travolgente.
E il famoso pecorino regalatomi da mio fratello ha avuto un'altra degna interpretazione!

Ingredienti

1 patata (80 g pulita)
1 carota (100 g pulita)
80 g di asparagi (io ho le scorte dell'orto congelate)
100 g di germogli di soia
75 g di pecorino sardo
10 g di nocciole + 5 g per la gratinatura
10 g di farina di mandarino
5 g di semi di lino
1 fico secco
1 cucchiaio di olio evo
sale rosa dell'Himalaya
peperoncino
noce moscata

Pulite carote e patate e tagliatele a julienne. Portate a bollore un pentolino di acqua salata e sbollentatele per un paio di minuti. Trasferitele su un panno di tessuto e lasciatele raffreddare.
Procedete sbollentando anche gli asparagi, che poi taglierete a bastoncini, e i germogli di soia.
Trasferite le verdure in una boule e conditele con l'olio, il sale, il peperoncino e la noce moscata. Mescolate tutto, in modo che il condimento venga distribuito uniformemente, quindi coprite la boule e mettetela in frigorifero per un'ora circa.
Nel frattempo preparate gli ingredienti per la gratinatura: sgusciate le nocciole e inseritele in un boccale, insieme al pecorino tagliato a dadini, i semi di lino e la farina di mandarino.
   Tritate tutto grossolanamente, quindi aggiungete il fico secco spezzettato e continuate a frullare. Se non vi dovesse piacere il sapore del fico secco, potreste utilizzare dell'uvetta sultanina, oppure delle gustosissime bacche di Goji.
Riprendete le verdure marinate e versateci sopra 2/3 della farina appena ricavata. Mescolate bene il tutto, fino quando saranno come impanate.
Ungete leggermente una pirofila, quindi distribuitevi le verdure appena preparate. Spolverizzate la superficie con la farina rimanente.
Tagliate a coltello le nocciole, in modo da ricavare una granella spessa. Distribuitele sulle verdure, quindi infornate. Cuocete a 200° per 30 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata.

Una volta pronte, lasciate intiepidire leggermente le verdure. In questo modo i sapori si assesteranno e si armonizzeranno perfettamente.
A questo punto lasciate uno spazietto accanto alla portata principale e..... servite questa delicata meraviglia!
Forse la volta successiva ne preparerete una dose doppia, e forse darete meno importanza alla portata principale. O forse penserete a questa come.... la portata principale.

Questo è un insieme di sapori che non si dimentica facilmente, ed è un piatto sano, leggero e travolgente!

Questo è un piatto che si mangia fino all'ultima briciola!!

abc

Biscotti di carote ai pistacchi: la proiezione di un modo di essere e il pensiero in continua evoluzione

Seppur ultimamente non ne abbia più fatto cenno, spostando l'attenzione su altri argomenti, la colazione rimane il punto focale delle mie giornate. No, nel frattempo non ho stravolto le mie abitudini o spostato il baricentro della mia quotidianità ^_^ Il risveglio deve proiettare i migliori propositi sul nuovo giorno e non esiste risveglio che si rispetti, senza una colazione che si rispetti. Quello che, forse, un po' è cambiato, è il modo di pensare al dolcetto. Sempre più folle, sempre più audace. Il fatto che non debba obbligare palato altrui all'assaggio forzato di nuovi intrugli, mi autorizza a lanciarmi in elaborazioni niente affatto tradizionali. E, a dirla tutta, questa cosa del non essere affatto intrappolata in schemi definiti di normalità, nella cucina come nella vita in genere, mi piace davvero tanto. Così quando ho immaginato questi biscotti non ci ho pensato un attimo a provarci. E sapete? Non sono assolutamente niente che si possa paragonare ad un sapore già vissuto, niente che possa ricordare una consistenza già assaggiata. Sono loro, con la loro identità, la loro stranezza e la loro forte personalità. E mi rappresentano alla grande ^_^
Ah.... preparatevi, qui si biscotta a tutto spiano!!

Ingredienti

230 g di carote
25 g di zucchero di canna grezzo Dulcita
30 g di pistacchi + 25 g per la copertura
20 g di mandorle
40 g di crusca di grano
45 g di farina tostata di soia
25 g di farina di canapa sativa
15 g di olio evo

   Pulite le carote e tritatele finemente, insieme allo zucchero di canna. Pulite i 30 g di pistacchi, cercando di eliminare tutte le pellicine e uniteli, insieme alle mandorle, al trito di carote. Tritate ancora, formando un composto piuttosto uniforme.
Setacciate e mescolate tra loro le farine, la crusca di grano e tenetele da parte.
Versate l'olio nelle carote e, un cucchiaio alla volta, unite le farine. Lavorate bene tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Pulite i restanti 25 g di pistacchi e pestateli grossolanamente in un mortaio. Rovesciateli su un foglio di carta da cucina. Con l'impasto formate delle palline grandi poco meno di una noce.
Schiacciatele nel mezzo e passatele, su una sola superficie, nei pistacchi in granella.
Sistemateli su una teglia coperta da carta forno e cuoceteli, a 180°, per 30 minuti. Controllate la cottura: non diventeranno croccanti e friabili come frollini, ma fate attenzione che i pistacchi in superficie non tendano a bruciacchiarsi. Potrebbe essere necessario un tempo di cottura differente, in base al vostro forno. Una volta sfornati, lasciateli raffreddare su una gratella.
   Quando saranno freddi sistemateli in piccoli pirottini e serviteli. Possono essere una deliziosa idea regalo, un dolce e originale pensiero per la vicina di casa, o per la maestra dei vostri bambini che, oggi in buona parte delle regioni, inizieranno il nuovo anno scolastico.
O semplicemente potranno deliziare i vostri risvegli, così come hanno deliziato i miei ^_^


L'importante, nella vita, è..... osare sempre!!

abc

Tris di verdure croccanti al forno: l’intenso piacere del semplice e del vero

Voglia di semplicità. Che non vuol dire banalità. Spesso nella semplicità si nascondono i sapori autentici, che deliziano e soddisfano.
Ricordate quando vi parlai della mia prima volta con i germogli di soia? Ve li presentai in questa zuppa. Rapita da un sapore nuovo e sfizioso, ho voluto testarne altre forme. Non ho scoperto grandi mondi, con questo contorno, non ho inventato niente di geniale. Ho solo portato in tavola genuinità, in una veste intrigante. Due verdure al forno sono veloci e semplici da preparare. Sono un perfetto centrotavola dal quale attingere direttamente con le mani (NON SI FA!! ^_^), creando una piacevole atmosfera di aggregazione e convivialità. E sono sane, salutari e leggere. Perché non includere, quindi, anche i germoglietti? Una piacevolissima scoperta, un tocco diverso ad un classico contorno di verdura.  Le ho presentate ad una cena tra amici e.... sono state apprezzate ^_^
I germogli di soia entrano di diritto nella mia lista dei must have.

Ingredienti

4 carote
2 zucchine
100 g di germogli di soia
farina di riso impalpabile
olio
sale

Pulite le carote e le zucchine e tagliatele a bastoncini. Lavate i germogli di soia. Sbollentate tutta la verdura, separatamente, per pochi istanti in acqua salata, fino a farla appena ammorbidire. Gettatela in acqua gelata per fermare la cottura e poi trasferitela su un canovaccio pulito, sempre separatamente, affinché asciughino leggermente.
Infarinate un tipo di verdura alla volta, fatela saltare in un colino affinchè perda la farina in eccedenza e sistematela su una placca coperta da carta forno e leggermente unta con olio evo.
Irrorate con un filo di olio e infornate a 200°. Dopo una decina di minuti estraete la teglia e smuovete le verdure. Infornate nuovamente e procedete per altri 10 minuti con la cottura, fino a quando la verdura diventerà croccante e dorata.
Sfornate, salate immediatamente, mescolate le verdure e lasciatele intiepidire.
Potrete mantenere le verdure al caldo in un vassoio fino al momento di servirle.

Abbiate cura di infarinare la verdura un attimo prima di infornarla, diversamente la farina si trasformerà in collante. Un occhio particolare abbiatelo per i germogli: a meno che non vogliate ottenere una ragnatela, seguite questo piccolo consiglio.

Preparate le dita e.... servitevi!!abc

Torta di carote e cocco: desideri, necessità e follie di semplici momenti di dolcezza

E' un periodo che sono "da dolci". Non mangio quasi niente, ma il dolcino a fine pasto ci vuole sempre. E se per concludere un solleticamento dello stomaco può bastarmi un pezzo di cioccolato fondente, a colazione ho proprio desiderio di un dolce vero. Così quando dovetti pensare alla torta da proporre agli amici in visita non esitai un attimo: gli avanzi della cena sarebbero stati spartiti, la torta sarebbe rimasta a me, per deliziare i miei risvegli. Ovviamente loro non lo avrebbero mai immaginato ^_^
Sulla base della mia tattica di gioco, in cui si prevedono esperimenti anche in fase di condivisione con ospiti, e quindi con la necessità di cavare qualcosa di decente al primo tentativo, non avrei potuto tirarmi indietro. Ma non avrei neanche potuto cadere nel banale, o ancora rischiare di essere troppo audace e fallire. Ho messo insieme le mie amate carote, dei fiocchi di yogurt e la preziosissima farina Petra. Una buona manciata di cocco e via..... ad incrociare le dita. Confesso di non avere un gran bel feeling con il forno di casa. Credo che qualche minuto in più sarebbe stato necessario, ma credo anche che me ne sia accorta troppo tardi ^_^ Per non smentirmi, vista la modalità "in the air" in cui vivo da qualche tempo, ho unito lo zucchero alle carote, in fase di "tritaggio", e non alle uova. A dire il vero non è da me neanche la stagnola invece della carta forno per rivestire la teglia, ma cosa ci volete fare: le mani vanno da una parte, le parole da un'altra e la testa.... la testa dov'è? ^_^ In ogni caso è piaciuta. Insolita, come me. Non da tutti, magari. Né più né meno come me.

Ingredienti

400 g di carote
200 g di farina Petra 5
175 g di fiocchi di latte con yogurt
80 g di zucchero di canna Dulcita
45 g di cocco in scaglie
3 uova
10 g di polvere lievitante naturale
1 pizzico di sale

Sbucciate e pulite le carote. Tagliatele a tocchetti e inseritele in un boccale con lo zucchero. Tritatele fino a renderle omogenee, ma non troppo fini.
Unite il cocco in scaglie e mescolate incorporandolo perfettamente. Tenete da parte. Foderate una teglia (io ne ho usata una dal diametro di 28 centimetri) con carta forno, o alluminio ^_^
Rompete le uova in una terrina e sbattetele fino a renderle spumose.
Unite i fiocchi di latte e amalgamateli. Versate tutto sulle carote e mescolate fino a rendere l'impasto uniforme. Setacciate la farina e mescolateci la polvere lievitante (o lievito per dolci). Unitela poco alla volta all'impasto, mescolando bene per incorporarla. Unite anche il sale e procedete fino a quando l'impasto sarà morbido e omogeneo.
   Versate tutto nella teglia, distribuendo uniformemente l'impasto
Portate il forno a 190° e cuocete per 45 minuti (nel mio forno ci sarebbero voluti una decina di minuti in più).
Trascorso il tempo, sfornate la torta e lasciatela raffreddare.

Servitela con una bella spolverata di scaglie di cocco, oppure dello zucchero a velo, secondo i vostri gusti.

Come adoro fare, è molto sfiziosa servita tagliata a cubetti, con della frutta fresca o del cioccolato bianco. In questo modo può diventare un piacevole sfizio di fine pasto o un dolcino da assaggio.



abc

Torta carote, cocco e cioccolato bianco: attimi di panico dopo il grido di gioia e l’intraprendenza mattiniera

Mi piacciono le persone che non si fanno pregare. Se il venerdì avanzo una proposta di vederci il giorno seguente, e la risposta è certo, ti fermi a cena? io divento un ammasso incontenibile di gioia. E questo è successo, ancora con loro, ancora con la mia dolce Sara e con il piccolo Filippo. Una visita organizzata così velocemente che..... HO SOLO UN UOVO IN FRIGO E NON HO IL TEMPO PER UNA LIEVITAZIONE!!!!!! Cosa faccio? Gli impegni in questo periodo mi tolgono tempo ed energie, ma a mani vuote non mi sarei mai presentata. E volete che la Cuocherellona vada banalmente in una pasticceria a prendere un chilo di gelato o qualsiasi altro più o meno anonimo dolcetto? Poche ore di sonno e apro gli occhi: le 6. Troppe poche ore di sonno, ma la testa inizia a cercare una soluzione. E' lì che l'ho partorita: sotto quel cumulo di piume ancora piacevolmente calde ho capito che quell'unico uovo neanche l'avrei utilizzato. E magicamente, con lo scorrere delle ore, l'idea ha trovato materialità e il risultato mi ha piacevolmente appagato. Quando ogni dettaglio si incastra al suo posto, anche i salti mortali danno carica e soddisfazione.
Ad assaggio avvenuto dico solo questo: ho abbondato, rispetto alle mie solite dosi, con lo zucchero. L'ho fatto per non venire a meno al piacere del dolce, visto che questo dolce sarebbe stato destinato ad altri. Ma sicuramente una prossima volta ne dimezzerò la quantità. Per i miei gusti era un tantino di troppo.

Ingredienti

300 g di carote pulite
150 g di farina di cocco
150 g di nocciole
110 g di zucchero di canna (55 g sono sufficienti)
50 g di cioccolato bianco
160 g di yogurt greco alla vaniglia (0% di grassi)
1 bustina di lievito per dolci

Inserite le nocciole in un boccale, insieme allo zucchero di canna. Tritate a più riprese, fino ad ottenere una polvere fine.
Trasferite tutto in una ciotola e unitevi la farina di cocco.
Tagliate a pezzi le carote pulite e trasferitele nel boccale. Unitevi il cioccolato bianco. Tritatele fino a renderle fini e di consistenza uniforme.
   Aggiungete lo yogurt e amalgamate tutto. Poi, poco alla volta, unite il mix di nocciole, zucchero e farina di cocco, a cui avrete aggiunto anche la bustina di lievito. Impastate bene fino ad ottenere una crema densa e omogenea.
Rivestite una teglia con carta forno. Io ho utilizzato una teglia onda da 26 cm di diametro.
Rovesciateci l'impasto e distribuitelo uniformemente su tutta la superficie.
Portate il forno alla temperatura di 160° e infornate. Trascorsi 15 minuti alzate la temperatura a 175° e proseguite con la cottura per un'altra ora.
L'impasto rimarrà molto umido (se usate carote novelle sappiate che rilasceranno maggiore acqua, quelle più "vecchie", invece, saranno più asciutte).
Sfornatela e lasciatela intiepidire nello stampo. Io non avevo tempo, ma sarebbe meglio farla raffreddare completamente. A questo punto trasferitela su un piatto e servitela. Io l'ho sistemata prima in un piatto da dessert in vetro, poi l'ho trasferita nel contenitore adatto a trasportarla.
Il mio istinto goloso avrebbe affondato un morso anche in versione appena sfornata, ma mi sono limitata a farlo sul piccolo assaggio cotto a parte, per testare la riuscita del dolce ed evitare figuracce davanti agli amici ^_^
Assggiandola poi fredda posso garantirvi che l'attesa premia il sapore. Cercate, quindi di resistere. Il cioccolato bianco, una volta raffreddato, dà una consistenza deliziosa e rende incantevole il mix di nocciole, cocco e carote. Ci sarebbe stato bene anche un piccolo aroma, come timo o rosmarino, ma queste faccende le lascio ai momenti in cui posso anche non condividere ^_^
Il taglio pare sia stato un successo. Il piccolo Filippo l'ha gustata con piacere e.... anche il papà ^_^
Noi due donnine abbiamo gustato con l'occhio attendo alla quantità (ma comunque ce ne siamo divorate una bella fetta) e tutto è parso andare per il meglio.
A volte il poco sonno ripaga.abc

Polpettine di quinoa rossa con carote, ricotta e nocciole: tanti piccoli scrigni di sana bontà

Lo so bene che il periodo delle festività è visto come un'opportunità per cedere ai peccati di gola senza doversi crucciare per i troppi sensi di colpa. Era così anche per me, in tempi remoti e non sospetti. In fondo cos'è un cioccolatino? E con un cioccolatino si aprivano le porte ad ogni forma e sapore di leccornia. Con il tempo, però, la mia consapevolezza è cresciuta, moderando quell'ingordia ai limiti dell'avidità e così ecco che, seppur mi piaccia prendermi per la gola, un po' (un po' tanto) tendo a conservare l'equilibrio della una sana alimentazione. La preparazione di dolcetti di generi diversi, per i malcapitati amici che ne riceveranno una rappresentanza in dono, mi porterà a proporvi con maggiore frequenza ricettine ghiotte. E, ahimè, confesso che l'assaggio sarà un dovere (beh, dai, anche un piacere ^_^). Ma a dirla tutta sarà perché, credetemi, regalare polpette...... è davvero difficile!! Sicuramente c'è chi apprezzerebbe. Si accontenterà, non me ne voglia,  di un sempice invito a cena!! Per chi, invece, voglia comentarsi da sé, date tregua ai bagordi con questa soffice coccola.

Ingredienti

50 g di quinoa rossa
100 g di ricotta fresca
1 carota
15 g di nocciole
20 g di pangrattato + q.b. per la panatura
1 rametto di rosmarino
scorza di 1/2 limone non trattato
1 uovo (per me 2 albumi)
sale
olio evo

Sciacquate molto bene, sotto un getto di acqua corrente, la quinoa. Mettetela in un pentolino e copritela con acqua pari al doppio del suo volume. Portate ad ebollizione, a pentola coperta, e cuocete a fiamma bassa per circa 15 minuti, fino al totale assorbimento dell'acqua. Quando mancheranno pochi minuti, aggiungete un pizzico di sale.
Pelate la carota e tagliatela a dadini piccolissimi. Per chi non avesse tempo (o pazienza) a sufficienza, tritate grossolanamente con le lame di un mixer o con una mezzaluna. Procedete in questo modo anche per il rosmarino, che avrete lavato, asciugato e liberato dal rametto.
Fate scaldare un filo d'olio in padella e, quando sarà caldo, versateci carote e rosmarino. Fateli soffriggere per un paio di minuti, aggiungendo del sale. Unite, quindi, le nocciole tritate e lasciate rosolare ancora per un paio di minuti, girando spesso con un cucchiaio, poichè le nocciole tendono a scurire subito!
A questo punto la quinoa sarà cotta. Spegnete la fiamma e sgranatela con un cucchiaio. Versatela nella padella insieme alle carote. Mescolate bene e lasciate che insaporisca. Aggiungete la scorza del limone grattugiata e amalgamate bene il tutto. Fate riposare il misto di quinoa per una decina di minuti.
Aggiungete, ora, la ricotta e l'uovo. Mescolate tutto fino a creare un impasto omogeneo. Unite il pangrattato (regolatevi in base alla consistenza ottenuta) e amalgamate perfettamente.
Prelevate poco impasto per volta, formate delle palline con le mani e passatele nel pangrattato, che avrete preparato su un piattino.
Scaldate una padella con due cucchiai di olio e fate soffriggere le polpettine, girandole con cura in modo che dorino uniformemente.
Quando saranno sufficientemente scure e croccanti, trasferitele in un piatto e servitele, magari su un letto di buon radicchio croccante.


Sono ottime gustate molto calde. Gli aromi si fondono e rimangono legati tra loro. Una tirerà l'altra senza potervi resistere!!




abc

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